Utente
Credo che la mia ragazza stia soffrendo di un disturbo depressivo, ne ha già sofferto in passato.
Ovviamente io non sono nessuno per fare una diagnosi del genere, ma lei ha scelto anche di interrompere il percorso con il suo psicologo, perché non soddisfatta.

Come provare a farle prendere coscienza che sia necessario si rivolga ad uno specialista?
Anche perché anche per me la situazione sta diventando difficile sobbarcandomi tutti i suoi incredibili sbalzi d'umore e logorando la relazione.

Quanto starle vicino e quanto no?
Quanto sopportare?

[#1]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

ci chiede
"Quanto starle vicino e quanto no?
Quanto sopportare?"

1.
Ha parlato chiaramente con la Sua ragazza della propria fatica?

2.
Ed inoltre:
se si tratta di una relazione proiettata nel futuro, occorre fare i conti anche con il fattore tempo.
Ipotizziamo che la Sua ragazza sia semplicemente *così*,
cioè con "..incredibili sbalzi d'umore ..." consueti,
cosa proverebbe Lei tra 10 anni? Come si comporterebbe? Che significato darebbe al verbo "sopportare"?

3.
Quando un/a paziente non si trova bene con il proprio Psy,
in ogni città c'è una certa possibilità di scegliere altro,
se si desidera veramente affrontare un percorso di cambiamento verso una migliore qualità di vita.

Cordiali saluti.
dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata Sessuologa clinica, Psicologa europea.
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[#2] dopo  
Utente
La ringrazio, si sono domande che mi tartassano ogni giorno, le dico la verità. Però ci sono anche 7 mesi bellissimi passati inseme, tra di noi di fatto non è mai successo nulla, se non questo periodo, dettato da grande instabilità fino addirittura a negare che lei abbia mai provato sentimenti verso di me.
In tutto ciò lei però continua a chiedere di starle vicino, appena assumo atteggiamenti un po' più freddi, oppure menziono un "addio" sembra letteralmente impazzire. A volte torna ad avvicinarsi come fidanzata e non di certo come amica. Questo rende il mio distacco ancora più difficile e doloroso per me, forse ancor più doloroso della situazione stessa.
Ho provato a parlarne della mia fatica, spesso finiamo a litigarne perché per quanta pazienza io possa portare c'è sempre un limite. Le ho fatto notare come i suoi comportamenti siano completamente differenti, e mi dice di essersene accorta. Ho provato a chiederle di darmi una precisa collocazione nella sua vita, ogni volta che viene affrontato il discorso si spaventa e dice di volermi vicino in amicizia e di non essere pronta per una relazione(una cosa assurda, come si può volere un ex-ragazzo come amico?), salvo poi assumere atteggiamenti invece contrastanti nei giorni successivi che di certo non lasciano alludere ad un'amicizia.

[#3]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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La Sua replica fornisce ulteriori elementi di scarsa chiarezza della situazione.
Ci si chiede: è una crisi di coppia? è un malessere personale della sua ragazza? o forse una patologia?
Ed inoltre è da prendere in dovuta considerazione l'interruzione della psicoterapia.

Probabilmente Lei ha già una decisione,
ma forse scrivendo a noi sperava che fossimo noi a suggerirgliela?

Dott. Brunialti
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[#4] dopo  
Utente
Non so Dottoressa, è proprio quello che vorrei capire, cos'è? Lei non è chiara, non lo è assolutamente, una crisi di coppia, un suo momento di debolezza, una patologia.
Anche oggi ho provato a parlarle, è scontrosa, dice che le mie domande le rimbombano nella testa e le mettono ancora più confusione, che non ha risposta nemmeno lei.
Ma io a chi devo rivolgerle queste domande se non a lei?
Dal canto mio ho già intrapreso un percorso su me stesso, che in questa relazione si è un po' perso.
Lei continua a ribadire il concetto di voler essere amici, ma che vuol dire: difficoltà a chiudere il rapporto e separarsi, il voler comunque rimanere legata anche nel momento difficile e poi riprendere?
Purtroppo le devo indicare che prima di me, in passato ha subito una relazione violenta, perpetrata per anni, che non ha mai voluto denunciare. E tutto ciò accade in concomitanza con il ritorno a farsi vivo con insistenza di questa persona, che lei ha anche scelto di rivedere.
Dice di sentirsi oppressa da tutto e da tutti, compresa da me, con le mie domande , oppressa dalla vita, sostiene che queste domande su se stessa la stiano divorando, dice di non sapere più chi è e nemmeno cosa vuole

[#5]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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"..Dal canto mio ho già intrapreso un percorso su me stesso, che in questa relazione si è un po' perso."

Anche Lei sembra essersi un po' perso,
occupandosi più dell'altra che di sè.

Le consiglio dunque di riprendere al più presto il Suo percorso,
con uno/a Psicologo/a che sia anche Psicoterapeuta.
Che tipo di lavoro psicologico aveva intrapreso precedentemente? Assieme a qual figura professionale? Con quali obiettivi? Con quale esito?

Se Le fa piacere, ci tenga aggiornati.

Dott. Brunialti
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[#6] dopo  
Utente
Purtroppo si Dottoressa, avevo iniziato il percorso per disturbi d'ansia iniziati durante il periodo di lockdown e poi aggravati dalla situazione con la mia ragazza. Un lavoro che tutt'ora va avanti insieme ad una psicoterapeuta. L'esito, bhe qualcosa si è mosso, per un certo momento ho visto la mia ragazza come una persona che stesse giocando con me. Fin quando non mi è parsa avanti l'idea che magari la sua fosse depressione e non tanto un giocare con i miei sentimenti. Questo però mi porta a fare 20 passi indietro, guardando lei come una persona buona, che sta attraversando questo periodo, ma che comunque non mi rifiuta. Cosa che però all'esterno viene percepita all'opposto, una persona che gioca con i sentimenti che mi sta allontanando

[#7]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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"...persona che gioca con i sentimenti .."
oppure
"..persona buona.."?

Che la ragazza ci giochi - o agisca - da malata o da sana, le domande che Lei può porsi sono:
mi interessa trascorrere la vita con lei?
E' possibile per me?
Avendo probabilmente una unica vita, mi piace viverla in questo modo?

Il resto lo affronterà con determinazione in psicoterapia, di persona.
Si fidi della Sua Psicoterapeuta,
non ha nessun interesse personale se non la Sua qualità di vita.

Dott. Brunialti
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