Utente
Buongiorno, vorrei un consiglio per come comportarmi.
Vi spiego la situazione attuale.
Vivo in una abitazione di proprietà di mio suocero, io e il mio compagno siamo al piano superiore e i suoceri sotto.
All'inizio per chiamare il figlio urlavano sulle scale poi lamentandomi si sono calmati.
Il mio compagno lavora con loro nell'attività dei suoi, ed io all'inizio ci stavo spesso, poi ho cominciato ad andarci solo il fine settimana perché ho notato che tutte le cose belle che facevo erano inutili.
Chiamano per ogni minima cosa prendendo la scusa che lui deve lavorare con loro.
La situazione è diventata pesante.
Lui non è indipendente...

[#1]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

le aziende familiari sono caratterizzate da confini labili e permeabili;
nel vostro caso accresciuti dal fatto che
- oltre a lavorare insieme -
abitate nella stessa casa.

Quel "fisiologico" percorso evolutivo che il figlio compie verso lo sganciamento dai genitori
avviene solo in parte e con modalità molto particolari se quotidianamente si condivide un lavoro insieme.
Forse più da parte dei genitori che dei figli, c'è una certa "vischiosità".

"Lui non è indipendente...", Lei dice.
Per certi versì è così, è come abitare col proprio titolare al piano superiore, e senza contratto di lavoro,
cioè senza tutele.
Se invece la Sua affermazione riguarda l'autonomia *interiore*, essa segue altri canali.

Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
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[#2] dopo  
Utente
La ringrazio, forse anche interiore.
Secondo lei cosa dovrei fare?ho già parlato con lui ma non vuole cambiare la sua situazione

[#3]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Non si può cambiare chi non vuole cambiare.

E dunque sarà Lei a dover fare delle scelte in proposito,
considerato che "La situazione è diventata pesante".
Qualcuna la ha già posta in essere nei confronti dei suoceri,
ad es. "..ho cominciato ad andarci solo il fine settimana.." .
Verso il suo compagno, occorre anche salvaguardare la relazione, non è così semplice.

Dott. Brunialti
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[#4] dopo  
Utente
Come posso salvaguardare la mia relazione? Se me ne andassi dai miei genitori per qualche giorno per prendere posizione ( chiedendoli di andare ad abitare da soli perché qui nn sto più bene) lo sveglierei? Perderei tutto? In questa situazione mi sento soffocare.
Lui non vuole andarsene perché i suoi sono benestanti, con me invece dovrebbe andare in affitto o fare un mutuo...
Mi sento sola così a combattere contro tutti..

[#5]  
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Ritengo che Le potrebbe risultare assai utile un'interfaccia professionale con cui:
esaminare i pro e i contro di ogni singola scelta o presa di posizione,
esplorare la propria capacità di "adattamento attivo",
proiettarsi in un futuro che magari potrebbe anche non cambiare,
e altro.
Per questi motivi Le consiglio un percorso con una/o Psicologa Psicoterapeuta, con la quale prendere in considerazione lo scenario e le possibili risposte da dare alle impegnative domande che pone in #4.
Ritiene di poterlo fare?

Grazie per l'apprezzamento al nostro servizio!
Dott. Brunialti
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Gentile utente,

Ritengo che Le potrebbe risultare assai utile un'interfaccia professionale con cui:
esaminare i pro e i contro di ogni singola scelta o presa di posizione, sia affettiva che relazionale che professionale (lavora presso di loro, giusto?)
esplorare la propria capacità di "adattamento attivo",
proiettarsi in un futuro che magari potrebbe anche non cambiare,
e altro.
Per questi motivi Le consiglio un percorso con una/o Psicologa Psicoterapeuta, con la quale prendere in considerazione lo scenario e le possibili risposte da dare alle impegnative domande che pone in #4.
Ritiene di poterlo fare?

Grazie per l'apprezzamento al nostro servizio!
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