Attivo dal 2017 al 2020
Salve a tutti,
Negli ultimi mesi ho letto molto sulle dinamiche di una famiglia nacisista e mi chiedevo se la mia potesse esserne una e se io da sempre abbia assunto il ruolo di capro espiatorio.

Sono il frutto di una gravidanza indesiderata, quando ero bambina i miei genitori litigavano sempre per me: mio padre accusava mia madre di non essere per me una buona madre e di guardare solo mio fratello (il figlio prediletto), mentre mia madre recriminava mio padre per non farsi carico di entrambi i figli.

Da sempre sono vista come la pecora nera, malgrado io pensi di essere sempre stata una persona nella norma.
Non ho mai creato particolari problemi, non ho mai fatto uso di droghe, avevo amici normali, e una condotta scolastica nella media (mai bocciata, né rimandata, media scolastica sempre intorno al 7.50, diploma di maturità scientifica con 80/100).
Ho un fratello che invece è sempre stato il primo della classe, e per questo ci sono sempre stati paragoni, ed io sono sempre stata etichettata come "la fannullona".
Finito il liceo i miei genitori dubitavani del fatto che potessi frequentare un'università e mi spingevano a iscrivermi a corsi di laurea triennali ritenendoli più facili
Io scelsi giurisprudenza e decisi di dimostrare quanto valevo: iniziai a dare il massimo, diventando la prima del corso.
Per la prima volta ricevevo la considerazione della mia famiglia.
Tutto ciò fu fonte per me di gioia ma anche di una gigantesca pressione.
Cominciai a studiare giorno e notte, per ottenere risultati sempre più alti.
In concomitanza scoprii che mio padre tradiva mia madre.
Ebbi il primo episodio depressivo.

Dopo la laurea conseguita con il massimo dei voti mio padre fece di tutto perché tornassi a casa, imponendomi le sue scelte.
Ho preso atto ora del fatto che ha una malattia mentale, ma non c'è verso di fargli prendere le medicine.
Sono stata per due anni in casa coi miei, cadendo in una depressione reattiva per il fatto che da un lato subivo i maltrattamenti da parte di mio padre, dall'altro sia mia madre che mio fratello negavano che mio padre potesse avere una malattia mentale, sostenendo invece avessi io qualche problema.
Mia madre mi portò da uno psichiatra il quale escluse categoricamente che io potessi essere malata di mente.
Non contenta, mia madre, per mesi ha continuato a sostenere che il medico avesse preso una cantonata.
Da circa 7 mesi sono andata a convivere con il mio ragazzo, suscitando le ire di mia madre.
Di recente mio padre ha avuto un'altra fase, questa volta sia mia madre che mio fratello hanno ammesso che mio padre dovrebbe prendere psicofarmaci.
È possibile che io abbia subito del c.
d. gaslighting?
Sono seguita da una psicologa da circa un anno.
È stata lei a dirmi di scappare di casa, sostenendo che altrimenti sarei diventata schizofrenica.
Quando però le ho chiesto se la mia possa essere una famiglia narcisista non ho ricevuto alcuna risposta, nè in termini di conferma ne di negazione.
Secondo voi perché?

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Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

Già ben tre anni fa Le rispondevo sulla tematica dei Suoi rapporti con i genitori
orientandoLa verso un percorso psicologico.
Sono contenta che esso sia stato intrapreso.

In questo modo Lei ha centrato positivamente l’attenzIone su di se’
e di conseguenza la diagnosi sulla Sua famiglia d’origine evocata dal titolo (peraltro impossibile online) risulta del tutto irrilevante.
Ma la Sua Psy potrà aiutarLa nel definire tale Suo bisogno.

Che la psicologa Le abbia detto di SCAPPARE di casa, forse era una battuta;
A XX anni, cioè alla Sua attuale età adulta, uno se ne esce tranquillamente di casa senza scappare, sempre che si possa mantenere economicamente in autonomia.
Ed inoltre Le faccio notare che a questa età è già di molto superato l'esordio della schizofrenia.
È certa che la Sua Psicologa sua anche Psicoterapeuta? Solo così è autorizzata a curare...

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata Sessuologa clinica, Psicologa europea.
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