Utente 438XXX
Salve, sono un ragazzo di 21 anni e sono ormai più di due anni (quasi 3) che sto in psicoterapia principalmente per depressione, ansia e attacchi di panico, ma mi sembra di non aver ottenuto nessun risultato.
Ho preso ansiolitici, antidepressivi e in seguito anche litio e un leggero antipsicotico per anni e li ho smessi 5 mesi fa ed è da allora che la situazione sta peggiorando, ho attacchi di panico tutti i giorni e infatti ho riniziato a prendere un ansiolitico.
Ora io mi chiedevo com'è possibile che dopo tutto questo tempo mi ritrovo di nuovo così male?
La psicoterapia non ha funzionato o è una normale ricaduta?
Oltretutto tra me e il mio terapeuta si è instaurato un rapporto quasi di "amicizia" e non vorrei che si fosse verificato un contro-transfert.
Vi ringrazio in anticipo per le vostre risposte!

[#1]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

considerando che i poli della sua terapia sono (era) due contemporaneamente:
- psicoterapia,
- terapia farmacologica,
Lei ha sospeso i farmaci di Sua iniziativa
oppure concordandolo nel dettaglio con lo Psichiatra e rispettando alla lettera quanto prescrittoLe?

Quanto Le chiedo è molto importante.

Grazie.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
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[#2]  
Dr. Domenico Bumbaca

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La terapia farmacologica ce l'ha prescritta uno psichiatra e ogni cambiamento deve essere concordato con il medico che ce l'ha prescritta.
Ciò detto, dal punto di vista psicologico, ne ha parlato con il suo terapeuta? Se la psicoterapia non funziona, la prima cosa da fare è discuterne con il terapeuta. Le suggerisco di farlo e di decidere insieme come procedere.
Stessa cosa con lo psichiatra, lo consulti, lo metta al corrente della situazione (il suo peggioramento, aver smesso la terapia ...).
Ci aggiorni
Dr. Domenico Bumbaca - Psicologo Psicoterapeuta
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[#3] dopo  
Utente 438XXX

Per la sospensione dei farmaci erano concordi sia lo psichiatra che lo psicoterapeuta e ho seguito le istruzioni alla lettera.
Ho provato ad accennarglielo ma si è limitato a dirmi che ci vuole ancora del tempo, che posso capirlo per risolvere la situazione del tutto, ma per gli attacchi di panico mi sembra assurdo serva ancora altro tempo. Proverò a parlargliene meglio.
Potrebbe aver influito il fatto che entrando in terapia stavo sotto farmaci e perciò non soffrivo di attacchi di panico?
Grazie per le vostre risposte

[#4]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

grazie della precisazione rispetto alla mia domanda.

E' possibile che la sospensione dei farmaci possa avere influito sull'equilibrio raggiunto in precedenza;
per questo motivo ne parlerei al più presto anche con lo Psichiatra
oltre che con lo Psicoterapeuta, cosa che già ha fatto.

Saranno poi i due Specialisti
- Psicoterapeuta e Psichiatra -
a comunicare tra loro in proposito (se Lei li autorizza, v. privacy),
e a valutare congiuntamente la nuova situazione creatasi.

Nel frattempo eviti voli pindarici sulla psicoterapia:
e sul "controtransfert", che non è un transfert negativo.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
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[#5] dopo  
Utente 438XXX

La ringrazio per la sua risposta, il dubbio sul controtransfert mi è venuto in quanto il mio terapeuta mi tratta spesso più come un amico che come un paziente; mi racconta spesso la sua vita e le sue esperienze, spesso discutiamo di vari temi di attualità, ha detto più volte di provare stima e affetto nei miei confronti, che gli somiglio molto caratterialmente diciamo che sembra un rapporto quasi più amichevole che professionale, secondo lei ciò potrebbe influire negativamente sulla terapia?

[#6]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Può essere un modo di essere/fare il Terapeuta.
Quale orientamente segue?

Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
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[#7] dopo  
Utente 438XXX

Non ha un orientamento principale, usa varie metodologie, principalmente ipnoterapia credo

[#8]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Lo chiedo perchè alcuni orientamenti presentano miglioramenti in tempi più brevi,
altri prevedono un percorso prolungato.

Dott. Brunialti
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