Utente
Soffro di fobia sociale sin dall'adolescenza, la mia paura si manifesta soprattutto nei confronti dell'altro sesso.
Di fronte alla persona amata tutti manifestano un po' di timidezza e agitazione; la mia timidezza invece è patologica: provo intensa vergogna e inibizione, avverto un'ansia estrema non solo nei miei primi approcci, ma che persiste anche nel tempo.
La mia paura è così forte da farmi fuggire via dalla situazione temuta, per paura di espormi, adottando condotte di evitamento che nel tempo hanno portato a frustrazione e depressione.
Quasi sempre quest'ansia si tramuta in un malessere fisico: coliche, nausea, sono solo un esempio.

Tutte le cose che ho fatto in vita mia, non le ho fatte mai convinta, mi sono sempre sentita scollata dalle mie stesse azioni.

Non c'è mai stata adesione tra le cose che desideravo e ciò che effettivamente facevo, e questo perché ho sempre vissuto tutto attraverso il filtro della paura: paura del giudizio altrui, paura di apparire debole, inadeguata e ridicola, di essere giudicata negativamente.

Alla soglia dei 25 anni, non ho mai amato nessuno, non ho nemmeno mai dato un bacio alla persona che mi piaceva, pur sapendo di essere ricambiata, a causa dei miei complessi di inferiorità e dei miei pensieri disfunzionali relativi a me e agli altri.

Ho sempre assunto un atteggiamento iper-controllato, dettato dalla paura di sbagliare, di fare qualche mossa falsa che potesse rendermi ridicola ed impacciata di fronte agli altri (perché di fatto ogni mia azione la percepisco come una ''prestazione'' da eseguire nel migliore dei modi); come conseguenza di ciò mi pongo tante limitazioni, mi sento in trappola e prigioniera dei miei stessi pensieri.
Vivo delle guerre interiori che mi stanno lentamente logorando dentro.

Non vivo la vita che vorrei, non l'ho mai fatto e mi chiedo se riuscirò mai a cambiare...

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Dr.ssa Caterina Zanusso

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Gentile utente,
ogni scelta che facciamo ha un senso, in un qual modo, "funzionale" a qualcosa..forse la paura che la fa ritirare la protegge da una paura più grande, come ad esempio il rifiuto e la conferma che davvero è inadeguata o inamabile o che lei non sa amare ecc ecc, questo non posso saperlo senza conoscerla e lungi da me il voler e potere dare risposte in un contesto del genere, il mio esempio è solo per dire che ci può lavorare, se lo vuole, ma certamente non qui. La scelta di scrivere qui provi a vedere se può portarla alla scelta di prendere un appuntamento con uno psicoterapeuta. Da qui di più non si può dire.
Saluti,
dott.ssa Caterina Zanusso
Dr.ssa Caterina Zanusso - Psicologa Psicoterapeuta Padova e Skype
Cell: 347.1173841 Mail: zanusso.caterina@gmail.com
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