Utente
Cerco di descrivere brevemente il problema.
Ho da tanti anni disturbi d'ansia che col tempo sono peggiorati, soprattutto da circa otto anni a questa parte.
Nel periodo universitario ad un certo punto ho sviluppato un'ansia opprimente per gli esami, sono rimasta ferma un anno perché non riuscivo a concentrarmi nello studio, avevo continuamente davanti il giorno dell'esame, in seguito cominciai a piangere sempre, dormire, ad avere insonnia e a non riuscire ad alzarmi dal letto ne a mangiare; mia madre ha sviluppato una sorta di insofferenza nei miei confronti ma mi portò da delle psicologhe che mi aiutarono e seppur con una brutta sofferenza dovuta all'ansia riuscii a laurearmi.
Finita l'università tornò la tranquillità, fino a quando un anno dopo, in seguito ad un periodo di stress dovuto ad un'ansia simile a quella da esami, un giorno nella mia mente compare una bestemmia, rimasi scioccata dal fatto, perché non era da me e non era mai successo.
I giorni dopo le bestemmie si susseguivano senza tregua nella mia mente, e io iniziai una battaglia estenuante per combatterle, ero sfinita.
Col passare delle settimane a questa si susseguirono quelle che penso siano ossessioni, se non è così scusate l'ignoranza; fissazioni su pensieri immorali che non volevo, dubbi riguardanti la fede che non avevo mai avuto prima, e che mi hanno fatta sentire come se mi fosse crollato il mondo addosso, insomma un po' di tutto, piangevo, non mangiavo e alzarmi dal letto diventò un'impresa.
Ho cominciato ad avere pure rapporti difficili con amiche che avevo vicino, se facevano qualcosa che mi infastidiva malgrado normalmente avrei preferito passar sopra alla cosa, dovevo necessariamente chiarire perché rimuginavo sulla cosa senza sosta, questo portava la persona ad esasperarsi ovviamente, ero anche gelosa e continuamente arrabbiata perché non sopportavo che in occasioni di svago le mie amiche stessero con altri e non con me, che sono timida e provo un vero e proprio disagio quando sono in gruppo.
Tutte queste cose, dalle bestemmie in poi, si sono susseguite da tre anni a oggi, prima erano più frequenti, adesso sono sempre le le stesse ossessioni che periodicamente mi fanno stare malissimo.
Ora da circa due mesi frequento un ragazzo e sto vivendo la cosa con angoscia, perché vedo delle cose positive ma anche cose che non mi piacciono e che penso non vorrei in un eventuale partner, ma mi fisso sugli aspetti negativi, sia fisici che caratteriali e questo mi fa sentire cattiva, da tre giorni a questa parte ho il pensiero fisso di volerlo lasciare ma non sono lucida e quindi vorrei aspettare per prendere una decisione, ma l'ansia mi mette fretta, ho sempre tachicardia e la sensazione di lasciarlo per togliermi un peso, ho cominciato a provare davvero fastidio nei suoi confronti.
Ho capito che nelle relazioni strette che ho avuto ad un certo punto divento insofferente e mi fisso sulle cose negative, non so che fare... Premetto che da tre anni fa non sono andata da un medico.

[#1]  
Dr. Francesco Ziglioli

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Gentile utente,

non riesco a trovare una domanda specifica nel suo consulto? Cosa si aspetta da noi?
Cordiali saluti
Dr. Francesco Ziglioli
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[#2] dopo  
Utente
Scusi probabilmente ho sbagliato o non ho capito qualcosa, il testo che ho scritto figura? Volevo sapere se sia consigliabile seguire un percorso terapeutico

[#3]  
Dr. Francesco Ziglioli

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Da quanto ci racconta le "bestemmie" che le vengono in mente sembrano proprio essere ossessioni. Con ossessione si intende "un pensiero intrusivo che insorge rapidamente, a volte senza una causa razionale e crea ansia". Le ossessioni si verificano in varie situazioni cliniche, ma più frequentemente sono associate a compulsioni (comportamenti volti ad eliminare o ridurre l'ansia data dal pensiero ossessivo). Tutto ciò, insieme ad altri fattori, va a costituire il disturbo ossessivo compulsivo (DOC). Come ci racconta, sembra che varie aree della sua vita (individuale, sociale e relazionale) siano influenzate negativamente dalla situazione.
La psicoterapia cognitivo-comportamentale si è rivelata efficace nel trattamento del DOC.
Visto che è presente una situazione pregressa di disturbi d'ansia (come ci riferisce) trattati, la psicoterapia è indicata.
Cordiali saluti
Dr. Francesco Ziglioli
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[#4]  
Dr.ssa Fulvia Adriano

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Gentile utente,
la ringrazio innanzitutto per aver condiviso la sua storia ed il portato di sofferenza che le ha causato e continua a farle male. Pensieri intrusivi che vanno ad incidere così prepotentemente sull’immagine di sé e sulle relazioni con gli altri, è pressoché fisiologico che risultino motivo di grande intimo malessere.
In assenza di una ricostruzione anamnestica ed autobiografica accurata, è difficile esserle d’aiuto, ma mi sento comunque di suggerirle caldamente di chiedere una consulenza ad uno psicoterapeuta. In particolare, la battaglia estenuante di cui parla e che la vede coinvolta - immagino senza significativo successo - contro certi pensieri, può trarre un ottimo e reale giovamento da un approccio cognitivo-comportamentale di terza generazione che personalmente nella mia pratica clinica trovo molto efficace in quest’ambito: si chiama Acceptance and Commitment Therapy (ACT).
Le faccio i miei migliori auguri e si senta pure libera di aggiornarmi!
dr.ssa Fulvia Adriano
--- Specialista in Psicoterapia Psicodinamica, ACT ed EMDR ---

[#5] dopo  
Utente
Grazie tante dottoressa, è stata veramente gentile, cercherò il prima possibile di contattare uno psicoterapeuta, grazie ancora.