Utente
Gentile Dott.
,
Sono una ragazza di 29 anni, da qualche giorno ho perso la mia nonna materna, di 91 anni.

Oggi mi trovo a vivere una situazione in casa pesante, data dalla "quarantena" e dal dispiacere.

Sono cresciuta con mia nonna, e, negli ultimi anni, a, settimane alterne stava a casa mia a dormire, per poi trascorrere le giornate presso un centro diurno.
Trovandomi a casa, mi capita molto spesso di essere immersa nei ricordi e farmi prendere dalla nostalgia, dalla malinconia, penso a quanto tutto sia cosi veloce ed effimero nella vita, e mi prende lo sconforto e la tristezza...poi, cerco, razionalmente di pensare che, aveva 91 anni e mi ha dato tanto, ma è come se la parte emotiva di me non volesse accettare questo; quando si tratta di qualcuno che ami, l'età non giustifica la perdita.

Come posso superare un momento cosi, in una situazione dove mi trovo costantemente in casa a convivere con ricordi e dolore, come posso aiutare anche mia mamma a superare questo brutto momento?

Un grazie di cuore
Paola

[#1]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile ragazza,

la perdita di quella nonna che ci aveva cresciuti è frequentemente il primo grande lutto che accade nella vita della persona.
Comprendo il vuoto,
lo smarrimento,
le domande esistenziali sulla fugacità della vita
....
e al tempo stesso so che una nonna che se na va lascia *sicuramente* alla nipote qualche dono prezioso:
una frase che si rivela decisiva,
un ricordo tenero,
una esperienza fatta insieme magari molti anni prima,
una eredità importante;
sì, considero un'eredità importante la consapevolezza - triste all'inizio - di "quanto tutto sia cosi veloce ed effimero nella vita" che la nonna Le ha lasciato:
ma in realtà essa può rivelarsi la molla che fa scattare passi di crescita decisivi per la persona, nel corso dell'elaborazione del lutto:
- l'importanza di ogni singolo giorno, di ogni gesto,
- la preziosità del tempo presente, con i sentimenti e le emozioni positive e difficili che ci arreca,
- la possibilità di "seminare" nel cuore di qualcun altro, in modo da continuare a vivere oltre la vita organica...

A ciò pensavo mentre in questi giorni rileggevo il bellissimo romanzo-verità "L'unica notte che abbiamo" (P. Miorandi, ed. Exòrma 2020), nel quale campeggia la statura di "nonna Elisabetta", semplice e saggia, vera salvezza della nipote brava e infelice. Quella nonna che abiterà per sempre nel cuore della nipote, sostenendola nei momenti difficili che anche da adulta dovrà attraversare. La nipote non sarà mai sola, la nonna vive ancora.

Un abbraccio.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata Sessuologa clinica, Psicologa europea.
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[#2] dopo  
Utente
Gentile Dottoressa,
La ringrazio delle belle considerazioni, mi han fatto rifletter; a volte mi lascio travolgere dalle emozioni tristi, ma credo vadano vissute appieno al fine di rielaborare il tutto, tenersi dentro le cose non fa bene; sono un'insegnante di sostegno, a volte mi trovo in situazioni analoghe con i bambini, ma un conto è guidare, un conto è trovarsi ad affrontare qualcosa di tuo.. in primis.
Faccio tesoro del testo che mi ha indicato, lo leggerò sicuramente in questi giorni di quarantena!

Un caro saluto

Paola

[#3]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Grazie Paola del feedback,
se ritiene mi faccia sapere.
Dott. Bruniaiti
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