Utente
Gentili Dottori,

Vi scrivo presentarvi il mio problema ed avere un orientamento sul come poterlo affrontare.

Vi spiego: da circa 3 mesi ho una relazione sentimentale con una donna di 4 anni (io ne ho 51) più giovane di me.

Vivendo in 2 regioni diverse e molto lontane tra di loro ci incontriamo nei fine settimana.

Il problema sta nel fatto, che spesso, non riesco a portatre al termine il rapporto sessuale con lei: cioè il rapporto inizia, dura un certo tempo, ma alla fine mi devo interrompere perchè non riesco a concludere cioè arrivare all'eiaculazione.

Ecco, ho l'esigenza di capire a cosa è dovuta questa cosa.

Lo so che non è semplice, perchè può essere dovuta a diverse cose: ansia da prestazione, mancanza di sensibilità delle terminazioni nervose, problemi ormonali, stati depressivi etc.

Però ho l'esigenza di individuare la causa esatta in maniera tale da risolvere il problema e tornare alla normalità.

Ecco vi sarei grato, se mi aiutaste a raggiungere tale obiettivo.

Grazie in anticipo per ogni aiuto che potrete darmi.

[#1]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

come possiamo aiutarLa ad individuare "la causa esatta", senza una visita in presenza?

Mi riferisco innanzi tutto ad una visita medica uro-andrologica,
se non altro per escludere cause organiche magari scarsamente individuabili dal soggetto,
oppure per passare ad adeguati approfondimenti/accertamenti.

Se tutto risulta OK,
il secondo step è rappresentato da una Consulenza con uno Psico-sessuologo che sia anche Psicoterapeuta (v. ad es. Albo FISSoline),
dalla quale talvolta emerge la necessità di un percorso psy, dato che la eiaculazione ritardata (sempre che si tratti di questo, occorre una diagnosi specialistica) non è problema di risoluzione immediata.

Non sempre è necessario capire la causa,
certi approcci psico-sessuologici si rivolgono al disturbo innanzi tutto.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata Sessuologa clinica, Psicologa europea.
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[#2] dopo  
Utente
Grazie innanzitutto Dott.ssa Brunialti,
è molto importante per me che Lei mi abbia indicato gli step da seguire e i professionisti a cui rivolgermi.
Desideravo soltanto sottolineare che comunque non ho un eiaculazione ritardata, non arrivo proprio all'eiaculazione.
Ma questo non avviene sempre:a volte ci arrivo altre volte no.
Grazie ancora per la gentile disponibilità ed il prezioso aiuto di orientamento.

Cordiali saluti.

[#3]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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"Eiaculazione ritardata (ER)" è una definizione tecnica specialistica internazionale,
non un modo di dire.

1.
Il DSM-5 (American Psychiatric Association. Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorder) definisce l’ER come un "marcato ritardo o incapacità di eiaculare", collocandola nella macro-categoria dei "Disturbi dell'orgasmo maschile".
2.
Secondo le nuove linee guida indicate dall’American Urological Association (AUA)
si definisce ER
- l’incapacità a raggiungere l'eiaculazione,
oppure l’eccessivo tempo di latenza ad ottenere un’eiaculazione nonostante un'adeguata stimolazione sessuale e il desiderio di eiaculare;
- e questo
. o da sempre, cioè dall’inizio dell’attività sessuale (eiaculazione ritardata primaria, lifelong);
. oppure, nel caso di eiaculazione ritardata secondaria o acquisita, essa insorge dopo un periodo di normali risposte sessuali (Beretta, 15.07.20).

ForniteLe queste precisazioni,
Lei ha ora gli strumenti informativi per procedere di persona.

Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
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[#4] dopo  
Utente
Buongiorno Dott.ssa,

quindi da quanto mi dice, il mio disturbo, potrebbe essere anche di natura psichiatrica, ho compreso bene?
In quest’ultimo caso, in cosa consiste la cura?
In una psicoterapia o in intervento farmacologico?

Grazie

Cordiali saluti

[#5]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

Segua la procedura indicata in #1 e permetta agli Specialisti indicati di fornirLe di persona diagnosi e suggerimenti terapeutici.

Dopodiché per qualsiasi chiarimento noi ci siamo.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
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