Utente
Buongiorno,
É da un po’ di tempo che mi sento strana, come se fossi fredda dentro.

Spiego bene cosa sta accadendo: circa un anno fa, ho avuto una discussione forte con il mio ragazzo riguardo una ragazza del suo gruppo che aveva un atteggiamento poco gradevole nei miei confronti.
In seguito a un bel po’ di discussioni, c’è stato questo litigio, quindi era una situazione che si protraeva da tanto tempo, non da poco, é avvenuta per telefono e il mio ragazzo mi ha detto che se la situazione fosse continuata in questo modo, dato che stava diventando davvero pesante, non saremmo rimasti insieme a lungo.
Io stravedevo per lui, mi sono innamorata subito, appena l’ho visto, ma non era solo una cosa a livello fisico: c’era e c’è molto di più, è soprattutto il mio primo confidente, gli posso parlare di tutto e mi sento a casa con lui.
Il problema però è che dopo questo litigio, che mi ha davvero sconvolto, mi sono ritratta sempre di più.
Preciso che é una cosa che avviene solo interiormente ed é questo che mi confonde.
Esteriormente non si vede nemmeno, ne ho parlato con lui stesso che non se ne era reso conto perché io sono sempre affettuosa e dolce come prima, ma é proprio dentro che non mi sento bene.
Mi sento come se fossi spenta, c’è da dire che io sono una persona che cerca sempre emozioni forti e finita questa fase, che é durata più di un anno e si é conclusa proprio con questo litigio, é come se all’improvviso mi sentissi delusa e un po’ risentita nei suoi confronti.
Ho l’impressione di non avere smesso di amare questa persona, ma di essermi ritratta per paura di come sono rimasta e di come mi sono sentita quel giorno.
Il dubbio che mi assale ogni singolo giorno, sempre e costantemente, é però se non sia vero disamore, ma io non voglio lasciare questa persona! Con lui mi sento davvero bene ma non mi sembra di amarlo abbastanza perché non sento più il cuore battere come prima, le farfalle nello stomaco, emozioni fisiche forti.
Sento calore e tanta familiarità ma é come se mi venissero automatiche tutte le azioni che prima facevo con tanta emozione e questo mi spaventa.
Come si può recuperare?
So che l’amore é soprattutto una scelta, un atto che si mette in pratica ogni giorno, non cade dal cielo ma si costruisce in anni, ma ho paura di non fare nel modo giusto.

É normale sentirsi più spenti dopo la fase dell’innamoramento?
Non sentire più quelle sensazioni fisiche intense?
Perché io quelle le identificavo come amore e adesso che non ci sono a volte non riesco nemmeno a dire ti amo! Ora so che l’amore non é quello ma é come se non riuscissi a staccarmi da quell’idealizzazione, da quella sensazione di tutto perfetto iniziale e questo mi spaventa perché il ragazzo che ho accanto é fantastico e merita di essere amato al massimo e voglio essere io a poterlo fare, perché mi rendo conto di quanto sia speciale!
P.S. Sono in cura già da una psicologa ma continuo tutto il giorno a tormentarmi con questa domanda e a cercare su Internet risposte

