Utente
Sono una ragazza di 23 anni e qualche anno fa è venuto a mancare mio padre quindi vivo da sola con mia madre.
Non credo di avere un rapporto sano con lei, è una sorta di rapporto amore-odio, in alcuni momenti va tutto bene altre volte si arrabbia per futili motivi.
Non riesco a fare un discorso serio di politica poiché spesso la penso in modo diverso da lei e cominciamo a litigare, ma io non voglio che lei la pensi come me ma non può dirmi sempre che il mio pensiero è sbagliato e io lo faccio apposta per andare contro di lei.
Mi tratta poi come una ragazzina e mi sembra di vivere ora tutti i problemi che gli altri hanno vissuto durante l’adolescenza.
Alcune volte mi chiama mentre sono uscita per dirmi che è tardi e devo rientrare, durante la sessione di esami posso uscire con i miei amici solo il sabato e durante la settimana no perché devo studiare, però se rimango a casa e guardo la tv non si lamenta.
Ho chiesto il motivo e mi ha risposto che mi faccio trascinare dagli altri che hanno già finito la sessione e quindi possono uscire.
Tralasciando il fatto che non tutti hanno finito la sessione a me uscire serviva per svagarmi un po’.
Voglio farmi un secondo buco all’orecchio e non vuole ma il problema non è stato il no ma la sua risposta chi è che l’ha fatto e ti ha convinto a farlo?.
Non l’ha fatto nessuno delle mie amiche ma è una cosa che voglio fare io e questa sua risposta mi ha fatto tanto male perché può sembrare una cosa da nulla però mi da sempre più la conferma che io secondo lei non ho nessuna personalità.
Un altro episodio è legato all’automobile, ho chiesto se potevo andare fuori paese con i miei amici e la risposta è stata no, non abbiamo la macchina per portare fuori gli altri io ho cercato di farle capire che non faccio un favore agli altri ma sono io che voglio uscire e se non prendo la macchina io sono io quella che rimane a casa perché gli altri hanno fratelli, sorelle, genitori o fidanzato che guidano quindi quando vogliono andare fuori lo possono fare, a differenza mia.
Sono al terzo anno di Università e non fa altro che ripetermi che la facoltà che ho scelto non fa per me e questo sotto esami non fa altro che demoralizzarmi, ho scelto una facoltà abbastanza difficile ma a me piace e sono contenta così.
Poi passiamo a momenti di affetto insopportabile, i suoi atteggiamenti o le cose che mi dice sono identici a quelli di quando ero una bambina.
Se provo a dirle che mi da fastidio il problema sono io che non le voglio bene.
Queste sono solo una piccolissima parte degli episodi accaduti.
Ho cercato di spiegare la mia relazione con lei attraverso degli esempi e spero non diano l’impressione di essere futili avvenimenti.
A me non fanno tanto male le sue risposte/atteggiamenti ma la cause che la spingono a comportarsi così.
Io sono grata per quello che mia madre fa per me ma io mi sento infelice.
Mi mantiene all’Università poi però se non passo un esame grida solamente che non studio e non mi ha mai incoraggiato a riprovarlo.

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Dr.ssa Anna Potenza

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Cara utente,
i dissidi tra genitori e figli sono molto dolorosi ed esistono da sempre.
Nei singoli casi sono diversi per gravità, cause, conseguenze, possibili soluzioni.
Prima di parlarle delle mie impressioni e prospettarle qualche soluzione le dirò che lei è stata molto precisa e puntuale nel descrivere una situazione che rischia di diventare insopportabile, avrei bisogno però di un chiarimento.
Cosa intende con la frase: "A me non fanno tanto male le sue risposte/atteggiamenti ma la cause che la spingono a comportarsi così"?
Intende dire che conosce la causa che spinge sua madre a questi atteggiamenti? E quale sarebbe?
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#2] dopo  
Utente
Penso che la maggior parte dei suoi atteggiamenti derivi dal senso di iperprotezione che sta sviluppando dopo la morte di mio padre. Io capisco che ora come dice lei si sente tutta la responsabilità addosso io però mi sento sempre più in gabbia. Non ho mai dato nessun problema in famiglia sia prima la morte di mio padre che dopo e sono una ragazza molto responsabile quindi cerco di farle capire che ho 23 e magari vorrei un po’ di maggiore libertà, ma niente litighiamo soltanto. Per quanto riguarda il farmi trascinare dai miei amici non lo so quale potrebbe essere la causa ma penso sia in qualche modo legato al suo senso di iperprotezione, perché se con i miei amici decidiamo di andare a prenderci un gelato la sera a un paese che dista un quarto d’ora da noi l’idea non può essere mia perché io so che lei non vuole e quindi non penserei mai di fare una cosa del genere, quindi è un’idea degli altri e io mi faccio trascinare. Io infatti ho paura di chiederle determinate cose così come ho paura a dirle quanto non passo un esame universitario perché so la sua reazione. Poi mi da la colpa per tutto quello che succede e io sono la causa di tutti i litigi, io non penso a lei ma solo a me stessa, me ne frego di tutto. Ma non è assolutamente così però quando si arrabbia mi butta addosso una marea di insulti però poi appena si calma io la devo giustificare perché questi suoi atteggiamenti sono dovuti dalla rabbia sviluppata a causa mia

