Utente
Salve, ho bisogno di un consiglio, un aiuto, una persona che mi possa indirizzare.
Sono una ragazza che ha sempre, sin da piccola, sofferto.
Sofferto di ansia, ipocondria, paura di piccole e grandi cose.
A volte questa paura riusciva ad essere placata altre volte meno, in ogni caso ho avuto anche attacchi di panico e li ho tutt'ora.
Da un po' di tempo mi sono trasferita in un'altra città e ho trovato un nuovo bellissimo lavoro.
Lavoro con la disabilità e con l'autismo, da quando ho iniziato quest'esperienza i miei sintomi sono tutti rientrati, mi sentivo appagata nell'aiutare gli altri ma soprattutto queste persone sapevano farmi stare bene più di chiunque altro, anche solo con uno sguardo.

Da quando è scoppiata la pandemia e mi sono rintanata in casa tutto sta peggiorando.
Ansia, paura, ipocondria, attacchi di panico.
Ciò che riesce ad alleviare il mio stato d'animo è l'allenamento (mi alleno tutti i giorni) ma questa sensazione di benessere dura poco.
Ultimamente però mi sta capitando una cosa strana: leggo, mi formo, pulisco casa, ma tutto procede come se non fossi io.
Mi sento distaccata dalla realtà, come se a fare le cose fosse qualcun'altro che le fa automaticamente, non io.
Questo mi capita durante qualche momento della giornata non sempre.
Convivo col mio compagno e a volte, quando sono particolarmente giù lo guardo e quasi faccio fatica a riconoscerlo.
Quando provo questa sensazione di solito piangere mi aiuta a ritornare in me e di solito mi capita di sera, prima di andare a letto.
Questa sensazione mi è capitato di provarla solo un'altra volta, sempre dopo essermi trasferita, ero in cucina col mio ragazzo e per qualche manciata di minuti mi sono sentita completamente fuori dal mio corpo.

Sono un po' preoccupata di tutto questo e ho paura di non riuscire più a gestire in maniera equilibrata i miei attacchi di tristezza, ho paura insomma di non riuscire più a fare da sola.
Ho la sensazione che come la mia personalità sia un fiume in continuo straripamento e che io debba continuamente bloccarne il flusso.

Spero di essermi riuscita a spiegare bene.

Sicuramente avrò intenzione di intraprendere un percorso ma per il momento ho davvero bisogno di consigli, contando il mio dover rimanere in casa ancora per un po'.

Grazie.

[#1]  
Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile ragazza,

anche i sintomi che sta descrivendo, cioè sentirsi un'estranea e non riconoscere più il Suo ragazzo, potrebbero essere sintomi d'ansia, quali ad esempio la derealizzazione e la depersonalizzazione.

Mi rendo perfettamente conto che siano sintomi piuttosto fastidiosi e che spesso possano spaventare, ma concordo con Lei sulla necessità di un intervento psicologico diretto non appena potrà, anche perché Lei soffre da tempo di questa problematica.


Cordiali saluti,
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#2]  
Dr. Stefano Maranto

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Gentile ragazza,

la pandemia in atto rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo di sindromi ansiose in soggetti predisposti o l’esacerbarsi della sintomatologia, in chi ha avuto in passato episodi d’ansia.
Il primo consiglio che mi sento di darle e di limitare le notizie a solo quelli indispensabili e spostare la propria attenzione verso attività che a casa, le procurano benessere. Ad esempio: se non va a lavoro, potrebbe essere un’occasione per leggere e approfondire aspetti legati alla disabilità e all’autismo, oppure dedicare più tempo agli allenamenti o in qualche hobby ed interesse che la sentire bene.
Così facendo, si vanno già a depotenziare pensieri che alimentano il suo stato d’ansia. Per quanto riguarda il senso di distacco dalla realtà, a mio avviso, è connesso al suo stato d’ansia. Per tale ragione, le consiglio di intraprendere delle consulenze on-line, per ricevere un aiuto immediato e pianificare la strada da percorrere per ritrovare il suo benessere psicologico.
Cordiali Saluti
Dr. Stefano Maranto - Psicologo
Riceve a Cefalù (PA) e consulenze on-line