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Dr.ssa Anna Potenza

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Cara ragazza,
il problema che ci pone non è risolvibile a distanza perché non sappiamo la causa e lo svolgimento della lite dopo la quale si sente "spenta", e non conosciamo nemmeno lei, compresa la ragione per cui è in cura da una psicologa.
Per questo non possiamo dire se il suo ragazzo abbia toccato un punto nevralgico, causando una situazione inconciliabile con quelli che lei considera i parametri minimi di una relazione d'amore, o se il suo "spegnimento" sia causato da altro.
Mi spiego più estesamente. Lei afferma: "So che l’amore è soprattutto una scelta, un atto che si mette in pratica ogni giorno, non cade dal cielo ma si costruisce in anni".
Verissimo, tuttavia quando si è molto giovani talvolta si desidera sperimentare, più che costruire, e se si cercano emozioni forti, a vent'anni non è un segno di scarsa stabilità o di volubilità. Tutti i ragionamenti sulle qualità del suo partner sono giusti, ma considerarle "esclusive" e "irrinunciabili", a vent'anni, non lo è: si ha il diritto/dovere di guardarsi intorno, di conoscere un po' meglio la vita.
Inoltre un eccesso di volontarietà nel mantenere la scelta può far dimenticare che l'amore è anche slancio, ferormoni, attrazione, e infine la cosa più importante: è comunanza profonda, fiducia incrollabile verso l'altro... se, e finché, qualcosa non la fa crollare.
Vede, quello che da lontano non si può sapere è proprio questo: se il suo ragazzo, nella lite, ha infranto un punto di non-ritorno della vostra relazione.
Forse lei si aspettava di essere compresa e protetta, e lui non lo ha fatto. Forse non credeva che lui avrebbe mai potuto prendere in considerazione l'idea di lasciarla, e lui l'ha invece prospettato. Forse ha avvertito un'incomprensione, una chiusura, un egoismo che ha interrotto la fiducia in quella complicità che è il cuore pulsante di una relazione di coppia.
Nel corso di una vita ci possono essere incomprensioni, momenti di stanchezza e di insofferenza, perfino torti reciproci, tuttavia... entro certi precisi limiti, che ciascuno, dentro di sé, considera non valicabili.
E parliamo comunque di matrimoni che esistono da anni e hanno dato prova di stabilità. Un fidanzamento tra giovanissimi è diverso. Forse più fragile, ma è giusto che lo sia: occorre verificare le fondamenta, prima di costruire.
Spero di averle dato alcuni spunti di riflessione.
Ci scriva ancora, se può esserle utile.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#2] dopo  
Utente
Buongiorno, a essere sincera mi ha messo molta ansia con queste parole. Non vorrei mai sentirmi dire che c’è un punto di non ritorno in una relazione, tanto meno nella mia, anche perché sinceramente é stata l’unica litigata un po’ più pesante.
Io con questa persona mi sento molto a mio agio, mi sento proprio me stessa, posso dirgli qualunque cosa, possiamo parlare dei più svariati argomenti, mi sento a casa fra le sue braccia e lo stimo tanto come persona. Continuo a cercarlo, vado proprio fisicamente da lui molto spesso, anche perché lui lavora fino a tardi e quindi é più facile per me andare dato che ancora studio all’università ma non lavoro.
Il motivo della lite é stato di gelosia, vedevo interesse da parte di questa ragazza ma ho messo in dubbio lui e questo l’ha fatto soffrire e arrabbiare, ecco il perché della litigata. A distanza di tempo mi sono accorta che non avevo davvero motivi di dubitare ma é successo tutto d’un tratto, dopo quella litigata mi sono come chiusa, raffreddata. Eppure é senza senso questa cosa, quando non c’è lui mi manca, mi sento protetta con lui però, anche con la mia psicologa (da cui in origine in realtà ero in cura per varie paranoie e pensieri che continuamente mi premevano in testa, poi ho avuto una pausa, poi sono tornata da lei quando ho sentito questo momento con il mio fidanzato), abbiamo parlato del fatto che non mi sento davvero desiderata. Mi sento come se fossi scontata, come se per lui io fossi un punto fermo, cosa bellissima ma che secondo me mi ha un po’ spenta nei suoi confronti. Inoltre, tutti dicono che proprio i miei occhi innamorati si vedono, persone che ho vicino con cui ho forti legami e di cui mi fido. Passo tutto il giorno a stare male, a farmi domande ogni secondo su quello che sento è quello che provo, mi preoccupo se non sento nulla quando non c’è e pretendo di avere le farfalle nello stomaco sempre.
Secondo me sto passando ad una fase più stabile ma forse non me ne sto rendendo conto, io ero la bambina che pensava l’amore fossero sempre rose fiori cuoricini, battito a mille e farfalle nello stomaco perenni.
Ora non le sento, con lui mi sento normale.
Non voglio che finisca la nostra storia, sento di aver costruito tanto con lui ed è un mio forte punto di riferimento.

