Utente
Buongiorno,
tendenzialmente faccio dei sogni intricati e pieni di simboli, ma cerco il più delle volte di non psicanalizzarli e di associarli piuttosto a un’attività immaginativa intensa.
In quest’ultimo caso però sono stata presa da un’inquietudine tale da non poter passarci sopra.
Ho sognato il mio stesso suicidio, avvenuto in maniera molto cruenta all’interno della cucina della casa dei miei genitori.
Risparmio i dettagli, aggiungo solo si trattasse di un’immagine sanguinolenta.
La sensazione era quella di sentir male nelle parti in cui mi sono inflitta dolore.
Ricordo il delirio, il senso di capogiro e di mancamento nel perdere lentamente la vita.
Alla fine del sogno mia madre, rientrata a casa, mi prendeva per portarmi subito in ospedale, cosa che io stessa le supplicavo di fare, avendo avuto l’impressione di commettere un grave errore.
Non riesco a descrivere l’angoscia che ho provato al risveglio.
Non so nemmeno se parlarne con qualcuno a me vicino (tantomeno con mia madre, per paura di destarle preoccupazione) per alleggerirmi di questo peso.
Mi chiedo perché e come sia possibile anche solo immaginare la fine della propria persona, se c’è davvero una parte di me che sta urlando un sordo aiuto.

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Dr. Armando De Vincentiis

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