Utente
Buongiorno gentl.
ssima/o dott.
ssa
Non riesco ad uscirmene da un passato troppo presente, mi sta impedendo di vivere e di andare avanti con la mia vita.
Ho 50 anni, da quando ne ho 17 convivo cin un peso che mi porto tutt'ora, il tradimento di mio padre verso mia madre.
Dolore che mi sono portato e mi porto tutt'ora con me.
Ho vissuto una vita agiatissima dul fronte economico, non mi è mai mancato nulla, tranne che, "abbracci, dolcezza nelle parole, conforto, attenzione".
Ho vissuto con il pensiero che tutto questo un giorno potesse finire e ritornare alla felicità di un tempo, ma ciò non è msi accaduto.
Ho visto sempre mia madre da sola, soffrire in silenzio, x paura che la gente potesse sapere "in realtà si e6sempre saputo", ma meglio non parlare, meglio far finta di nulla e mettere la testa sotto la sabbia.
Mi padre è stata una persona molto in vista, molyo importante, x me, il mio supereroe, il mio modello da seguire "fino ad un certo punto", dopo la scoperta dek tradimento, dolo rabbia6nei suoi confronti, una rabbia al quale lui non ci ha fatto molto caso, in quanto ha continuato a fare ciò che ha sempre voluto fare.
Con il tempo, il suo potere e di conseguenza anche il lato economico ne ha risentito, portandolo a fare continui errori, aprendo attività nonostante io e i miei fratelli gli dicessimo di starsene tranquillamente in pensione, ma lui, nulla, ha continuato fregandosene e mettendoci in difficoltà.
Ho rinunciato in tantissime cose nrlls mia vita, forse x ripicca nei suoi confronti, ho rinunciato, nonostante fosdi già dentro, il lavoro dei miei sogni, ho rinunciato ad avere un figlio, una famiglia, distruggendo qualsiasi rapporto e portando avanti lunghe storie con donne pur sapendo di non amarle e sapendo anche di non voler condividere un futuro con loro.
All'età di 30 circa, avevo una storia con una ragazza con cui ho condiviso lunghissimi anni di amore, la quale rimase incinta, x paura più mia che sua "anche lei non oppose tantissima resistenza", aborti', il rimpianto più grande della mia vita.
Nel 1996 ho sofferto di attacchi di panico, è stata dura! Nrlla mia vita, l'autostima e la paura, hanno sempre condizionato ogni mio passo.
Se potete darmi qualche dritta x uscire da wuesto empasse, ve ne sarei grato.
p.
s.
Ho già consultato vari psicologi, ma nulla...Perché?
Perché una persona si rovina la vita, perché?
p.
s. Sono una persona estremamente sensibile, ho cercato srmpre di aiutare tutti, di farmi carico dei loro problemi, ho sempre voluto risolvere i problemi di tutti i miei familiari, facendomi sempre carico, insomma, un fallimento totale.
Grazie x la Vostra attenzione che darete al mio messaggio.

[#1]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

a fronte di tanto malessere e tanta pluriennale sofferenza
ci dice che "..Ho già consultato vari psicologi, ma nulla...".

Due osservazioni al riguardo.

Aver "consultato vari psicologi" non significa aver intrapreso seriamente un percorso di cambiamento.
Solo cambiando, può cambiare il punto di vista sulla vita: Sua, di suo padre, di Sua madre... .
Ma cambiare costa fatica, implica chiedere aiuto, accettare di essere aiutati.
Talvolta risulta più comodo lasciare i "vari Psicologi" che non abbandonare il proprio sintomo.

Secondo. Lo Psicologo deve essere anche Psicoterapeuta per curare. Di questo Lei ha bisogno per intraprendere un percorso produttivo.
Può verificarlo sull'Albo Nazionale Psicologi: https://areariservata.psy.it/cgi-bin/areariservata/albo_nazionale.cgi .

