Utente
Salve, ho 23 anni e mi trovo ormai da anni in una situazione famigliare assai complicata.

Mio padre soffre di schizofrenia paranoide e negli ultimi anni è molto peggiorato.

Pensa da anni che le persone della nostra città lo odino, infatti è sempre a casa, si isola, e ci sono anche giornate in cui esce in balcone e urla alle persone.

Purtroppo faccio da genitore a mio padre da anni... i miei genitori sono divorziati, io vivo insieme a mio padre, mio fratello si è trasferito in Inghilterra e da quando si è trasferito non si fa sentire.

Quindi mi ritrovo sola, sono sola nel dover gestire mio padre... sola nel dover fare la spesa, pagare le bollette e in generale occuparmi della casa.

È una situazione più grande di me, che sta incominciando a pesarmi, non riesco ad essere felice... non so come e dove trovarla la felicità.

Vorrei viaggiare, andare all’estero per alcuni mesi ad esempio, ma non posso perché mio padre altrimenti rimarrebbe a casa da solo senza che nessuno lo controlli.
Ha tentato il suicidio più di una volta.

È situazione che sta condizionando anche la mia vita sociale, nell’ultimo periodo non riesco ad essere felice, vorrei fare nuove amicizie ma non riesco mai ad essere me stessa, risulto sempre assente... perché sono spesso in pensiero per mio padre.

Non invito amici a casa perché non voglio che vedano mio padre che parla da solo.

Non voglio fidanzarmi perché ho paura che i ragazzi non siano abbastanza maturi da capire in che situazione vivo e di conseguenza che non vogliano avere a che fare con me.

Spesso penso al futuro... a quando sarò più grande... non voglio abbandonarlo, ma arriverà un giorno in cui avrò una mia vita... una famiglia... e mi chiedo, che fine ne sarà di mio padre?
Da solo in casa non è in grado di starci... quindi sono convinta del fatto che finirà in un centro di salute mentale.
È il mio chiodo fisso.

E che cosa devo fare?
Fare l’egoista e pensare per una volta a me e permettere che passi la sua vecchiaia dentro ad un centro di salute mentale?

Sono alla continua ricerca di questa benedetta felicità... che ancora non è arrivata... come faccio ad essere felice nonostante io viva questa situazione?

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Dr.ssa Ylenia De Carlo

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Cara, quello che fai per tuo padre non può che farti onore.
Non aver paura di aprirti alle persone, è importante, anzi, che ti circondi di persone che "siano sulla tua stessa frequenza". Se dovessi incontrare una persona (amica o ragazzo) che non capisca quello che stai vivendo, che ti faccia pesare le uscite a cui rinunci, o le difficoltà di tuo padre, saresti più felice di avere queste persone nella tua vita o di allontanarle ed avvicinare invece altre persone con i tuoi stessi valori?
Prendersi cura di un altro, specie se con con malattie gravi, è difficile tanto quanto affrontare quella stessa malattia. Non sentirti egoista nei confronti di tuo padre, per la sua sicurezza (dici tu che ha tentato più volte il suicidio) potresti trovarti a voler decidere di inserirlo in una struttura dove sia controllato e curato. Lo faresti per lui e non per egoismo.. Quello che qualcuno chiama egoismo, potrebbe essere semplicemente amore, per sé o per l'altro...

Se hai bisogno non esitare a contattarmi,
a presto
Dr.ssa De Carlo Ylenia
Psicologa, Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale ed EMDR a Milano
+39 351 9025802 | info@yleniadecarlo.it