Perchè mia madre mi fa del male?

Salve mi.
chiamo Alexandra e ho 21 anni...Mia madre mi tratta sempre male... ogni occasione è buona per umiliarmi...per dirmi brutte parole... Mi sta rovinando la vita... piango tutti i giorni e tutti i momenti... se sto male...se ho la febbre o qualsiasi problema di salute si accanisce contro di me dicendo che faccio buttare solo soldi di medicine...Non ho amici... sto sempre sola e lei mi.
dice che sono un asociale e che dovrei stare al manicomio quando la colpa di tutto questo è lei che mi ha sempre tenuta segregata in casa e sottomessa a lei... le dico.
di impararmi a cucinare e dice di no perche dice che sono scema e non sono capace... tre anni fa mi ha pure fatta rinchiudere in un reparto psichiatrico anche se io ero completamemte sana... piangevo sempre e urlavo contro di lei perche avevo subito una violenza sessuale da due ragazzi e a lei non gliene importava... si mise a grudare aiuto facendo credere ai vicini di casa che io la stavo aggredendo... così chiamarono io 118 e mi fecero un tso... fu l'esperienza piu brutta della mia vita... mi costrungeva a prendere le medicine per i pazzi pur sapendo che ero sana di mente e non vi dico come mi facevano sentire quelle medicine... appena mi alzo la mattina iniziamo a litigare... lei mi inizia ad insultare dicendo... sei una povera pazza... dovresti finire di nuovo in psichiatria, voglio liberarmi di te...mio padre è come lei... tutti e due mi hanno rovinata fin da piccola...non ho nessuno con cui sfogarmi... piango tutti i giorni... ho sempre la faccia triste e assente per via di tutte le umiliazioni che ricevo da lei... se mi vede triste dice che sono pazza... lei dice che io non sono una persona normale...quando io sono una ragazza semplice che ama il mare la musica gli animali... tre mesi fa mi sono innamorata di un ragazzo che ora cambiando casa ho perduto... si chiamava Marco... aveva 6 anni meno di me ma era maturo... era l'unica cosa che mi rendeva felice e che mi faceva dimemticare tutte le cose che mi fa mia madre... tra di noi è finita perche io e lui abitiamo lontani ora e lui non avendo un mezzo adatto per spostarsi e data la sua età non puo venire da me... io ho 2q anni ma non abbiamo la macchina... aiutatemi non so che fare... ho il cuore a pezzi... e mi fa male sempre lo stomaco per tutta la rabbia che mi fa prendere mia madre... datemi un comsiglio su come posso fare... non ho nessuno.
a chi dirlo... i miei nonni sono morti e con i miei zii non ci parlo da anni che i miei genitori non ci vanno d'accordo
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Dr.ssa Lidia Falcone Psicologo, Psicoterapeuta 6 1
Salve Alexandra,
Leggendo le sue parole si percepisce una storia di grande sofferenza e di profonda angoscia. Nel suo messaggio si è concentrata molto nella descrizione del suo rapporto conflittuale con i suoi genitori e, in particolare, con sus madre, da cui, sembra, non sentirsi affatto compresa, "vista" nel suo dolore e nelle sue difficoltà. Aveva una relazione, ma anche quella è terminata, lasciandole, sembra, un forte senso di impotenza. Ci sarebbero molte domande che si potrebbero porre rispetto alla sua quotidianità, alla sua vita, per esempio se ci sono delle cose o delle situazioni che la fanno sentire bene, che la appagano in qualche modo o che semplicemente la fanno sentire attivamente coinvolta. Credo che senta un forte senso di frustrazione, dovuto al fatto che in tutti gli eventi e le relazioni che ha descritto sembra che lei sia sempre in una condizione di chi"subisce" passivamente il volere e le decisioni dell'altro, senza la possibilità di un confronto e senza potersi spiegare veramente o poter capire che cosa l'altro le chiede. Sta attraversando un momento particolarmente difficile della sua vita, dove probabilmente anche il cambiamento di città contribuisce a generare ulteriore angoscia e senso di solitudine. Credo che, se ha voglia di affrontare realmente le sue questioni interne e l'angoscia delle separazioni, al fine di riprendere in mano la sua vita, potrebbe sicuramente giovare un percorso psicoterapeutico, che le consenta di accedere ad una dimensione di maggior "attività", aiutandola anche a comprendere come mai è sempre stata"vittima" di decisioni altrui.

Dr.ssa lidia falcone

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