[#3] dopo  
Utente
Riferito al punto nevralgico, si per me sentirmi protetta, sentirmi al sicuro ma soprattutto sempre desiderata, oggetto di conquista e di apprezzamento é molto importante.
In quella discussione quello che mi ha ferito é che ho avuto l’impressione che ci fosse un limite per la prima volta, che anche quella persona con cui potevo essere me stessa in ogni momento non avesse diciamo accettato una parte di me. La gelosia infatti é svanita praticamente del tutto, anche perché lui non me ne ha dato motivo, talvolta torna ma non c’è più quel trasporto iniziale e quell’ondata di passione travolgente.
Non dico sia segno di instabilità cercare queste forti emozioni ma io per me stessa non voglio questo. Io sono intenzionata ad avere una relazione seria con lui, a costruirci un futuro insieme, mi ha anche chiesto di andare a vivere con lui in un futuro prossimo, non subito, quando avrà una sua casa e io ne sono più che felice, quest’estate abbiamo trascorso già più di un mese insieme.
L’affinità con lui é stata immediata, ho subito percepito che innanzitutto mi potevo fidare di lui, che mi trasmetteva sicurezza e stabilità, il punto é che io credo davvero di non poter rinunciare a queste forti emozioni ma di non poter rinunciare neanche a lui, a questo mondo che stiamo costruendo insieme, non voglio perderlo e sono davvero addolorata alla sola idea, l’altro giorno stavo per mettermi a piangere. La mia vera domanda é se queste cose si possano sistemare, secondo la mia dottoressa manca solo un po’ di passione e novità nel rapporto (e ho capito che devo mettercele io con lui, insieme, volontariamente, impegnarsi insomma) e spero sia davvero questo, perché vuol dire che la situazione dipende da me e che posso modificarla e essere contenta. Io non ci credo e non mi voglio arrendere, ma al tempo stesso mi sento sempre più stanca, non di lui ma della relazione in sé in quanto tale. Non é lui che mi ha deluso, pensavo che una relazione fosse diversa in sé, sempre briosa, che lo slancio iniziale non cambiasse mai, che non ci fossero incomprensioni così gravi, che ci divertissimo sempre e non annoiassimo mai, che la nostra vita sessuale fosse sempre appagante, che lui potesse risolvere tutto e che fosse l’unica felicità, che bastasse mettersi insieme e tutto venisse da sé, spontaneo, senza sforzo, tutte aspettative che ora percepisco come irrealistiche ma che mi facevano sognare. É un momento di sveglia per me ma io farei qualunque cosa per non perdere il mio lui (aggiungo che con lui ne ho parlato e ha proposto subito di iniziare a fare sempre cose diverse e di incrementare le emozioni nuove e forti perché mi ha detto anche lui che a me non rinuncerebbe mai, e questo mi ha dimostrato quello che già credevo su di noi, e cioè che siamo davvero uniti). Credo sia soprattutto l’impegno a spaventarmi, l’aver capito che anche qui devo lavorare sulla relazione. É come se stessi facendo un salto nel nuovo, come se stessi provando cose nuove, ma tutti mi dicono (genitori, amica stretta, sorella, psicologa, il mio stesso ragazzo) che non mi vivo davvero questi momenti, che penso troppo. Faccio un continuo confronto con i primi momenti ed é come se non partissi perché già mi sento delusa in partenza, ci sono sicuramente cose bellissime in questa nuova fase ma io non le vivo neanche, perché troppo concentrata a preoccuparmi e a confrontare con prima. Vorrei viverle semplicemente, senza pensieri, ma é davvero difficile, io penso sempre e tanto, non riesco a fare altro che pensare ad una soluzione e cercare un perché e risposte, rassicurazioni su Internet. Ho proprio un bisogno immediato di una risposta e questo mi spaventa perché so che non sono lucida perché ovviamente se mi baso su un momento di fatica e di pesantezza é difficile che possa essere oggettiva, anzi, mollerei tutto semplicemente per non impegnarmi ma non accetto che sia così, lascerei una realtà fantastica perché non sono capace di impegnarmi? Mai.

