Utente
Buongiorno, sono qui per chiedere più che altro spiegazioni.

Sono stato in terapia per circa 2 anni per poi interromperla precisamente l'8 settembre di quest'anno.
In sintesi.
È cominciato tutto proprio subito dopo la quarantena.
Durante questp periodo avevo deciso di fare di tutto per poter cominciare a parlare con la mia terapeuta (donna) e così è stato (non riuscivo a parlare con lei per vari motivi).
Ho cominciato a parlare ecc... per poi staccare la terapia a luglio e riprendere l'8 settembre... giorno in cui lei mi ha detto che non sarei dovuto più andare dicendomi che non le andava di portare avanti una terapia così ecc... E dicendomi anche che non voleva abbandonarmi.

Il punto è questo...
Mi sento "abbandonato", mi sento scartato.
E io soffro tantissimo ogni giorno per questa cosa e non riesco a superarla in nessun modo.
Mi manca tantissimo nonostante lei si comportasse sempre in maniera fredda e distaccata con me.
Il punto è che io vorrei rivederla... lo desidero con tutto il cuore ma so anche che ciò non è possibile.

Ho parlato della situazione con un altro psicologo che ho conosciuto l'anno scorso (per messaggi) e mi è stato detto che in un certo senso va bene così.
Si è creato un attaccamento così forte nei suoi confronti al punto che l'obbiettivo della terapia è diventato "la chiusura della terapia".
Mi ha anche detto che se sentivo il bisogno di portare avanti la terapia... mi avrebbe indicato un suo collega e quando ho risposto in maniera affermativa... non mi ha più risposto.

A questo punto io non so che fare.
Ho altri problemi da risolvere... quindi in ogni caso un'altra terapia la avvierei.

Ma il punto è che lei mi manca da morire e io non so che fare.

Quindi la mia domanda è questa.

Sarebbe il caso di avviare una nuova terapia?

Cosa posso fare per eliminare questa questo dolore?

Mi ha abbandonato anche lei... e io non riesco ad accettarlo.
Non ci riesco.
Non lei.

Provo tanto dolore ma anche tanta rabbia.



Scusatemi... forse ho scritto tante sciocchezze... forse non avrei dovuto farvi perdere tempo nel leggere tutto ciò.

[#1]  
Dr.ssa Anna Potenza

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Gentile utente,
andrò subito al punto, dopo aver letto tutte le email che ci ha scritto e tutte le risposte dei miei colleghi.
E' giusta la sua osservazione che per il suo benessere lei deve riprendere una terapia. Altrettanto è ovvio che sarebbe opportuno intraprendere questa nuova terapia con una persona di età matura e di genere maschile, per evitarle di nuovo confusioni e tentativi di spostare il suo malessere interiore su un attaccamento fuori luogo, provocandosi altri traumi.
E con l'ultima parola vengo al punto decisivo: dovrebbe cercare un terapeuta esperto di conseguenze dello stress traumatico.
A questo punto, le altre domande che ci rivolge e la sua visione negativa delle cose ("Cosa posso fare per eliminare questo dolore? Mi ha abbandonato anche lei... e io non riesco ad accettarlo") saranno affidate al nuovo terapeuta, riprendendo la terapia non da capo -questo credono i pazienti, perché devono raccontare di nuovo la loro storia- ma dal miglioramento a cui l'ha condotta la precedente terapeuta, che lei potrà un giorno ringraziare per la sua guarigione, alla quale ha contribuito.
Molti auguri.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#2] dopo  
Utente
Buonasera dottoressa.
La ringrazio per la risposta..
In effetti credo che la miglior cosa sia di poter avviare una nuova terapia.
Ho sempre avuto problemi di affetto e cose così..forse è anche per questo che mi sono attaccato più del dovuto alla psicologa..nonostante i suoi atteggiamenti freddi mi facessero stare molto male.
Vi ringrazio per tutto.
Siete stata gentilissima

[#3]  
Dr.ssa Anna Potenza

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Prego, caro utente. Sono lieta se ho potuto fare per lei qualcosa di utile.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it