Utente
Buongiorno,
mi trovo a scrivere qui ormai allo stremo della disperazione.
Sono una donna di 40 anni, ho 2 figli di 12 e 2 anni, sono sposata.
Faccio una premessa, circa 20 anni fa mi è stato diagnosticato un disturbo bipolare a seguito di un tentativo di suicidio, non ho fatto alcuna terapia non volendo prendere psicofarmaci dato che è stata la prima cosa che mi hanno proposto.
Ho quindi deciso di cercare di combattere questa condizione da sola, sostanzialmente sono anno che combatto contro me stessa ed ora sono allo stremo.
La nascita del primo figlio è stata per me una benedizione, mi sono trovata in uno stato di beatitudine totale, nel ruolo di mamma avevo trovato il mio scopo.
Credevo di averla fatta franca ma dopo un paio di anni dalla nascita di mio figlio ho cominciato a sentirmi sempre piu insofferente, mi tendevo conto di avere periodo di eccessivo entusiasmo, alla continua ricerca di stimoli e novità.
Il fatto è che io mi rendo perfettamente conto dei miei stati d'animo e dei miei comportamenti non consoni, che siano sfuriate senza motivo, pianti isterici, entusiasmo incontrollato, necessità di fare 1000 cose...mi vedo, mi sento, ma è come se stessi fuori dal mio corpo, guardandomi e dicendomi "Ma che cavolo stai facendo?
Basta, fermati! " ma non riesco a smettere.
La situazione va sempre peggio.
Verso i 4 anni del mio primo figlio abbiamo pensato che averne un secondo sarebbe stato l'ideale dato che ero in un periodo di serenità, ma già c'erano stati problemi per avere il primo quindi dopo 4 anni di cure senza successo abbiamo deciso di smettere dato che gli ormoni non erano proprio in toccasana per me.
Dopo circa un anno e in modo inaspettato e naturale rimango incinta ma purtroppo perdo il bambino e da qui è stato il punto di non ritorno.
Dopo 4 mesi scopro di essere nuovamente incinta ma non riesco ad esserne felice, vivo fino alla fine del terzo mese il terrore di un nuovo aborto.
Finalmente arriva il quarto mese e posso gioire, ma a 24 settimane vengo messa prima in assoluto riposo per rischio parto pretermine e poi ricoverata.
Mia figlia nasce fortunatamente a termine, ma al momento della sua nascita io mi rendo conto di provare quasi nulla, non ho pianto, non ho gioito...ero spaventata da me stessa.
Io amo mia figlia, ma non riesco ad essere una buona mamma per lei.
È una bimba molto impegnativa, molto attiva e capricciosa, ma questo penso sia dovuto alla mia mancanza di pazienza.
Ho chiesto più volte aiuto amico marito, gli ho detto di aver paura di perdere la pazienza, di rischiare di farle del male.
Mi capita di dare delle sculacciate a mia figlia, cosa che mai avrei pensato di fare e che mai ho fatto con il primo figlio.
La quarantena ha peggiorato il tutto, il fatto che io al momento non lavoro, le scuole non ci sono ed io sono sempre a casa con loro mi sta veramente facendo perdere la ragione.
Purtroppo non ho al momento la disponibilità economica per farmi seguire da uno specialista, ho parlato col medico di base ma senza successo
Spero mi possiate aiutare

[#1]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

come aiutarLa se non accetta di essere aiutata?

Lei forse riterrà che noi Psicologi Psicoterapeuti siamo in grado di rimediare a situazioni come la Sua;
ma non è così.
Al contrario molti di noi ritengono che in caso di disturbo bipolare i farmaci opportunamente dosati siano di grande aiuto,
in parallelo alla Psicoterapia che rappresenta un importante supporto.

La Sua scelta di non assumere farmaci va a detrimento Suo e
e della Sua vita di coppia;
ma anche - e soprattutto - dei Suoi bambini, che non sono in grado di difendersi.

La invito a ripensare alla Sua scelta e decisione "no-farmaci",
come ripenserebbe ad una ipotetica scelta "no-dentista" se avesse un dente ormai cariato da 20 anni..

Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata Sessuologa clinica, Psicologa europea.
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[#2] dopo  
Utente
Buongiorno Dott.ssa,
innanzitutto grazie per la risposta.La mia richiesta era proprio relativa al fatto che avendo,forse inopportunamente,pensato di poter riuscire a far da me ormai mi trovo al limite e capisco di non riuscire da sola.Quando ho parlato con il mio medico di base ha ritenuto di darmi degli integratori,ma avrei volutodelle indicazioni diverse.

[#3]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Le indicazioni le riceverà dallo Psichiatra, che è il medico specialista.
Chieda l’impegnativa per una visita psichiatrica e segua diligentemente le indicazioni.
Dopo il primo periodo di assestamento, si accorgerà di una maggiore stabilizzazione dell’umore.
Ho avuto moltissimi pz in co-trattamento con lo Psichiatra, e con esiti positivi stabili nel tempo.
Abbia fiducia.

Dott. Brunialti
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[#4] dopo  
Utente
Grazie mille,allora farò così.Qualcuno mi aveva detto che dovevo rivolgermi direttamente in Asl al Cim e avrebbero pensato a tutto loro,ma la cosa un po' mi spaventava.
Ancora grazie

[#5]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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No, si reca dallo psichiatra con l'impegnativa del Suo medico di base,
dopo aver preso l'appuntamento.
Non abbia paura: lo Psichiatra non è il medico dei matti,
anche di noi Psicologi talvolta lo si crede,
ma sbagliando.

Se Le fa piacere, ci tenga al corrente.
Dott. Brunialti
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