Utente
Buongiorno e grazie per il vostro lavoro.

Ultimamente mi rendo conto di avere pensieri disfunzionali che non riesco a controllare bene come vorrei.

La sensazione più fastidiosa che provo è quella di sentirmi in colpa ogni volta che sto per affrontare un momento rilassante, divertente, piacevole: una bella notizia da festeggiare, un viaggio etc: non riesco a gioirne del tutto.
La mia mente si domanda se mentre io sono (dovrei essere) così felice, qualcuno dei miei cari/amici non si trovi in un momento di preoccupazione/pericolo che non posso aiutarlo/a ad affrontare.


Quindi mi blocco, mi viene l'ansia, se sono in viaggio (altro problema, ho paurissima delle autostrade!) ho voglia di tornare indietro, disdico inviti e cerco di restare sempre in una situazione di "abitudine" in cui non succede nulla.
La mia vita è un continuo "E se poi succede che..."?.


Pochi giorni fa, mio marito ed io abbiamo fatto un weekend lontano da casa programmato con entusiasmo: all'arrivo, ansia e nodi in gola, voglia di tornare subito indietro, sensazione di fastidio durata finché io stessa non ho preso la situazione in mano e ho deciso di andare a fare una passeggiata dopo aver telefonato a casa ed essermi accertata che era tutto apposto.
"La rompiscatole" mi chiamano bonariamente, ed hanno ragione.


Mi rendo conto che questo mi rende insopportabile agli occhi delle stesse persone care per le quali mi preoccupo più frequentemente.
Mia madre in primis, che odia sentirsi trattata come una bambina incapace (viviamo lontane) a cui telefonare ogni 3 ore.


Un'ultima domanda, forse stupida, ma sono certa che non mi giudicherete: il mio essere una donna ansiosa può influire sull'eventuale concepimento di un bimbo?


Grazie.

[#1]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

ci chiede se
"..il mio essere una donna ansiosa può influire sull'eventuale concepimento di un bimbo?.."

Sul concepimento non mi risulta, anche se il ginecologo potrebbe dirle di più.
Ma nella relazione col bimbo sì, influisce eccome;
l'ansia si trasmette, anche se il genitore crede di poterla contollare o nascondere.

Un motivo in più per curarla seriamente.

E per non diventare una madre insopportabile
oltre che una figlia "rompiscatole".

Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata Sessuologa clinica, Psicologa europea.
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[#2] dopo  
Utente
Gentile dottoressa Brunialti,
conosco il sostegno psicologico e l'ho già utilizzato in un altro momento della mia vita: non ho dubbi sul fatto che solo attraverso di esso riuscirò a migliorarmi, a curare davvero questi pensieri. Mi rivolgerò ad un professionista appena possibile.

La mia domanda, come lei già avrà intuito prima che io adesso glielo spieghi, è: può peggiorare? Potrebbe essere qualcosa di più profondo di semplice ansia? C'è qualche comportamento che posso mettere in atto per alleviare il disagio nel momento in cui si presenta in modo prepotente?


Grazie ancora.

[#3]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Non mi riferivo al *sostegno* psicologico,
bensì alla *psicoterapia* dell’ansia,
una vera e propria cura che sono autorizzati a fare quegli Psicologi che siano anche Psicoterapeuti.

Considerato che l’ansia può essere una vera patologia della psiche
e non *semplice ansia*,
essa non si risolve con qualche indicazione comportamentale,
bensì attraverso un percorso non di puro sostegno;
anche e maggiormente in considerazione del diventare madre.

Dott. Brunialti
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