Utente 508XXX
Gentili Signori,
scrivo per chiedere un consiglio in merito alla psicoterapia che sto seguendo. Sono in terapia da circa 2 mesi da un'analista transazionale, in media vado una volta alla settimana e non ero mai stato in terapia prima d'ora. Ho intrapreso questo percorso in seguito a problemi lavorativi, che a partire da poco più di un anno mi hanno causato ansia, perdita di fiducia, perdita di senso e somatizzazioni varie. Quando sono arrivato dalla psicologa avevo già superato la fase più difficile ed ero riuscito a trovare faticosamente una strada, ma ho pensato di iniziare comunque la terapia per ritrovare la tranquillità e indagare anche su altri aspetti della mia personalità che non mi sono del tutto chiari.
Ora, non sono soddisfatto di come sta procedendo la terapia. Innanzitutto, ad oggi non ho ricevuto una diagnosi. Sono consapevole del fatto che possa volerci molto tempo per avere miglioramenti, ma mi sembra che non abbiamo una direzione chiara, per cui non facciamo progressi. Durante le sedute, la terapeuta mi fa delle domande, mi ascolta e avanza molte ipotesi; tuttavia, ho l'impressione che queste ipotesi non siano mai confermate o smentite, ma semplicemente lasciate cadere da una seduta all'altra. Spesso analizziamo dettagliatamente dei piccoli eventi accaduti durante la settimana, ma non mi sembra che giungiamo a conclusioni significative, e ho l'impressione che continuando in questo modo la terapia possa andare avanti all'infinito. Inoltre, ho ricevuto poche indicazioni su come comportarmi al di fuori delle sedute, in genere consigli molto generici sul "prendermi cura di me". Un paio di volte abbiamo discusso sulla possibilità di prendere degli ansiolitici ma io ho rifiutato, sia perché non penso che la mia ansia sia ingestibile senza farmaci, sia perché non sono mai stato ansioso prima di questo periodo. Il consiglio migliore probabilmente è stato quello di iniziare a fare yoga: ci avevo già pensato da solo, e in effetti riscontro dei piccoli benefici.
Credo che la mia terapeuta sia competente e che anche lei si sia accorta che la terapia sta procedendo in modo un po' caotico, infatti alla fine di una seduta mi ha suggerito di pensare in anticipo al tema di cui volevo discutere nella successiva. Credo che volesse evitare le divagazioni, ma penso che sia lei stessa a portarmi "fuori strada" durante le nostre conversazioni, perché in genere non ho l'abitudine di divagare quando parlo o scrivo. Vi chiedo: questo inizio di terapia è piuttosto comune o c'è qualcosa che non va? Forse le mie aspettative sono sbagliate? Dovrei discuterne più approfonditamente con la psicologa? Vi ringrazio in anticipo.

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Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

la Psicologa è anche Psicoterapeuta, cioè autorizzata a *curare*?

Se sì,
alla Sua domanda "Dovrei discuterne più approfonditamente con la psicologa?"
la risposta è:
certamente sì.

In due mesi di sedute settimanali, cioè 6-8 sedute,
dovreste avere concordato degli obiettivi.

Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfez. Sessuologia clinica, Psicologa europea.
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[#2] dopo  
Utente 508XXX

Gentile dott.ssa Brunialti,
sì, la psicologa è anche psicoterapeuta. Il nostro obiettivo concordato, per ora, è quello di recuperare la mia tranquillità di fronte alle scelte, all'incertezza e ai rischi, ma non mi è chiaro come dovremmo arrivarci e non mi sembra che stiamo andando nella direzione giusta. Non ho ancora parlato con lei delle altre tematiche che vorrei approfondire, pensavo di affrontare prima questo percorso. La ringrazio comunque, ne parlerò con la psicologa.

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Dr. Carla Maria Brunialti

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Forse avete già cominciato a percorrerlo, "questo percorso" verso l'obiettivo.
Il "come dovremmo arrivarci" sta nelle competenze della Sua Terapeuta,
me se desidera essere rassicurato,
o anche solo informato,
ne parli con lei. Con fiducia, e con chiarezza.

Saluti cari.
Dott. Brunialti
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