Utente
Circa un mese fa ho avuto un incidente stradale, ho perso la ragazza, sono dovuto stare una settimana da solo in ospedale, problemi in famiglia e poi la quarantena, il tutto in una volta sola.
Ho iniziato ad avere degli attacchi di panico che mi hanno portato solo una volta all'autolesionismo e sento un vuoto dentro che fa tanto male soprattutto quando vengono gli attacchi.
Da poco sto avendo anche la sensazione che sto per morire, come se la mia vita stia giungendo al termine e non so perché.
Non ho mai avuto attacchi di panico e tanto meno pensieri sulla morte.
Ho questa brutta sensazione e ho tanta paura che presto morirò.
Ho anche la sensazione di essermi perso e di non sapere più chi sono realmente, come se avessi sempre finto per fare piacere agli altri.
Spero possiate aiutarmi...Grazie.

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Dr.ssa Anna Potenza

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Gentile utente,
intanto la stringo in un abbraccio ideale, partecipe della tempesta che ha attraversato e che per certi aspetti è ancora in lei.
Normalmente non si fanno diagnosi online; nel suo caso però ritengo possa esserle utile segnalarle la sindrome da stress post traumatico, i cui sintomi furono studiati per la prima volta sui soldati americani reduci dal fronte vietnamita.
Oggi ne sappiamo di più e abbiamo potuto estendere ad altre situazioni traumatiche i sintomi, sovrapponibili a quelli che lei descrive.
In tutti i casi studiati, quello che è mancato nel corso dell'evento traumatico è la possibilità di fronteggiarlo (che tecnicamente in psicologia si chiama "coping"), per la pluralità degli attacchi venuti da più parti.
Mi spiego: gli esseri umani possono soffrire di una perdita, di un'aggressione, di uno smacco, di un'offesa, accusare il colpo attraversando un periodo di malessere, e contemporaneamente ricostruire le proprie risorse, finché in un tempo più o meno lungo recuperano l'ottimismo, la progettualità, la voglia di vivere.
Questo avviene se hanno avuto punti d'appoggio a cui aggrapparsi: strumenti per parare la situazione critica, affetti saldi e protettivi, impegni che permettano momenti di fuga dal dolore o metodi psicologici per elevarsi al di sopra degli stati d'animo negativi (oggi si sa che la preghiera è un potente mezzo di coping).
Lo stress traumatico si produce invece quando tutti gli appoggi su cui si era soliti contare, tutte le vie di fuga, improvvisamente mancano... come per i soldati al fronte, aggrediti da più parti, isolati dai compagni e con le armi scariche.
In pratica è quello che è successo a lei. Nel momento del trauma più grave (incidente e perdita della sua ragazza) ha cercato di aggrapparsi agli altri punti fermi della sua vita, e non li ha trovati: ricoverato in solitudine, spaventato per la sua salute, famiglia in crisi, e poi questa situazione di pandemia mondiale dagli effetti destabilizzanti.
Quello che le sta succedendo, in temini di crisi di panico e altre manifestazioni psicofisiche, purtroppo è normale.
Ciò che è opportuno fare nell'immediato è parare gli effetti delle crisi di panico e intanto trovare un bandolo della matassa, un punto a cui aggrapparsi che la porti fuori dal labirinto.
Per le crisi di panico, in qualunque momento le senta arrivare, si concentri sul suo respiro (che tende a diventare parossistico e a determinare l'iperventilazione), imponendosi la calma.
Per almeno cinque minuti concentri l'attenzione sull'aria che entra ed esce dalle sue narici, recitando qualche mantra traquillizzante che la riporti in armonia col ritmo dell'universo.
Una brava infemiera di pronto soccorso le spiegherà come fare.
Ci sono in rete degli esercizi di joga e di mindfulness, e anche professionisti che conducono gruppi.
Punti a questo, per ora, e osservi gli altri sintomi e i pensieri distruttivi come se li guardase dall'esterno, come se dovesse scriverci una tesi.
Auguri infiniti. Ci scriva quando vuole.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#2] dopo  
Utente
Grazie mille davvero, proverò a seguire i suoi consigli e sperare che mi aiutino. Mi è stata molto d'aiuto.

[#3]  
Dr.ssa Anna Potenza

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Ne sono lieta, caro utente. Ci scriva ogni volta che ne sente il bisogno.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#4] dopo  
Utente
Un'informazione, per caso potrei fare sedute dallo psicologo anche con questa quarantena? Nella mia zona ci sono stati al massimo 7 casi. Penso di averne davvero bisogno, grazie in anticipo della risposta.

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Dr.ssa Anna Potenza

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Caro utente,
al momento gli psicologi si sono attivati in tutta Italia con servizi online, fondamentalmente di due tipi: regolari sedute individuali e di gruppo e anche interventi d'emergenza di breve durata.
Il Covid ci ha tolto la relazione in presenza ma ha determinato la novità positiva che si possa scegliere il proprio curante in tutta Italia e si possa ricorrere, al bisogno, ad un intervento telefonico d'emergenza.
Di questi ultimi trova le locandine online, sul sito del suo Comune, su quello della Croce Rossa e altrove; spesso sono gratuiti.
Per le sedute regolari trova indicazioni cercando Ordine Nazionale degli Psicologi o anche Ordine degli Psicologi della sua regione. Molti colleghi di Medicitalia, di cui trova nomi ed email nell'elenco degli specialisti qui in alto, stanno lavorando con questa modalità.
Spero che lei stia meglio. Mi rincuora il fatto che stia cercando un supporto psicologico, il che è sempre indice della volontà di uscire dal tunnel.
Glielo auguro con tutto il cuore.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#6] dopo  
Utente
Ci sto provando in tutti i modi ma è tanto difficile
... È stata gentilissima e la ringrazio tanto dell'aiuto.

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Dr.ssa Anna Potenza

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Lo so che è dura. Ci vorrà tempo, ma l'importante è cominciare. Si faccia aiutare. Un abbraccio.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it