Utente
Buongiorno, purtroppo questa situazione attuale inerente al Coronavirus, mi ha portato a vivere 24 ore su 24 quasi sempre sola con due bambini di 6 e 4 anni davvero molto viviaci.

Fino ad ora sono stati davvero 4 mesi pesantissimi.
Sempre chiusi in casa io e loro, il papà che ha trovato lavoro proprio in occasione della situazione sanitaria del momento, esce di casa al mattino e torna la sera tardi.
Ovviamente quando torna è molto stanco e spesso preso dai suoi interessi per rilassarsi, e non da molto ascolto ai bambini.

Probabilmente anche dovuto al fatto che sono diventata mamma tardi, a 47 anni, non ho più molta energia e motivazione per riuscire a sopportare situazioni di vivacità, capricci, irrequitezza dei bambini (sto andando anche in menopausa e a volte ho talmente tante vampate che non riesco a stargli dietro con concentrazione).
In casa litigano molto, fanno fatica ad interessarsi a qualsiasi attività, ovviamente la scuola dell'infazia gli è mancata molto in questi mesi.
Fuori non va meglio, o li si porta ai giardini a giocare a pallone (cosa che ultimamente a me riesce molto difficile e poi con il caldo la mascherina è ancora più complicato), oppure passeggiate o commissioni diventano impossibili, perchè corrono, si buttano per terra, si picchiano, fanno gli stupidi.

Ho provato a coinvolgerli nella spesa, durante le passeggiate ad osservare quello che ci circonda... In generale rispondono bene e sono partecipi, ma ad un certo punto scatta quella molla per cui la fisicità irrompe incontrollata nella situazione del momento, e ovviamente fuori luogo.
Adesso sono veramente molto provata, le giornate sono dure, e quando arriva mio marito dopo che ha cenato, verso le 23 circa mi tocca aprire il computer per lavorare fino alle 2- 2.30 di notte.

Purtroppo da poco abbiamo saputo che mio marito non potrà fare vacanza, e quindi mi toccherà portarli al mare da sola.
Questa cosa mi spaventa molto, più che altro perchè dovesse esserci una necessità non ho a chi affidare loro, e soprattutto non so come posso farmi ascoltare ed ubbidire da sola fuori casa, senza mio marito che infondo è fonte di un certo controllo della situazione (a volte basta dire "adesso vedi quando arriva papà" che si calmano subito).
Hanno bisogno di cambiare aria, e anche io, però purtroppo non mi ascoltano, non mi ubbiscono, e questa cosa mi spaventa.
Forse i miei metodi non sono convincenti, in genere urlo molto, e a volte loro mi prendono in giro, ma a volte comunico anche con calma e fermezza, ma non serve a nulla.

Ma come mai i bambini di oggi sono così irrequieti, ansioni, impazienti, sempre agitati?
mi rendo conto di essere un po fuori tempo, ma la penultima bambina nata nella nostra famiglia nel 1995 era davvero molto brava e tranquilla.

Spero di avere un indicazione su come farmi ascoltare da questi bambini, altrimenti la vacanza si trasformerà in un inferno peggio che ha casa.

Grazie

[#1]  
Dr.ssa Elisabetta Fazzari

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Gentile signora, ho letto il suo precedente consulto datato 2015 per avere un'idea della sua storia.
Che dire?
I bambini, nonostante le differenze di temperamento (alcuni sono più calmi, altri più movimentati) riflettono molto lo stato d'animo dei genitori, soprattutto il suo, dal momento che è lei, da quanto ho capito e mi corregga se sbaglio, che si occupa di loro 24 ore su 24.
Pertanto se lei è stressata o stanca data l'età tardiva di genitura, la menopausa in arrivo e altri fattori, anche i bambini risentono di questo suo stato emotivo. Soprattutto i bambini riescono in modo molto preciso a intuire se lei è una mamma mentalmente presente o assente ed è possibile che questi loro comportamenti, del tutto normali per la loro età, possano essere in altre situazioni delle richieste indirette di attenzioni.
I bambini sono bambini, corrono , saltano, giocano: è il loro mondo!
Piuttosto: lei non ha parenti, amiche che la possano aiutare?
Come passa le sue giornate?
Mi sembra di percepire un senso di solitudine nelle sue richieste di aiuto.
Si prenda cura di sè per prima cosa, una mamma soddisfatta, presente e felice ha più energia (nonostante l'età) per stare dietro ai propri figli.
I migliori auguri
Dr.ssa Elisabetta Fazzari
Psicologa,Psicoterapeuta
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[#2]  
Dr.ssa Paola Scalco

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"Ovviamente quando torna è molto stanco e spesso preso dai suoi interessi per rilassarsi, e non da molto ascolto ai bambini."
"quando arriva mio marito dopo che ha cenato, verso le 23 circa mi tocca aprire il computer per lavorare fino alle 2- 2.30 di notte"

Gentile Signora,
mi ha molto colpito l'attibuzione di un diverso valore del tempo di suo marito rispetto al suo: lui lavora tutto il giorno e poi, giustamente, si rilassa; lei lavora tutto il giorno badando a casa e bambini e poi ricomincia con un altro lavoro senza tregua.
Chiunque al suo posto si sentirebbe stremata!

