Utente
Buongiorno, sono un ragazzo di 18 anni, all’ultimo anno delle superiori, i miei genitori non fanno altro che pensare alla scuola, lo hanno fatto per tutto il liceo, il quale sono stato costretto da loro a farlo, ho frequentato 4 anni di liceo classico cambiando 3 istituti per il fatto che non mi sono mai trovato bene nell’ambiente scolastico, in quarta sono stato bocciato, i miei non potendo sopportare ciò mi hanno mandato un una scuola di recupero anni.

Non sono mai stato un genio a scuola ma ho sempre evitato di parlare con loro dei miei problemi, solo di recente ne ho parlato, ho spiegato di come non mi piaccia studiare e di come non mi sia mai piaciuto, di come io non sia affatto convinto di andare all’università, alloro infatti vogliono costringermi ad andarci.

Per adesso dopo aver discusso inutilmente riguardo a ciò ho preferito evitare di parlane, ma sempre ogni giorno quando torno da scuola mi chiedono come è andata, fregandosene di come io stia.

Cerco di stare il meno tempo possibile con loro.

Inoltre in questi giorni ho deciso di aumentare di peso sono alto 175cm e peso 55kg non mi sento affatto a mio agio, oltre ad essere sempre stanco.

Ma anche qui hanno da rompere, mi continuano a dire che ho dei problemi mentali, ecc.

Mi sto chiudendo sempre più in me stesso, già non sono mai stato una persona socievole, ora mi sento davvero solo.

Infine ho l’impressione che loro non mi amino che gli importi solo della scuola, non mi dicono mai che sono fieri di me ne mai mi apprezzano, mi insultano molto spesso e ci troviamo di suadente a litigare.

Chiedo consiglio a voi, cosa dovrei fare.

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Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile ragazzo,

mi dispiace molto per la situazione che stai vivendo, soprattutto per l'idea di non essere amato né apprezzato proprio dai tuoi genitori.

Posso chiederti che cosa ti piacerebbe fare?
Al liceo classico incontri delle difficoltà legate alle varie materie che sono piuttosto pesanti, oppure anche problemi di altro tipo?

Che cosa apprezzi degli studi che stai facendo adesso? Qual è la tua materia preferita?

Secondo te potrebbero esserci altre ragioni per le quali i tuoi genitori pretendono tanto da te per quanto riguarda lo studio? Sei figlio unico?
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#2] dopo  
Utente
Sinceramente a me piacciono i motori e mi sono piaciuti da qualche anno a questa parte, solo che non posso parlarne con i miei.
Ora ho cambiato scuola e sono a fare il liceo scientifico a dir la verità non mi sono mai piaciuti te le materie, non che io abbia problemi a studiare solo che non mi è mai piaciuto e volendo cercare di far capire ai miei ciò ho cercati di studiare di meno.
Non apprezzo nulla degli studi che faccio, non ho una materia preferita, direi storia se non fossi che me l’ha fatta piacere mia madre a forza, o filosofia solo che era l’unica materia che mi annoiava di meno.
I miei potrebbero pretendere tanto dallo studio per il fatto che non hanno avuto la possibilità di studiare, inoltre pensano che l’università sia l’unica via per avere un lavoro assicurato e ben retribuito.
No non sono figlio unico, ho una sorella ma lei va bene a scuola e non fanno da dire nulla su di lei se non per il suo comportamento.

[#3] dopo  
Utente
Non è possibile parlare con i miei di motori perché mi impedirebbero di andare a lavorare finita la scuola.

[#4]  
Dr.ssa Angela Pileci

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Da una parte la difficoltà dei tuoi genitori ad accogliere il tuo punto di vista e ciò che ti piace potrebbe essere legata proprio alle loro aspettative per te, non avendo avuto modo di studiare.

Tuttavia, l'idea di permettere al figlio di studiare spesso coincide nella mente dei genitori alla migliore scelta per lui.
A mio avviso sarebbe opportuno chiarirsi su questo aspetto, provando a trovare i modi giusti per parlare con i tuoi genitori.

Altrimenti aumenterà il conflitto.

Inoltre, sarebbe opportuno poter sfatare il mito secondo il quale solo una persona laureata ha maggiormente accesso al mondo del lavoro; ciò dipende dal tipo di facoltà, e da tante altre variabili. Potresti coinvolgerli, magari osservando insieme statistiche ed esperienze di altre persone.

Insomma, cerca di capire che loro agiscono in buona fede, ma tu devi ciò nonostante poter andare avanti per la tua strada e l'approccio migliore è quello più "morbido" per poter avere anche il loro appoggio nelle decisioni che prenderai.

Saluti,
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
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