Utente
Salve, sono una ragazza di 22 anni ed ho un fratello maggiore di 29 anni, non ho mai avuto un bel rapporto con lui ed praticamente solo brutti ricordi legati a lui.
Fin da piccola, vuoi per la differenza d'età vuoi per non so cos'altro, mi ha sempre trattato male, facendo scherzi, picchiandomi, rompendo i miei giochi e cose simili che i miei genitori hanno fatto passare sempre per litigi tra fratelli.
Crescendo le cose non sono migliorate, abbiamo una camera in comune che praticamente non abbiamo mai condiviso perché a causa delle sue pressioni psicologiche ho sempre preferito andare a dormire nel letto dei miei genitori, e ancora oggi dormo in un'altra stanza della casa pur di non esser disturbata da lui.
La scrivania e il luogo in cui studio è la camera dei miei genitori, in casa mia non ho posto che sento davvero mio perché fondamentalmente non l'ho mai avuto, sono costretta ad adattarmi per poter avere un pò di tranquillità.
I dispetti dell'infanzia ora sono diventati vera e propria violenza psicologica: si rivolge solo in modo aggressivo, mi denigra in tutti i modi, non fa che dirmi che non valgo nulla, che sono una fallita, che sono grassa e brutta, ha attacchi d'ira (non solo nei miei confronti), continua a trattarmi male, ad essere irrispettoso (musica ad alto volume mentre sto studiando, irrompe in camera mentre sto dormendo, irrompe addirittura mentre sono in bagno).
Lo considero una persona arrogante e presuntuosa.
Io soffro da sempre per questo, ma non sono mai stata ascoltata da nessuno, nemmeno dai miei genitori, che hanno sempre minimizzato il tutto e ancora oggi fanno finta di nulla, cosa che mi logora ancora di più dentro.
Ogni volta la colpa è divisa a metà e come si dice "oltre il danno anche la beffa".
Bene, all'età di 22 anni, mi rendo conto che la maggior parte delle mie insicurezze e i miei problemi di autostima siano dovuti soprattutto a questo, ed io non so davvero come farlo comprendere ai miei genitori.
Per quanto riguarda lui, reputo ormai il rapporto irrecuperabile, spero il prima possibile di poterlo allontanare dalla mia vita, perché mi ha creato non pochi problemi.
Ma io sento il bisogno di liberarmi di questo peso, di crescere, sentirmi sicura di me, perché fin ora sono sempre stata quella troppo piccola per capire, quella in grado di non fare nulla, e per troppo tempo ho creduto di non valere niente.
Io sto facendo un percorso impegnativo di crescita personale, e finalmente mi sto convincendo di valere, non voglio che sia lui di nuovo a rovinare tutto e a buttarmi giù, voglio che tutto questo finisca per sempre, voglio essere forte.

Scusate il lungo sfogo, ma vorrei un consiglio riguardo questa situazione che vivo ormai da troppi anni.
Io credo che sia lui ad aver bisogno di aiuto, ma questa situazione mi fa soffrire davvero tanto, mi rende ansiosa, nervosa ed ogni volta che c'è lui in giro mi sento male.

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Dr.ssa Anna Potenza

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Gentile utente,
spesso non risolviamo i nostri problemi perché non vediamo il gancio che ci tiene saldamente impigliati ad essi.
Provi a rileggere la sua frase: "all'età di 22 anni, mi rendo conto che la maggior parte delle mie insicurezze e i miei problemi di autostima siano dovuti soprattutto a questo, ed io non so davvero come farlo comprendere ai miei genitori".
Dov'è qui il suo dubbio, l'insicurezza di cui non si libera?
Non nell'analisi del comportamento di suo fratello e nella presa di coscienza del cattivo effetto che ha su di lei, ma nel suo ostinato bisogno di dimostrare le sue certezze anche a chi si è fatto cieco e sordo per non vedere, non sentire, non capire. I suoi genitori.
Lei scrive anche: "Io sto facendo un percorso impegnativo di crescita personale, e finalmente mi sto convincendo di valere".
Nel suo caso più che in altri è utile farsi seguire da un professionista, appunto per gestire, non il ben definito giudizio su suo fratello, ma la relazione con i suoi.
Auguri. Ci tenga al corrente.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#2] dopo  
Utente
Grazie per la risposta dottoressa. Con i miei genitori ho un bel rapporto quando mio fratello non c'è, siamo tutti più sereni perché il suo atteggiamento aggressivo infastidisce anche i miei genitori e non sanno come gestirlo. Io ho provato tante volte a fare comprendere loro il mio malessere ma non so più come farglielo capire, forse con l'aiuto di uno specialista potranno rendersi conto della gravità della situazione e dei danni psicologici che mi ha provocato. Tuttavia per poter contattare un professionista devo parlarne con loro e questo mi crea timore e paura di giudizio, come se il problema fossi sempre io, i miei non fanno che ripetermi "perché fai così? Perché piangi sempre? Non devi essere tesa e agitata" come se fossero cose che posso controllare e non reazioni a ciò che mi succede intorno. Sono veramente stanca e non mi sento compresa nemmeno da coloro che dovrebbero starmi più vicino, mi sento sola.

[#3]  
Dr.ssa Anna Potenza

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Gentile utente,
rilegga la mia prima risposta.
Finché lei crederà di dovere e potere convincere delle persone che hanno deciso di non vedere quello che hanno davanti agli occhi, non uscirà mai dal suo disagio.
Genitori che in una trentina d'anni non hanno voluto imparare ad educare un figlio, nemmeno al fine di tutelare l'altra figlia, si rifiuteranno a oltranza di accedere a qualunque consulto, mi sembra evidente. Chi andrebbe volontariamente a sentirsi dire: "Hai sbagliato tutto?".
Le frasi che penalizzano il più debole e ignorano una sofferenza evidente, come quelle che riporta: "perché fai così? Perché piangi sempre? Non devi essere tesa e agitata", lei le direbbe a una persona in evidente stato di frustrazione? Riterrebbe normale che lo dicesse uno psicologo al paziente ansioso o depresso? Infine, farebbe così con un suo figlio?
Vede bene che è lei che ha bisogno di uscire dalla "cecità" familiare da cui è invischiata, ed essendo maggiorenne non deve chiedere permessi e neanche informare qualcuno, se decide di affidarsi ad un/a psicologo/a.
Ci sono consulenze gratuite all'università, se è iscritta, o al Consultorio Giovani, alle ASL e al Centro di Salute Mentale.
Senza parlare del fatto che una seduta con ottimi professionisti costa in media 50 euro e anche meno (consulti l'albo professionale degli psicologi della sua regione per individuare quelli convenzionati).
Questo vuol dire che svolgendo un lavoro nel week-end (in birreria, come baby sitter, assistendo un'anziana la domenica) potrebbe pagarsi la cura e procurarsi il piacere di verificare le sue capacità di autonomia.
Se non prende la sua vita tra le mani continuerà per sempre ad aspettarsi dall'esterno la soluzione.
Auguri.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#4] dopo  
Utente
Ha ragione dottoressa, purtroppo la speranza di poter trovare il conforto che non ho mai avuto c'è sempre, ma forse è arrivato il momento di pensare al mio benessere. Consulterò uno specialista e seguirò un percorso personale per ritrovare un mio equilibrio. Non posso cambiare gli altri, ma posso gestire il modo in cui recepisco le cose, non sono più la piccola bambina succube di questa situazione, ora posso affrontarla! Grazie ancora, spero di trovare un collega con la sua stessa sensibilità.

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Dr.ssa Anna Potenza

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Io glielo auguro, e sono certa che ce la farà.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it