Utente
Buongiorno dottori,

È la prima volta che richiedo un consulto di psicologia.
Non so, in effetti, se è la piattaforma adatta per ciò che sto per raccontare.

Credo di essere stata sin da ragazzina una persona molto indipendente ed intraprendente, nonostante un'infanzia non particolarmente facile.
Poi tutto è cambiato, in seguito a un errore medico, ho presentato un problema all articolazione temporo mandibolare.
Dopo due anni laddove inizialmente presentavo sintomi come acufene leggero, stanchezza e click mandibolare, dopo una terapia sbagliata quello che era solo un fastidio è diventatoa una situazione debilitante.
Per due anni, durante i quali ho visto diversi dottori alcuni nella mia città, un altro a Roma, ho convissuto con un dolore costrittivo al volto, senza mai tregua, acufeni fortissimi e una sensazione costante di sbandamento.
tutto ciò ha influito molto sulla mente, sopratutto quando mi veniva detto che nessuno mi avrebbe salvato e che il problema era di natura psicologica.
Uno dei dentisti mi diede anche degli anti depressivi ed io ebbi degli effetti collaterali che non dimenticherò mai più.
chiaramente sospesi tutto.
Laddove nel primo periodo se capitava di stare un po' meglio, l'ansia si annullava completamente, oggi, a distanza di due anni, dove finalmente ho imboccato la strada giusta lontano da casa, in Veneto, e sto finalmente meglio, continuo a sentire questo malessere dentro.
Vista dall'esterno sembro calma, ma dentro mi sento sempre accelerata, in ansia.
Non so se mi sento così perché il percorso non è ancora terminato oppure se ne ho risentito così tanto che l'ansia sia potuta diventare patologica.
Ho chiaramente sintetizzato quello che per me è stato un incubo, iniziato nel 2015 e poi portato all'estremo dal 2018. una sofferenza continua, fisica e mentale.
Mi capita anche di sentirmi un po' " strana" senza il peso di tutti quei bruttissimi sintomi.
Cosa mi sta succedendo?
È difficile stare male, ma lo è altrettanto guarire?
Non riesco a capirmi, mi piacerebbe tanto avere un parere medico.

Grazie a chi potrà rispondere

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Dr. Giuseppe Santonocito

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Il parere medico potrà averlo eventualmente scrivendo in una delle aree mediche del sito. Qui le daremo un parere psicologico.

Lei sembra essere una di quelle persone che "sentono" molto le cose, sia interne che esterne al corpo, ma nel suo caso, apparentemente, soprattutto interne.

Gli acufeni possono avere implicazioni psicologiche importanti, dato che se si ha una tendenza all'ansia e ad ascoltare i segnali del corpo, possono diventare insopportabili. Se viceversa non si ha questa tendenza si può averne e non soffrirne. Ad esempio io ne soffro da oltre 15 anni, ho costantemente un suono molto acuto all'orecchio destro, da quando mi sveglio a quando vado a letto. Ma ho imparato a non dare peso alla cosa e in pratica adesso so di averlo solo quando ne parlo, non mi dà più fastidio.

I dolori di vario tipo possono avere uno sviluppo psicologico simile: sento un segnale di qualcosa che non va e, a forza di concentrarmi su di esso, lo amplifico a dismisura. E ne soffro.

Il mio parere è che dovrebbe prima lavorare per risolvere la sua ansia. Poi, se resta altro, occuparsi di quello.
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
www.giuseppesantonocito.it