[#4] dopo  
Utente
Per lui questo momento é assolutamente normale e secondo lui mi sto solo rendendo conto che la vita, e anche la relazione di coppia non con lui ma con chiunque, sono ad ogni modo limitate nel senso che anche le attività insieme non sono infinite, bisogna godere dei momenti insieme nel momento stesso. Preciso che é un momento no anche sotto altri aspetti, in università, dopo aver cambiato corso di studi quest’anno, mi trovo bene ma mi faccio abbindolare dalle luci, nel senso che appena percepisco una difficoltà nel mio corso di studi o non mi sento fisicamente costantemente emozionata mi dico che allora devo cambiare. Sono molto impulsiva ma con lui questo non me lo voglio permettere! Non voglio essere proprio così! Io già da prima di mettermi con lui sono sempre stata convinta del fatto che ad un certo punto la passione si sarebbe spenta da parte mia, ed ero terrorizzata al pensiero che quel momento di picco dell’innamoramento potesse svanire... sono sempre stata convinta che l’amore fosse quello, ora mi rendo conto che non é così ma non so ancora cosa sia. La mia dottoressa é convinta ( e credo abbia ragione) che ho paura della nuova stabilità e della nuova tranquillità che possono esserci perché sono fasi che non conosco, non le ho mai provate, invece nella fase dell’innamoramento mi sento più a mio agio perché l’ho già sentita altre volte. Il punto è che voglio cambiare questo mio atteggiamento, perché mi rendo conto che se faccio così perdo cose realmente belle, splendide, come i momenti con lui e lui stesso, e non voglio neanche pensarci. Preciso che questi dubbi sui rapporti e su quello che si dovrebbe o non dovrebbe sentire li ho avuti anche a proposito dei miei genitori quando ero un bel po’ più piccola, e stavo male pensando che se fisicamente non sentivo emozioni non volevo loro bene. La cosa si é risolta col tempo non pensandoci ma ora mi sembra che sia molto peggio.
Fra l’altro mi sento piena di controsensi: oggi ho realizzato che in realtà mi godo poco quei momenti ma poi appena sono con altre persone che non siano lui sto abbastanza male nel senso che mi manca quello che c’è con lui. Però non amo tutto, ci sono alcune sue caratteristiche che non mi piacciono e in certi momenti mi stufa. Eppure quando non c’è mi manca proprio l’atmosfera che solo lui sa creare.
É tutto complicato ma io so due cose:
1) che non voglio lasciarlo ma voglio che le cose tornino a posto, anche con la mia dottoressa ci siamo dette che la vita é anche questo, sistemare a volte intoppi per strada e andare avanti
2) che voglio cambiare questi miei aspetti del carattere, che non voglio mollare, anche perché ogni giorno perdo sempre più la pazienza ma non voglio che succeda e voglio agire prima che diventi troppo tardi.
Mi sembra che sia il mio stesso carattere e le mie convinzioni a remarmi contro e a sabotarmi

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Dr.ssa Anna Potenza

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Gentile utente,
lei conclude il suo sfogo/riflessione con le parole: "Mi sembra che sia il mio stesso carattere e le mie convinzioni a remarmi contro e a sabotarmi".
Probabilmente è proprio così. Ne parli con la sua curante.
Molti auguri.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#6] dopo  
Utente
Io per remarmi contro però intendo che non mi permettono di stare bene con lui, non mi permettono di vivere questi cambiamenti senza preoccuparmi perché sono naturali e non significano che non si ama una persona. Per convinzioni intendo quelle precedenti che l’amore e qualunque sentimento fossero farfalle cuori e rose, in sostanza intendo il confondere sentimenti ed emozioni.
Ho da poco cambiato idea su cosa sia l’amore è ancora non sono abituata ma non credo come diceva Lei di volere chissà quali altre esperienze quindi se intende che mi sabotano impedendomi di fare altre esperienze con altri no, non credo e spero sia questo perché non é ciò che voglio.
Per me sabotarmi significa non farmi stare bene con lui, cosa che invece desidero molto. In effetti stiamo lavorando molto sul mio carattere e sul mio modo di fare, sulla relazione in sé abbiamo solo detto di aggiungere quel brio famoso, ma stiamo lavorando affinché raggiunga il mio obiettivo, ovvero quello di stare con lui senza pensieri. A volte ho l’impressione di avere paura semplicemente perché sono tranquilla, perché in realtà non c’è un problema e questo, sembra assurdo ma é così, mi spaventa. Mi spaventa la tranquillità, la serenità, e mi sento di essere spenta. É possibile?