Non posso sapere se per Lei è giunto il momento di passare
- dalla autocommiserazione
alla decisione di mettersi in movimento;
- dal voler (inutilmente) "..risolvere i problemi di tutti i miei familiari, facendomi sempre carico"
alla decisione di risolvere i propri.
A 50 anni ne avrebbe ancora la possibilità.
Se invece stesse posticipando il tutto a quando i Suoi genitori non ci saranno più,
potrebbe maturare nei loro confronti una aggressività postuma poco produttiva per la Sua vita.

_____________________
Ps. Se ci dovesse riscrivere, La invitiamo a rileggere attentamente il testo
eliminando tutti gli errori che, rendendo faticosa e lenta per noi la lettura,
sottraggono di fatto del tempo ad altre risposte in attesa.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata Sessuologa clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

[#2] dopo  
Utente
Gent.ma dott.ssa
X quanto riguarda, il passaggio dall'autocommiserazione alla decisione di mettermi in movimento, le rispondo di si, la decisione è stata presa. X quanto riguarda il percorso con lo psicologo, l'ho iniziato, fatto qualche seduta x poi abbandonarlo, non c'è stata empatia. Oggi il mio più grsnde rimpianto è bon avere un figlio e la distruzione di ogni storia con qualsiasi donna, un problema che mi affligge giornalmente. Vedere miei coetanei, miei amici avere una propria indipendenza, aver costruito un futuro, mi fa sentire ancor di più un fallito.

[#3]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Il futuro ce l'ha davanti,
se non si gira troppo all'indietro
e se si concede di essere aiutato.
Con pazienza, costruendo con pazienza la fiducia e l'empatia.

Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
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[#4] dopo  
Utente
Gent.ma dott.ssa
Sto cercando in tutti i modi di farmi aiutare, ma la gabbia che mi sono creato negli anni mi sta soffocando, mi sta togliendo la voglia di reagire pur sapendo di sbagliare. È come se non avessi tempo, come se facendo qualcosa, anche piantare un albero, fosse tempo sprecato, ripetendomelo nella mente, "tanto ormai è tardi, se pianti un albero adesso, forse non lo vedrai neanche crescere, ma anche se lo vedrai crescere non sarai più giovane, e quindi che senso avrebbe" e così via, con questi pensieri x ogni cosa, "compreso quello di fare un figlio". Mi aiuti! Mi dia un consiglio su come uscirne da questo infame tunnel.
Cordialmente

[#5]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gli orientamenti che ha ricevuto qui sono sufficienti e abbondanti.
Ma nessuno - neppure il migliore speciualista - è in grado di fare il *passo concreto* al posto Suo.

"Nessuno è in grado di aiutare chi non vuole essere aiutato",
diciamo noi per sintetizzare l'impotenza che si prova.
Perchè in molti casi le persone sono proprio così:
si lamentano, soffrono, vivono proprio male.
ma non provano nemmeno a fare il sia pur minimo passo,
di cui il primo è prendere il telefono e fissare un appuntamento con uno Psicoterapeuta.
In questo caso restano al palo.
Purtoppo.

Dott. Brunialti
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[#6] dopo  
Utente
Ma io, voglio salvarmi, ho già prenotato più di qualche incontro cin degli specialisti, ho fatto più di un passo, non sono così pigro da voler rimanere al palo, anzi, tutto l'opposto. Mi indichi uno specialista su Lecce o provincia che possa fare al mio caso, magari mi sarà più facile risolvere il problema.
Cordiali saluti

[#7]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

Noi qui non diamo nominativi.

E in ogni caso è la persona stessa che deve assumersi la responsabilità del primo passo.
Potrà ad es. consultare l'elenco degli Specialisti che rispondono su questo Blog, alcuni proprio dell'area geografica indicata; leggerne le risposte e "sentire" se La ispirano.
Con da parte Sua la consapevolezza che per costruire la fiducia verso il proprio Terapeuta occorre tempo, pazienza, determinazione e disponibilità a mettersi in gioco. Non basta certo "qualche incontro",
o in attesa della magia
o già prefigurando il fallimento.

Tenga conto che Le occorre uno/a Psicologo/a che sia anche Psicoterapeuta.

Vivissimi auguri.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
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