Utente
Salve,
Dopo 3 anni di patente continuo a non saper guidare.
Ho paura, non guido da solo, devo rinunciare agli inviti per via di questo problema e vivo in isolamento da quando sono adolescente praticamente.
Ora la ragazza che mi piace mi ha proposto di andare alla cena di gruppo con lei che mi accompagna lei... Penso abbia intuito il problema ma non volevo che si venisse a sapere dato che non l'ho mai confidato.
Non ho una macchina mia e talvolta attribuisco la colpa di tutto a questo.
Ho guidato con i miei in questi 3 anni, ultima volta è stata oggi ma continuo a fare casini e non riesco.
Sento che guido da imbranato, non capisco nemmeno quello che faccio, sono impedito.
Sto impazzendo per via di questo problema, è il mio pensiero fisso da 3 anni e piango spesso a letto senza riuscire a venirne fuori.
Le ho provate tutte, anche con lo psicologo.
Ma niente.
Non nego che vorrei togliermi la vita spesso per via di questa pressione che si accentua quando vedo tutti i ragazzi muoversi liberamente, a maggior ragione se con una propria macchina.
Io ho 23 anni e ancora non riesco ad uscire di casa.
Mio padre mi dice che ognuno ha le sue angosce tipo lui per il lavoro, ma non capisce minimamente che questa è una cosa fondamentale dal momento che andando avanti così sarò condannato a non muovermi di casa.
Vorrei che finisse tutto davvero.
Non ho più alcuna speranza su questo frangente e mi sta facendo male da parecchio tempo

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Dr.ssa Paola Dordoni

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Gentile utente,

la ringrazio per aver scritto delle sue difficoltà. Posso capire che sia una situazione che la sta facendo soffrire, soprattutto per via del fatto che si protrae da molto tempo.
Solitamente questo tipo di problemi hanno un "origine", un evento scatenante, in seguito al quale si crea un condizionamento e le sensazioni/emozioni/paure percepite vengono rivissute, e col tempo si sommano all'ansia anticipatoria e, soprattutto, all'evitamento della guida che mantiene il problema.
Per un ragazzo giovane come lei è molto importante poter guidare e sentirsi autonomo, vivere gli amici e gli amori, per questo credo che sia necessario un'intervento mirato e repentino. Leggo con piacere che è già stato da un collega, e deduco non abbia avuto beneficio. Probabilmente non era l'approccio migliore per questo tipo di problema. La terapia più adatta in questi casi è la psicoterapia comportamentale o cognitivo-comportamentale. Le suggerisco un terapeuta di questo orientamento chiedendo nello specifico un intervento sulla guida.
buon lavoro!
Cordialmente,
Dr.ssa Paola Dordoni