Attivo dal 2019 al 2020
Buongiorno,
Vi scrivo ancora perché con il mio compagno con cui convivo da 8 anni le cose non procedono bene.


A minare il nostro rapporto è la sua depressione, apparsa improvvisamente in seguito a dei ricordi adolescenziali, di violenze sessuali ripetute, emersi.


Sono più di due anni, che non facciamo l'amore, non ci tocchiamo...ci abbracciamo e baciamo (a stampo) sporadicamente.


Lui riferisce che non se la sente...e che il farmaco che prende provoca impotenza.


Immaginate il mio stato.


Ho riflettuto tanto e ho deciso di cercare un nuovo appartamento con mio figlio di 13 anni che vive con noi.


Ma a minare ulteriormente il nostro rapporto è stato un brutto evento.


Sua madre, con cui si è riappacificato solo da un annetto, è morta suicida.


A voi posso dirlo mancava questa tragedia!!

Discutiamo poi anche per sua figlia 22enne e per la sua invadenza (dopo anni di inesistenti rapporti con me), che litigando con sua mamma è venuta a bussare alla porta.

Per me un shock rivederla!

Adesso ha trovato finalmente un suo appartamento.

Il mio compagno è felice del suo riavvicinamento...di poter recuperare i rapporti con sua figlia e la chiama, la invita, le paga tutte le bollette! (sensi di colpa).

Non devo intromettermi lo so ma non vi nego che non gradisco la sua presenza.


Sto temporeggiando ma lui si è accorto della mia freddezza.
Ne abbiamo parlato e inizialmente era arrabbiato e mi ha dato dell' egoista mettendo in discussione i miei sentimenti "solo" per il sesso (testuali parole) perché altrimenti è sempre presente.

Ci siamo abbracciati e mi ha chiesto tempo e fiducia.

Ho 40anni è giusto rinunciare alla passione, al desiderio e per quanto?
Sono una donna che vuole sentirsi desiderata! cosa c' è di male?


Sono molto combattuta e rifletto su quello che ci accomuna...un tempo l'amore per il resto abbiamo interessi diversi.

Cerco pretesti?


Con la morte della madre, il mio compagno ha ripreso i rapporti anche con il fratello.

Adesso una volta a settimana organizzano cene...credo...per stare uniti o per elaborare il lutto.


Ho partecipato una volta ad una cena ma poi non più.
Leggibile la sua delusione sul viso.


Faccio quello che mi sento!

Sono persone che non conosco...per carità gentili ma mi annoiano.
Tanto c' è sua figlia!

Sono legata all'abitudine?
Lo amo ancora ma non basta.


Grazie e cordiali saluti.

