Utente
Sono un ragazzo di 26 anni e ormai sono quasi 7 anni che vado da psicologi e sono andato anche da psichiatri e ho preso alcuni farmaci ma dal mio stato di infelicità e indecisione eterna non riesco proprio a uscirne.
Il mio problema è che non so cosa voglio dalla vita, non riesco a trovare una meta precisa di obiettivo da prefissarmi e raggiungerlo, faccio mille ipotesi e poi le smonto.
So di essere un caso umano, forse.

Nella vita lavoro nel negozio di mio padre che però non mi piace molto ma al momento so di non avere nessun tipo di alternativa, vorrei frequentare un corso di doppiaggio e recitazione perchè mi piace quel mondo e vorrei provarci, però come attività mi piacerebbe fare i distributori automatici di snack, bibite e caffè, anche se me la sconsigliano in quanto la vedono poco sicura e a rischio di atti vandalici.

Poi l'altro problema è che nella vita non riesco quasi mai a sorridere, a essere sicuro e felice di quello che sto facendo, mi sento osservato e giudicato dalla gente, ho sempre paura di affrontare cose nuove, come anche andare in negozi o luoghi pieni di gente mi da molto fastidio, certe volte a uscire di casa mi sento estraniato dal mondo e mi da fastidio "tornarci".
Mi sento perennemente incompreso, mi paragono agli altri, non riesco a trovare una mia personalità, penso sempre che la gente scopra i miei difetti, le mie paure, insicurezze.
Vedo il mondo come se fosse da una campana di vetro, come se avessi un muro davanti che mi separa dagli altri, infatti quando parlo con le persone mi sento distaccato, è come se volessi sempre scappare e tornare a stare da solo.

Attualmente vado da una psicologa di tipo cognitivo-comportamentale, con cui mi trovo abbastanza bene, mi da consigli e mi dice di scrivere quanto più possibile dei miei pensieri e emozioni che provo e sento.

Nella vita poi ho 2-3 amici con cui esco però sono tutti tranquilli e introversi come me, non frequentiamo insomma discoteche o luoghi simili.

Non ho mai avuto una ragazza e questo mi pesa, perchè anche oggi trovarne una da conoscere è come vincere alla lotteria se non hai amici che te la presentano o se non la conoscevi a scuola.
Anche su quello ormai ci sto mettendo una pietra sopra e penso che resterò tristemente single a vita.
So che non mi piove la ragazza dal cielo e che dicendo così cambiano le cose, ma è la verità, il problema è che oggi i maschi stanno coi maschi e le femmine tra di loro.
Io penso che la società faccia schifo, sia troppo difficile e quelli come me siano destinati a morire di fame forse se non li aiutano i genitori.

Comunque, ho detto tutto, vorrei sapere magari qual'è il mio problema principale e se oltre alla psicoterapia che sto facendo debba servire anche prendere qualche farmaco ansioltico o antidepressivo.

Grazie.

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Dr.ssa Anna Barracco

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Gentilissimo,
mi sembra che Lei abbia molta consapevolezza dei suoi punti di debolezza, delle Sue fragilità. Ha anche qualche idea su cosa Le piacerebbe fare. Penso che possa trovare un poco di coraggio, parlando anche con la Sua psicologa, per tentare di seguire una di queste due strade (il doppiaggio, o il lavoro con le macchinette che distribuiscono snak e bevande), o anche entrambe. A 26 anni, è molto giovane, e non credo che Lei possa realmente rassegnarsi a non avere una migliore vita sociale e affettiva.
Non so in quale città vive, ma credo che sia molto importante provare ad aprirsi, con prudenza, a qualche attività di gruppo. Rassegnarsi a 26 anni a stare nel negozio con Suo padre, mi sembra davvero un sacrificio eccessivo. Non so se nel Suo quartiere esistono associazioni che si occupano di tempo libero e di cultura. Penso che potrebbe essere un buon ausilio al suo lavoro terapeutico. Sicuramente la Sua terapeuta potrà orietnetarLa.
Cordialmente
Anna Barracco