Utente
Buongiorno
Vi scrivo per chiedervi aiuto, un consiglio ma anche forse una chiave di lettura diversa degli eventi della mia vita.

Ho due bambine di 2 e 6 anni.
Sono sposata.
Mio marito ha due genitori invalidi, io purtroppo ho perso i genitori abbastanza presto (mio padre a 15 anni mia madre a 30 anni e sono orfana da 10 anni ormai, anni in cui ho iniziato a lavorare stabilmente trasferendomi sola in una altra città, mi sono sposata e ho avuto le mie due splendide bambine).

Le stiamo crescendo con amore e anche con tanta fatica non avendo nessuno supporto familiare.
I nonni paterni le adorano, andiamo da loro qualche pomeriggio e la domenica ma avendo difficoltà fisiche non sono quei nonni che le accompagnano al parco o che escono e comprono un giochino alle nipoti per dire, ma comunque sono amorevoli e le bimbe sono felici con loro.

Più passa il tempo e più però io mi sento in colpa e soffro del fatto che le mie figlie non hanno i nonni materni.

Sono entrata in una spirale negativa e guardo gli altri bambini con i nonni, li osservo, osservo che regalini i nonni comprano, che gesti fanno, come li pettinano e cerco di fare le stesse cose con le mie bimbe.

Certo io sono la mamma ma a volte volutamente se devo comprare una cosina in più alle mie bimbe, preferisco farlo rispetto a non comprarla.
Penso "questa è come se gliela avesse comprata mia madre".
Spesso sono gelosa della loro cuginetta che invece ha una nonna super attiva che la riempie di regali, di oggettini, che la tiene con sé in estate.
Guardo le foto di mia cognata e mi intristisco, mi sorprendo a piangere senza volerlo, chiedo alla bambina che giochini la nonna le ha comprato... Penso che non potrò mai dare alle mie figlie una cosa che non hanno.
Passo le giornate a cercare giochini particolari (magari vintage, dei miei tempi) per intrattenerle, cerco indovinelli, filastrocche che erano dei miei tempi perché io non le ricordo e non c è mia madre a canter gliele... Cerco in tutto e per tutto di dare loro una infanzia serena da ricordare ma tutto ciò a volte mi sfinisce.
Io vorrei essere solo una mamma.
A volte le sgrido Poverine, ma tanto e penso che oltre a non avere una nonna hanno anche una mamma stanca.
Mio marito fa tanto ma non riesco a fargli comprendere quanto questa cosa mi faccia soffrire.

Cerco qualche consiglio per vivere più serena, per non far mancare nulla (emotivamente parlando alle mie figlie) e per dargli l'infanzia felice e spensierata che meritano.

Vi ringrazio

[#1]  
Dr.ssa Anna Potenza

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Cara utente,
lei ci chiede: "Cerco qualche consiglio per vivere più serena, per non far mancare nulla (emotivamente parlando alle mie figlie) e per dargli l'infanzia felice e spensierata che meritano".
In queste frasi c'è tutto. Nella prima, infatti, ci chiede come vivere più serena, forse consapevole che la sua serenità è tutto quello che realmente occorre alle sue piccoline per crescere bene.
Si ha l'impressione, leggendola, che sia lei a sentire la mancanza dei suoi genitori, che come tutti gli assenti vengono mitizzati. Lei racconta infatti una tipologia di nonni che non necessariamente coincide con quelli reali.
Io sono nonna materna di quattro nipoti che amo e vedo volentieri, lavoro permettendo, ma non compro certo giocattoli (sarebbe un viziarli al consumismo) e gioco con loro ai videogiochi, non certo alle anticaglie vintage che lei ha nominato.
Per il resto sono le loro mamme a dare la formazione e l'affetto costante, a leggere le fiabe la sera e così via.
Perché non valorizzare i nonni ancora in vita, ancorché invalidi, anziché "invidiare" i nonni della cuginetta?
Lei scrive: "Spesso sono gelosa della loro cuginetta che invece ha una nonna super attiva che la riempie di regali, di oggettini, che la tiene con sé in estate. Guardo le foto di mia cognata e mi intristisco, mi sorprendo a piangere senza volerlo, chiedo alla bambina che giochini la nonna le ha comprato... Penso che non potrò mai dare alle mie figlie una cosa che non hanno".
Mi stringe il cuore pensare che lei si senta una sorgente di affetto "minore" rispetto a questa nonna. In realtà, la mamma può essere tutto, specie se col sorriso racconterà quello che ricorda di bello della sua infanzia, dei suoi genitori, creando così un raccordo con chi non c'è più e offrendo alle sue bambine le memorie familiari, molto più importanti di qualunque giocattolo.
Ci pensi e sia serena.
P.S. Corregga i dati della sua scheda personale: se il suo peso è quello che dichiara, il problema è ben altro di quello affrontato fin qui.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#2] dopo  
Utente
La ringrazio dottoressa per la pronta risposta.
Si, mi rendo conto che sono io a sentire forte la mancanza dei miei genitori, di mia madre in particolare che purtroppo ha avuto una vita molto sofferta e la mia infanzia è stata tutt altro che serena.
Forse vorrei affidare agli altri le mie mancanze, la mia infinita stanchezza, sento spesso che devo ricoprire vari ruoli tra cui anche la nonna che "vizia" un po' I bambini.
E questo pensiero mi sfinisce.
Forse facendo semplicemente la mamma, con tutti i miei infiniti difetti ma con un po di sorriso e serenità in più anche le mie figlie ne gioverebbero....

Ps
Il mio peso è circa il doppio purtroppo di quello nel profilo ma non riesco a modificarlo.
La ringrazio ancora per la. Riflessione che rileggerò varie volte per farla mia.

[#3]  
Dr.ssa Anna Potenza

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Lieta di esserle stata utile, cara utente. Prenda in considerazione un aiuto domestico, una baby sitter, qualunque aiuto che alleviando la sua stanchezza le faccia realizzare l'ottima madre che di certo è in lei.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it