Utente
Sono una donna di quasi 27 anni.
Fin da quanto ero adolescente ho sempre avuto una spiccata energia sessuale, ho sempre amato il contatto fisico, anche solo il concetto di poter stare fisicamente nudi l'uno di fronte all'altra.
Spesso nelle mie relazioni ero io quella più attiva, anche se più comunemente è il maschio quello che ricerca di più il rapporto.
Ho avuto relazioni con fortissima intesa sessuale, con amplessi che duravano ore, tra coccole, preliminari e atto fisico in se.
Ho frequenta una marea di personaggi poco a modo che non vedevo l'ora di portarmi a letto, ora, che credo di aver finalmente trovato qualcuno rispettoso, amorevole, dolce, sensibile, saggio, paziente intelligente e con cui vorrei davvero condividere il resto della mia vita, mi sono improvvisamente spenta come una candela bagnata.
Voglio essere sincera, prima avevo una fissazione morbosa con il sesso, facevo esteso uso di pornografia, c'erano giornate in cui mi masturbavo anche 8 volte al giorno arrivando anche a ferirmi la zona genitale.
Anche nella ricerca di sesso dai miei partner c'era un certo livello di ossessione, mi sentivo più serena con me stessa se sapevo che c'erano rapporti continui con l'altro e mi piaceva l'idea di essere considerata una specie di "ninfomane", passatemi il termine, non ne ho uno migliore.
Il problema è che non era solo sforzo da parte mia, io avevo un vivo interesse per quella parte della vita sentimentale, così come tutto il resto che riguarda la coppia.
Con il mio attuale ragazzo ci siamo conosciuti in un periodo di transizione, mi ero separata da non molto da un ragazzo che mi abusava verbalmente e mi stava lentamente schiacciando.
Ho passato 3 mesi di libertinaggio, mettendomi in situazioni non ottimali con sconosciuti che mi sono anche portata a casa, finalmente il mio ragazzo con calma e pazienza mi ha tirato fuori da quella che era volutamente una situazione molto autodistruttiva.
I primi tempi la mia voglia è rimasta e si esprimeva in serie di foto provocanti o addirittura sesso telefonico, fantasie varie di rapporti a tre.
Un mio grossissimo problema nei miei rapporti stabili è che ho continui dubbi e paranoie che non amo effettivamente la persona che ho accanto, che faccio tutto questo per non stare da sola o perché mi accontento del "meno peggio".
Ho queste crisi anche nella situazione attuale, ma così come vengono se ne vanno anche.
Il desiderio è passato sopratutto nel post quarantena.
Adesso ho sogni ricorrenti di tradimenti, miei o di altre "personaggi", oppure di situazioni di vero e proprio stupro dove non sempre sono la protagonista, la cosa peggiore che spesso gli stupri nei miei sogni mi danno un senso di eccitazione, cose per cui provo un profondo senso di vergogna, tanto che non ne ho mai parlato con nessuno, ne con il mio ragazzo nè con la mia psicologa quando ancora andavo in analisi.
Non ho fatto analisi riguardanti tiroide o ovaie perché sono terrorizzata e a corto di soldi.
Come mi devo muovere?

[#1]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

Perchè "terrorizzata"?

*Semplicemente* l'ambito della sessualità è per Lei investito da una serie di problematiche e vissuti che,
se non si esprimono in comportamenti (a rischio, autolosionistici, e vari),
tornano a farsi sentire mentre Lei dorme (sogni),
incidono sul Suo desiderio sessuale (ipodesiderio),
producono dubbi ingombranti ("lo amo o non lo amo?").

Occorre prendere in mano tutta questa dimensione nel suo complesso,
ad es. con la Psicologa del Consultorio (che però dovrebbe essere anche Psicoterapeuta),
o presso l'Unità di Psicologia del Servizio Sanitario Nazionale (solo ticket).

Ritiene di poterlo fare?

Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

[#2] dopo  
Utente
Grazie per la celere risposta, dottoressa.
Il problema è che da quando ero adolescente ho provato la via della psicoterapia o ad andare in analisi. Il percorso mi dura un annetto ed ad un certo punto sento che non sto facendo più progressi o non mi trovo bene con il professionista davanti a me. Non so se si tratta di sfortuna da parte mia, ma non sto cavando un ragno dal buco. Sono persino andata in consultorio per qualche mese ma è stato come mettere un cerotto su una ferita da arma da fuco. Ulteriore problema è che dal corona virus sono disoccupata e senza entroiti, sto aspettando settembre perché forse potrò ricominciare il lavoro che avevo precedentemente. La situazione è molto poco rosea e io ho perso anche la motivazione di cercarmi un nuovo lavoro. il "terrorizzata" si riferisce banalmente ad una fobia degli aghi e al fatto che ogni volta che vengo spedita a far analisi sembrano moltiplicarsi tra loro e da 3 si arriva a 30. Sono abbastanza sicura che il mio problema sia in testa e non nel corpo, ma non so proprio come risolvere.