Utente
Buonasera! Ho 21 anni, studio in università e, in generale, conduco una vita piuttosto normale: spesso con i miei amici e, da poco, ho un fidanzato.
Non è il mio primo grande amore, ho avuto una mezza storia prima ma, non essendo ufficiale, non ne avevo mai parlato ai miei genitori.

Ora, però, essendo la nuova relazione ufficiale ho cercato di comunicarlo alla mia famiglia, con un grandissimo problema: non riesco a parlarne senza sentirmi indifesa, imbarazzatissima e con una sorta di resistenza che mi impedisce di tirare fuori l’argomento.
Ed ecco che ho deciso di dare qualche indizio quando i miei mi chiedono con chi esco: inizialmente sono stata molto vaga ("Sono fatti miei", "Boh") e poi ho iniziato ad affermare che le loro intuizioni fossero corrette.

Tuttavia, ad oggi sembra non abbiano capito nulla della questione (quando ero convinta avessero capito, dopo diverse affermazioni a proposito) e mi sono arrabiata moltissimo, dato che mi è stato chiesto, di nuovo, con chi uscissi, e il mio ragazzo è stato definito "un amico".

Ed ecco che mi sono arrabbiata moltissimo, ho iniziato a gridare contro a tutti ed è nata l’ennesima lite, con mio padre che si è messo a gridarmi contro, a sua volta.
In questo caso la mia reazione è stata tale probabilmente come autodifesa o perché non so gestire l’imbarazzo in altro modo.

Spesso (troppo spesso, però, tanto da farmi stare male per la questione, mi sento una persona orribile), questo è quanto mi accade davanti alla mia famiglia, purtroppo: anche davanti a cose da nulla non riesco a non esplodere in moti di rabbia, in cui sbraito, per ricevere altrettante urla soprattutto da parte di mio padre e per non risolvere mai nulla.
Non ci siamo mai scusati una volta.

Inoltre, mio padre ogni volta mi ripete che sono cattiva, che nessuno si comporta così, che ha capito benissimo che persona orribile sono, insomma: facendomi sentire una persona che non si merita nulla e particolarmente cattiva.
Il problema è che, così facendo, non fa altro che farmi arrabbiare di più, anche perché non c’è mai stata una volta in cui i miei mi abbiano dato ragione su qualcosa o si fossero almeno trovati discordanti: ho sempre l’impressione di essere davanti ad un’ingiustizia, nel senso che a priori ci si schiera contro di me, perché SONO "quella cattiva".

Io riconosco, appunto, di sbagliare nella reazione, eppure non so mai come contenermi, e prima di riuscire a pensarci due volte esplodo.
Inoltre, non so se erroneamente o meno, mi ritengo molto immatura rispetto ai miei coetanei davanti a questo argomento: vorrei essere come loro, avere un buon rapporto con i miei e non sentirmi orribile.

Come posso fare?
Sono disperata

[#1]  
Dr.ssa Anna Potenza

28% attività
20% attualità
16% socialità
CIAMPINO (RM)

Rank MI+ 64
Iscritto dal 2017
Gentile utente,
le suggerisco di fare, per ora, uno dei tanti corsi sulla comunicazione.
Ce ne sono di tutti i generi; quelli tenuti da psicologi hanno il merito di essere condotti conoscendo i processi mentali e le emozioni che stanno dietro a certi comportamenti.
Alcuni di questi corsi sono online.
Questo è un fondamentale primo passo che le aprirà una nuova consapevolezza. Perché, mentre cerca un corso adatto, non parla del suo problema con lo psicologo dell'università?
Auguri.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it