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Ciao a tutti, sono Martina, ho 21 anni e vi scrivo perché vorrei aver dei consigli su come gestire l’ansia post lutto.

Purtroppo quasi 2 anni fa, precisamente nel mese di dicembre del 2018, è venuta a mancare mia sorella maggiore.

Mia sorella aveva delle patologie pregresse ma in quel periodo tutto sembrava andasse bene.
Purtroppo circa una settimana prima del decesso, ha avuto problemi polmonari ed è spirata via.

Durante questo periodo però, io non ero lì con lei; bensì mi trovavo all’estero per motivi di studio.

Il fatto di non essere riuscita a tornare in tempo per starle vicina, la lontananza e lo shock improvviso della sua perdita mi provocano ansia e stress.

Quando mi capita di pensare a lei e alla sua morte, provo la sensazione di una dispnea acuta, mi viene difficile respirare e sembra quasi che soffochi ed è come che il mio cuore si fermasse.

Parlare di lei con amici e parenti non aiuta, anzi, mi fa tornare in mette tutte le sensazioni provate nell’esatto momento in cui ho perso mia sorella.

Non so perché ma ho la sensazione che dopo quasi 2 anni ancora non sono riuscita ad elaborare il lutto.

Mi capita ogni notte di pensare a lei, a ciò che sarebbe potuto essere se io fossi stata accanto a lei quando stava male.

Quando mia sorella è morta nel dicembre 2018, io sono tornata poche ore dopo il suo funerale, ho passato il Natale con i miei genitori e sono dovuta ripartire all’estero, perché sennò avrei perso un anno all’università.
Per questo motivo, il mio dolore e le mie ansie si sono moltiplicate.

Ho provato a elaborare il lutto lontano dalla mia famiglia e gli amici più stretti.
Ero completamente sola durante questo periodo e nessuno in un paese straniero poteva rincuorarmi come lo avrebbe fatto la mia mamma, la mia famiglia e il mio fidanzato.

Altro problema che si aggiunge a questo grande dolore, è il fatto che non riesco a parlare in pubblico di mia sorella, specialmente con la mia famiglia.
Ho messo una barriera che nessuno è riuscito ad abbattere.

Non riesco ad abbracciare mia mamma quando piange per mia sorella.
Non riesco ad andare con lei a portare dei fiori in cimitero.
Non riesco a fare niente di tutto ciò.


Ho come la sensazione di essermi addossata il dolore di mia madre, poiché quando mia sorella è morta, essendo lontana e non potendo essere fisicamente con la mia famiglia, mi sentivo in dovere di chiamare mia madre h24, di essere costantemente in comunicazione con lei, per cercare di alleviare il suo dolore.

La mia vita era diventata un’ansia continua, cancellavo impegni e appuntamenti per stare ore e ore a parlare con mia madre.
Era diventata una vera ossessione.

Ora sono passati quasi due anni, la vita è andata avanti, ma ancora ne percepisco le conseguenze.
Ansia, dispnea e pianti nel cuore della notte accompagnano le mie giornate.

Chiedo gentilmente un vostro parere.

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Dr.ssa Valentina Sciubba

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Gentiile ragazza,
mi sembra chiaro che lei vive un trauma non elaborato o non elaborato a sufficienza e la sua analisi è lucida ed accurata.
In questi casi la psicoterapia è essenziale.
La terapia breve possiede strategie valide per elaborare traumi e lutti, ma esistono anche altri strumenti psicoterapeutici per lo stesso scopo. In ogni caso consulti uno psicoterapeuta se non vuole trascinarsi dietro sintomi disturbanti come quelli descritti chissà per quanto tempo ancora.
cordiali saluti
Dr.ssa Valentina Sciubba
Psicologa Psicoterapeuta
Terapia Breve strategico-gestaltica
www.valentinasciubba.it - Roma