Utente
Partiamo dal presupposto che ho 20 anni, sono da sempre una persona ansiosa, tendo sempre a pensare in maniera negativa, spesso e volentieri mi considero il male di me stessa perchè mi capita di pensare cose inesistenti, situazioni che potrebbero accadere e che mi farebbero arrabbiare, ma che in realtá non sono accadute ancora... tendo ad anticipare determinate situazioni, a pensare di tutto e di piú in modo che nel caso in cui capitassero è come se potessi poi rimanerci meno male perchè tanto me l’aspettavo...
Da un paio di mesi a questa parte sto attraversando un periodo difficile con il mio ragazzo, siamo insieme da quasi 5 anni, con lui ho condiviso tante esperienze.
E non vi nego che insieme abbiamo pensato ad un futuro, una casa, una famiglia, ovviamente sempre dopo esserci realizzati lavorativamente...
In questi 5 anni sono successe molteplici cose, i periodi difficili non sono mancati, come credo in ogni coppia, ma l’importante è sempre stato esserci l’uno per l’altro...
Il problema piú grave è sorto quando lui ha iniziato a lavorare presso un’associazione dove ci sono per lo piú ragazze.
Partiamo dal presupposto che non mi ha mai dato modo di non fidarmi, ma non mi ero mai trovata prima d’ora in una situazione del genere.
Lui ha instaurato, come giusto che sia, un rapporto con queste colleghe, tanto da considerarle amiche.
Diciamo che tutta questa situazione ha creato in me continue ansie, paure.
Avevo l’ansia perenne che lui mi abbandonasse, che preferisse un’altra persona a me.
È stato un periodo orribile in cui abbiamo anche affrontato l’argomento perchè io stavo male e non riuscivo a non mostrare questo mio malessere interiore.
Non riuscivo nemmeno a trattare questi argomenti... cose che sono la normalità ad esempio prendere un caffè con una collega, per me diventavano chisà cosa e anche solo parlandone io andavo a vomitare dal nervoso... Fatto sta che dopo questo periodo in cui io ero sempre insicura, piena di paranoie, ho iniziato ad impormi di stare piu serena, per il mio bene in primis e poi perchè facendo così avrei semplicemente allontanato la persona che ho accanto.
Cosi da un po’ di tempo a questa parte ho cercato di contrastare questi pensieri negativi... dopo questo periodo durato circa un paio di mesi, lui ha avuto dei problemi personali che l’hanno portato ad essere molto giu di morale e questo ha influito molto sul nostro rapporto... lui spesso e volentieri si arrabbja con me, è irascibile, è sempre molto triste e questo influisce anche sulla mia persona.
Da quando ho attraversato quel mio periodo particolare non riesco piú a controllare la rabbia, ogni volta che succede qualcosa con lui, ogni volta che litighiamo, la mia valvola di sfogo è diventata il vomito... non riesco a trattenermi, il mio corpo reagisce automaticamente così ad una delusione... vorrei imparare a gestire questa situazione e tornare la ragazza di un tempo, come posso fermare questo malessere continuo?

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Dr.ssa Valentina Sciubba

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Gentile ragazza, il vomito non è un sintomo da sottovalutare perchè può portare, a lungo andare, a conseguenze rilevanti per il suo fisico. Evidentemente lei non sopporta alcune situazioni.
In base alla mia esperienza posso dire che in genere è abbastanza facile controllare la gelosia con l'aiuto di opportune strategie psicoterapeutiche, un po' meno la rabbia per la quale comunque esistono ugualmente buone strategie che la riducono e la neutralizzano.
Oltre a ciò, si può dire che la gelosia spesso ha radici lontane in vecchi traumi, abbandoni ecc. che comunque la psicoterapia può aiutare a superare.

Le consiglio pertanto di non indugiare a chiedere almeno una consulenza psicologica che, grazie alla diagnosi relativa può darle indicazioni sul da farsi.

Cordiali saluti
Dr.ssa Valentina Sciubba
Psicologa Psicoterapeuta
Terapia Breve strategico-gestaltica
www.valentinasciubba.it - Roma