[#1]  
Dr.ssa Anna Potenza

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Gentile utente,
ho letto per intero, come faccio per tutti coloro cui intendo rispondere, le sue richieste di consulto con i pareri dei miei colleghi, e vorrei osservare alcune cose.
Intanto la dottoressa Brunialti le aveva suggerito di cercare un suo psicologo.
Se ha seguito questa strada, come mai scrive ancora a noi? Se invece non l'ha seguita, perché si rivolge a noi, che siamo, appunto, psicologi, non avendo l'intenzione di servirsi dei suggerimenti che gli psicologi possono fornire?
Venendo al suo quesito, che per la verità appare più uno sfogo, mi sembra di capire che i problemi della sua coppia si trascinano da anni senza trovare soluzione, anzi peggiorando, accresciuti da fatti nuovi talvolta drammatici ma anche dalla mancata volontà di trovare vie d'uscita.
Una figlia ventiduenne ricompare dopo anni di silenzio e pensa di fruire della casa del padre e della nuova compagna, entrando in conflitto con lei.
La madre del suo compagno "con cui si è riappacificato solo da un annetto, è morta suicida".
In seguito a ciò, il suo compagno "ha ripreso i rapporti anche con il fratello". Evidentemente anche qui c'era stata una frattura, e a questo punto sono tre.
Ma ora è lei che non desidera frequentare suo cognato. A quanto pare, nemmeno il grave lutto che ha colpito queste persone e la delusione evidente del suo partner la convincono a vederle più di una volta: "Sono persone che non conosco...per carità gentili ma mi annoiano".
Questo gelo, i distacchi di cui appare costellata la vita del suo partner, stando al suo racconto, e anche la sua, sembrano troppi e troppo gravi, e non si ha l'impressione che lei voglia ricucire i legami: "Faccio quello che mi sento!", scrive.
Quanto al vostro rapporto di coppia, ci ha scritto più volte che il suo partner ha interrotto ogni attività sessuale con lei dopo aver improvvisamente ricordato un abuso subito nell'infanzia (sempre ad opera di un membro della famiglia?).
Di questo abuso e del motivo del suo improvviso riemergere avete parlato? Da anni il suo partner è in terapia psicologica e farmacologica, e tuttavia la situazione non presenta alcun miglioramento?
Lei ha avuto occasione di parlare anche con la psicologa di suo partner.
A quali conclusioni siete giunti?
Infine, mi sembra che il netto rifiuto del suo partner verso una visita andrologica sia in contrasto con la volontà di mantenere in piedi il rapporto con lei, tanto più che valutando gli elementi che vi uniscono lei scrive: "Sono molto combattuta e rifletto su quello che ci accomuna...un tempo l'amore per il resto abbiamo interessi diversi".
In altre parole, tirando le somme, otteniamo zero.
Gentile utente, qualcosa non convince, anche nel ripetersi delle stesse frasi nelle sue email. Delle due l'una: o lei ci dice cose non del tutto rispondenti al vero, oppure è vittima a sua volta di una rappresentazione falsa della realtà.
Provi a valutare la situazione con l'aiuto di uno specialista esperto, che possa rivolgerle, nel colloquio psicologico privato, le domande che qui non è possibile formulare.
Auguri.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#2] dopo  
Attivo dal 2019 al 2020
Gentile dottoressa non deve sentirsi obbligata a rispondermi (non conosco le regole del sito). Non trovo corretto il suo accanimento nei miei confronti.
Probabilmente è uno sfogo e le vostre risposte sono per me spunti di riflessione.
Non mi sono rivolta dallo psicologo per via del lockdown e dei turni frenetici che faccio, ma a settembre sicuramente lo farò.
Avevo già fatto un colloquio con la psicologa del mio compagno ma non è stata una buona idea.
Il mio compagno nel frattempo riflette su una eventuale terapia di coppia.
Se avessi le idee chiare non scriverei.
La mia freddezza è dovuta alla stanchezza e all'apatia. Di passi verso di lui ne ho fatti tanti adesso sono esausta dato che non ricevo.
Il mio compagno ha subito violenze da suo cugino e i miglioramenti ci sono stati negli anni tanto che ha ridotto la terapia farmacologica a una sola compressa e diradato gli appuntamenti dalla psicologa.
Dall'andrologo, cosa che ho proposto non voleva andarci ...ma cercherò di riproporlo.
Ripeto le stesse frasi perché devo presentare la mia storia per un quadro completo dato che siete diversi psicologi ma adesso so che rileggete le vecchie email.
Non capisco cosa non ritiene vero o addirittura avrei una visione distorta della realtà. A cosa si riferisce?
Non sono una vittima e mi sento tale.
Grazie del suo "supporto".

[#3]  
Dr.ssa Anna Potenza

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Gentile utente,
quella sopra era la mia prima risposta ai suoi quesiti, rispondeva allo scopo di questo blog di fornire un aiuto professionale, e il fatto che lei la accolga con le parole: "Non trovo corretto il suo accanimento nei miei confronti" le dà la misura del suo attuale stato di stress, diciamo così.
La invito ancora, caldamente, a prendere contatto con un mio collega della sua zona, se preferisce le terapie in presenza, o con uno psicologo scelto su tutto il territorio nazionale se sente di poter fruire meglio -per turni di lavoro, etc.- delle terapie online. Quasi tutti gli psicologi hanno continuato a lavorare con questa modalità.
In un momento di tranquillità potrebbe essere utile per lei rileggere la mia precedente risposta, con le specifiche domande che le rivolgevo, e cercare di comprenderla.
Le faccio molti auguri.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it