Utente 435XXX
Buongiorno!
Sono una neo mamma di due gemelli di quasi 2 settimane.
Premetto che alla notizia di una gravidanza plurima io non sia saltata in piedi dalla gioia, ma anzi sono iniziate le preoccupazioni.
Già in gravidanza, passata dal 4 mese a casa, quasi in isolamento, ho avuto crisi di pianto date dalla paura "dell'ignoto".


Ho avuto un parto cesareo a 37 +3 settimane che purtroppo definirei traumatizzante.
Lo definisco così in quanto durante l'intervento ho provato sensazioni "dolorose" che non mi aspettavo, come stare in un frullatore.
Ho avuto paura per tutto il tempo senza aver la possibilità di parlare con chi in sala e tranquillizzarmi, anzi alle mie domande sembravano essere scocciati.

Per me inoltre è stato il primo intervento in assoluto, non ho avuto mai a che fare con ospedale e simili, quindi non ero sicuramente preparata.


Detto ciò il mio problema sono la paura, le crisi di pianto, il senso di colpa, il senso di inadeguatezza, e il macigno che sento al petto causa l'enorme responsabilità di accudire due bambini.


Piango tutto il giorno se mi lascio andare, non riesco a vedere assolutamente il bello dell'essere mamma e sento un distacco verso i miei figli... E questi sentimenti alimentano ancora di più il mio senso di colpa perché reputo brutto e non normale pensarla così.


È come se volessi riappropriarmi della mia vita ma ormai la mia vita è scandita solo dai loro bisogni, che soddisfo giornalmente.


Il mio compagno mi vede agitata, dice che scatto appena sento un versetto provenire dalla culla, mentre dovrei fargli fare tutti i versetti che serve e avvicinarmi a loro quando realmente hanno bisogno.


Mi sento sola, anche quando il mio compagno è con me o i miei genitori o la suocera, amici etc mi vengono a trovare e aiutare.


Non so veramente cosa pensare...

Vorrei avere un giorno per me, dormire, lavarmi, uscire... Ma sento questo pensiero come egoistico e brutto da parte di una neo mamma che dovrebbe invece essere felice di passare il suo tempo con i figli.


Ho già avuto episodi depressi nella mia vita ed ho quindi paura che questo non sia il solo così detto baby blues ma una vera depressione pot parto.


Come devo comportarmi?

[#1]  
Dr. Carla Maria Brunialti

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
ROVERETO (TN)
TRENTO (TN)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2012
Gentile neo-mamma,

l'inizio della vita da mamma,
ancor più con due bimbi gemelli,
è proprio come essere in un frullatore
sempre a disposizione.

Non è facile rinunciare al tempo per sè,
ad una intera nottata di sonno,
ad un giorno libero...
E sentirsi in colpa per tutto ciò non fa altro che aggravare la situazione.

Il fatto è che moltissime neo-mamme provano questi sentimenti, del tutto naturali,
ma non ne parlano per il timore di essere giudicate delle cattive madri.

La fatica dell'adattamento è reale,
come potrà anche leggere qui:
https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/3332-mamma-e-amante.html .

Se sia depressione o depressione post-parto è impossibile diagnosticarlo online.
Ma vedo la necessità di essere sostenuta *di persona* da una Psicologa,
ed aiutata in questa fase naturale ma complessa.

Ritiene di poterlo fare?

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfez. Sessuologia clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

[#2] dopo  
Utente 435XXX

Grazie della risposta Dott. Ssa
Si credo di poterlo fare e anzi lo farò presto presso il consultorio locale (mercoledì ho il primo incontro conoscitivo).

Come posso affrontare in tanto il momento? Intendo prima di capire la reale problematica... Cosa mi consiglia?

[#3]  
Dr. Carla Maria Brunialti

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
ROVERETO (TN)
TRENTO (TN)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2012
Gentile signora,

"...Come posso affrontare intanto il momento?.."

Pensando che quanto sta vivendo è "nella norma",
e che
- come Lei ha da prendersi cura dei Suoi piccoli -
la Psy si prenderà cura di Lei;
e non solamente nel "capire",
ma anche nel "gestire":
sentimenti
emozioni
fatica
scoraggiamento.

Se Le fa piacere ci tenga aggiornati.

Saluti carissimi.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfez. Sessuologia clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

[#4] dopo  
Utente 435XXX

Grazie Dott. Ssa,
Se possoe chiedo un'ultima cosa.

I bambini possono sentire questo mio malessere ed esserne in qualche modo vittime?

Inoltre come far capire al mio compagno che questo mio sentimento non lo deve spaventare o preoccupare, anche se so che sia difficile, ma anzi che la sua vicinanza mi aiuta molto?

Grazie ancora

[#5]  
Dr. Carla Maria Brunialti

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
ROVERETO (TN)
TRENTO (TN)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2012
Stia tranquilla che l'affetto che dà ai bimbi è ben superiore al Suo malessere,
nonostante Lei possa percepire il contrario.

Il Suo compagno "può" essere spaventato, preoccupato,
è una situazione nuova e forse imprevista anche per lui.
Gli parli col cuore e gli dica
- come ha fatto con noi -
"..che la sua vicinanza mi aiuta molto..".
Gli chieda di abbracciarla e tenerla abbracciata come fosse Lei la bambina,
e se ha voglia di piangere pianga.

Dopo ci si rassetta e .. si ritorna mamme...

Saluti cari.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfez. Sessuologia clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/