Anch'io le domando se non sia possibile, almeno per qualche ora di tanto in tanto, affidare i suoi bambini a qualche parente, o amica, o baby-sitter per concedersi un respiro.
Inoltre, dal momento che lui non potrà venire in vacanza con voi, perché non organizzarsi per andarci con qualche amica con figli, o qualche parente che magari è nella medesima situazione?

Ha già parlato con il suo ginecologo dei disturbi connessi alla menopausa che inevitabilmente influenzano la sua energia e il suo umore?
Potrebbe farsi prescrivere qualche integratore specifico per il periodo che sta attraversando, che le fornirebbe un po' d'aiuto alleviando tali sintomi.

In ogni caso, tenga presente che la prima ad essere convinta delle sue capacità genitoriali deve essere proprio Lei, agendo con fermezza e coerenza, senza delegare a questo papà un po' assente (vuoi per lavoro, vuoi per scelta) eventuali ipotetiche punizioni che le fanno perdere credibilità agli occhi dei suoi figli.

Se davvero sente di non farcela da sola, si prenda il tempo per recarsi di persona da una nostra collega della sua zona per un supporto e un confronto che l'aiuti ad acquisire maggior sicurezza ed efficacia nel suo ruolo di mamma e contemporaneamente a riportare in luce la donna che è e di cui, forse, da un po' di tempo si sta prendendo troppo poco cura.

Cordialità.
Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
specialista in Psicoterapia Cognitiva e perfezionata in Sessuologia Clinica
paola.scalco@gmail.com

[#3] dopo  
Utente
Vi ringrazio per le vostre risposte.
Si, purtroppo sono sola, non ho più i genitori e non ho suoceri o cognati, solo una sorella con una bambina piccola e con molti problemi di salute, non potrebbe aiutarmi. Le mie migliori amiche sono le mie colleghe di lavoro ma tutte purtroppo incasinate per aiutarmi...
Ho fatto di tutto per cercare qualcuno che potesse venire in vacanza con me, purtroppo nessuno ha accettato la mia proposta. Addirittura, ho proposto inviti senza pagare, ma purtroppo senza successo.

Ho riflettutto sulle parole della Dott.ssa Scalco riguardo il fatto di essere convinta rispetto la mia genitorialità. Penso che forse non ho affrontato la decisione di diventare genitore con profonda convinzione. Forse è per questo che non riesco ad essere credibile nei confronti dei bambini. Se ci penso bene le relazioni nella mia vita sono state sempre molto superficiali. Per esempio per me è stato sempre importante sapere di avere un fidanzato, sapere di avere degli amici, ma infondo poi non avere molto interesse a coltivare queste relazioni a dispetto di una indipendenza e libertà molto spiccata. Questo mi è venuto in mente anche grazie alle parole della Dott.ssa Fazzari, forse i bambini richiedono indirettamente attenzione attraverso la manifestazioni di certi atteggiamenti....

Il lavoro era il mio momento di svago. Allontanarmi dall'ufficio è stata una botta molto dura.
Diciamo che il Covid a casa mia, ha avuto llo scopo di portare a galla quanto esposto sopra.
La stanchezza non aiuta, ma forse la convinzione da anche la forza di andare avanti (a volte vedo in me tenacia in cose futili, dovrei averne anche come mamma).

Forse tornando indietro non farei questa scelta, ma oggi amo i miei bambini, non sarei più felice senza di loro, ma vorrei imparare a ridimensionare queste situazioni perchè non voglio che soffrano.

Grazie

[#4]  
Dr.ssa Elisabetta Fazzari

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Cerchi un gruppo di persone..associazioni, parrocchia..qualsiasi gruppo in cui dare e ricevere.
Per chi, come lei, non ha una famiglia a cui appoggiarsi, i gruppi ricreano quell'ambiente che può essere una valida alternativa alla famiglia. A patto di sceglierne uno adeguato!
Nel frattempo continui (o ricominci ) a lavorare su di sé, coraggio, c'è sempre una soluzione, basta volerla trovare..

Saluti
Dr.ssa Elisabetta Fazzari
Psicologa,Psicoterapeuta
https://www.fazzarielisabetta.it/