[#3] dopo  
Utente
Anch’io sicuramente sbaglio a volte, non lo metto in dubbio però non credo che le reazioni di mia madre siano proporzionate. Il tutto è degenerato sempre dopo la morte di mio padre perché lei ha sempre avuto queste reazioni spropositate però prima c’era mio padre a farla calmare. Nessuno è perfetto io però con mio padre riuscivo a instaurare un dialogo, con mia madre no. Io capisco che lei come me sente la sua mancanza ma non può buttare su di me tutta la sua frustrazione. Io vorrei instaurare un sano rapporto con lei ma devo sempre stare attenta a quello che dico, a come lo dico, perché qualsiasi cosa potrebbe essere interpretata male

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Dr.ssa Anna Potenza

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Cara utente,
lei è particolarmente lucida nell'esporre i fatti, ma non altrettanto nel prospettarne l'interpretazione.
Questo è perfettamente comprensibile: il figlio tende a non contraddire la visione della realtà del genitore, perché da piccolo è stato abituato a questo, con tanta più forza se il genitore ha tratti nevrotici che gli impediscono di mutare prospettiva e accettare contraddizioni, quindi di permettere al figlio di crescere e sviluppare la propria autonomia.
Lei infatti accoglie l'idea che sua madre sia iperprotettiva e accetta la sua giustificazione: "ora come dice lei si sente tutta la responsabilità addosso".
Attenzione: ma quanto tempo fa suo padre è morto, e quanti anni avevate, lei e sua madre, allora?
Non è strano mantenere la protettività idonea alle esigenze di un bambino e di un adolescente, verso un figlio adulto che mostra di essere una persona responsabile e quindi ha il diritto di fare le sue esperienze, anche sbagliando?
Inoltre sua madre pare avesse anche prima dei problemi: "lei ha sempre avuto queste reazioni spropositate però prima c’era mio padre a farla calmare".
Ed ecco che interviene una tortuosa manipolazione. Lei, cara utente, è particolarmente sensibile ad una certa osservazione; sua madre se n'è accorta e la sfrutta per manovrare le sue reazioni. Mi riferisco all'accusa di essere sempre suggestionata da altri. Lei sa che questo non è vero: tutti i giovani sono in armonia con gli amici, perché escono dall'influenza familiare e si aprono al mondo, nel processo naturale della crescita.
Ma sua madre non può accettare che lei abbia più di otto anni (ecco la coccole da bimba piccola che a volte le riserva), perciò rassicura sé stessa dicendosi che se sua figlia si mostra autonoma è stata suggestionata da altri, e avvertendo che questa frase la offende, gliela ripete, usandola come un ferro rovente.
Le sembrerà di non riconoscere in quest'immagine la sua tenera, fragile mamma. Ma Dio ci liberi dalle persone sofferenti che ci fanno pena! Da dove altro si può pensare che arrivi il più invischiante ricatto morale?
Lei scrive: "Io capisco che lei come me sente la sua mancanza ma non può buttare su di me tutta la sua frustrazione".
Frustrazione, e non il normale lutto, che sua madre avrebbe dovuto elaborare da tempo, anche con l'aiuto della psicologia?
Inoltre, sua madre lavora, ha degli amici, ha provato ad uscire con altri possibili partner?
Cara utente, la libertà di tutte e due consegue all'uscita dalla trappola che sua madre inconsciamente ha costruito. Lei, utente, non parla di un suo partner. Come mai? Se lo preclude, per non lasciare sola sua madre? E come mai è sottopeso? Attenzione: a ciascuno il proprio ruolo.
Spero di averle dato qualche spunto di riflessione.
Per curiosità, che facoltà sta frequentando?
Auguri. Ci tenga al corrente.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#5] dopo  
Utente
Grazie della risposta dottoressa. Quando è morto mio padre io avevo 18 anni e mia madre 60. I miei genitori si sono conosciuti e sposati non giovanissimi. Non parlo di un partner perché non ho un fidanzato, ho avuto una relazione alcuni anni fa e ultimamente ho conosciuto alcuni ragazzi ma poi non ci siamo trovati. Penso anch’io che mia madre non accetti il fatto che sia cresciuta e glielo faccio notare spesso ma mi ripete che non è vero. Per quanto riguarda il peso sono sempre stata una ragazza magra anche per via di disturbi ormonali (sono sotto controllo) ma non ho mai avuto disturbi alimentari e mangio regolarmente. Frequento, infine, la facoltà di ingegneria. Grazie mille della disponibilità, è stata gentilissima.

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Dr.ssa Anna Potenza

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Cara utente, spero davvero di riuscire ad esserle utile.
Certo l'età di sua madre aggiunge un altro problema, acuendo il groviglio di aspettative e frustrazioni e alimentando forse in lei l'impressione che non ci siano vie d'uscita.
Non è così, naturalmente. Ho l'impressione che lei non abbia fratelli: sbaglio?
Le vorrei suggerire di farsi seguire dallo psicologo della sua università o da un altro esperto di studi universitari, i quali potrebbero far capire a sua madre che lei ha bisogno di amicizie, svago, intervalli, passeggiate, per i buoni risultati agli esami e soprattutto per la sua salute. E naturalmente, deve essere lasciata libera di crescere.
Tenga conto che il ripristino di una relazione quanto più possibile "sana" con sua madre non è un aut-aut che opponga al benessere dell'una quello dell'altra, ma al contrario un percorso utile per far migliorare le condizioni di tutte e due e del vostro rapporto, altrimenti a rischio di usura.
Complimenti per la sua bellissima scelta universitaria.
Auguri.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#7] dopo  
Utente
Sì, sono figlia unica. La ringrazio per avermi risposto e per questi utili consigli. Grazie mille

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Dr.ssa Anna Potenza

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Prego, cara utente. Spero davvero di esserle stata utile. :)
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it