Utente
Ciao, vorrei parlare di un argomento per me molto delicato del quale non ho trovato il coraggio di parlare per molto tempo ma che ora sta diventando sempre più forte e penso di voler chiede un consiglio o un parere anche su come fissarmi di meno o fermarmi.

Qualche mese fa ho vissuto un po’ di avvenimenti instabili, il che mi ha portato piano piano ad avere una fissazione sul cibo.
Questa fissazione io l’ho avuto dall’età di 16 anni ma non si era manifestata così eccessivamente.
Prima avevo solo paura di trovarmi nella norma, ora ho paura di pesare 50 kg, nonostante sono alta 167 e so benissimo di essere sottopeso.
Attualmente ho 19 anni e sono una studentessa.
Ho tutto sotto controllo, ma semplicemente ho cominciato a ridurre le porzioni di cibo e bevo più acqua.
Salto molte volte il pranzo e la cena.
Ci sono giorni in cui non ho proprio voglia di mangiare.
Appena vedo il cibo, nonostante il mio stomaco brontola, la mia mente continua a ripetermi che non ha fame.
Ogni volta che mangio, mi sono accorta di contare sempre le calorie, ciò che non avevo mai fatto prima.
E ogni volta che prendo in bocca il cibo, mi sento in colpa terribilmente.
Voglio prendere ciò che ho mangiato e vomitarlo direttamente.
Magari è solo cambiamento di stagione, ma questi sintomi si sono manifestati da dicembre del 2019 e solo 2 mesi fa sono diventati molto più forti.
4/5 mesi fa avevo contattato una psicologa con la quale ho fatto proprio una terapia nella quale lei aiutava a farmi stare meglio.
Ovvero di aiutare a capirmi e risolvere l’enigma che non mi faceva sentire bene con me stesse.
Essere felice.
Ma non risolvi il problema, quindi lasciai stare e cominciai a distrarmi con altri fattori per non pensare.
Solo che ora, mi sono accorta che mi sento più felice con lo stomaco vuoto.
Quando la pancia è in dentro.
Riesco a sentire come il mio corpo richiede più calorie e comincia a soffrire, facendomi indebolire e provare vari dolori, per non parlare delle malattie.
Però, non so perché, questa cosa mi porta soddisfazione.
Magari, non è normale ciò che dico, ma è proprio ciò che provo.
Nel momento in cui mangio, cerco sempre di sminuzzare il cibo.
Insomma, molte cose che io prima non facevo.
E attualmente peso 45 kg.
So di dover andare da un dietologo e richiedere una consultazione magari sulla alimentazione, ma ho una paura assurda di prendere kg.
E per paura di prenderli, cerco di diminuirli.
In un mese ho perso 5 kg.
Vorrei poter saper gestire la mia mente, smettendo di pensare di avere un corpo grasso, ma davvero non ci riesco.
Ogni volta che mi guardo allo specchio, l’unica cosa che vedo è il grasso intorno alla vita, in mezzo alle gambe, le cosce, le braccia, le guance.
Insomma, tutte le parti che possono avere delle imperfezioni.
La domanda è, come posso smettere di fissarmi sulle calorie e non preoccuparmi di prendere peso?

[#1]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile ragazza,

qui online non si fanno diagnosi, non è possibile. Ma Le posso dire che se i Suoi dati corporei riportati in anagrafica sono quelli reali,
la situazione NON è affatto rosea.
Credo che anche Lei ne sia consapevole.

La sento descrivere con molta lucidità i sentimenti e i pensieri che le passano per la mente di fronte al cibo,
i comportamenti che mette in atto.
Eppure non riesce a modificare nulla di tutto ciò.
Forse non avrà già più le mestruzioni.

Per situazioni come la Sua,
- probabilmente complesse più di quanto si possa comprendere qui attraverso una e-mail -
non basta un solo Specialista per quanto bravo.
Non basta il Dietologo da solo, lo Psicologo da solo (che deve necessariamente essere anche Psicoterapeuta per curare), ecc.
Per tale motivo il Servizio Sanitario Nazionale ha creato una rete di Centri MULTIDISCIPLINARI per i Disturbi alimentari (gratuiti o solo Ticket)
nei quali tutti gli specialisti - nutrizionista, psicologo, psichiatra, endocrinologo, ecc. - sono a disposizione in forma "integrata",
cioè coordinati tra loro
come potrà leggere qui:
https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/6999-anoressia-bulimia-binge-eating-sconfiggere-dca.html .

La terapia attuata presso i Centri prevede visite con tutti gli Specialisti, ed anche il ricovero quando necessario e con il pz. consenziente;
tutto a carico del Servizio Pubblico, in modo che non sia l'elemento economico a scoraggiare il curarsi.
La mappa nazionale dei Centri la troverà nel link sopra, divisi per regione.

Lei è maggiorenne e dunque vi può accedere in autonomia, dopo aver verificato se occorre l'impegnativa del medico di base oppure no.

Non attenda oltre, non è prudente.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

[#2] dopo  
Utente
Buongiorno Dottoressa, ho letto l’articolo mandato da lei, però non ho ricevuto una risposta alla domanda della fissazione mentale. Io non ho bisogno di una terapia, perché sto bene. Il mio intento è solo di essere magra e non penso di trovarmi in una situazione grave, nonostante mi trovi sottopeso. Conosco molte persone che hanno un età di 25 anni, un altezza di 165 e pesano 40/42 kg.
Per me questa è la norma, semplicemente mi sono accorta di questi comportamenti che non ho avuto prima e che sono diventati molto più eccessivi. La paura di mangiare e di prendere peso. Quindi per paura di prenderlo, diminuisco. E vorrei poter mangiare tranquillamente il cibo che ho a tavola, ma c’è questa paura mentale del nutrirsi che non mi fa più stare tranquilla davanti a un piatto di pasta, per dire. E vorrei poter stare più tranquilla nei confronti della alimentazione, ma più giorni passano, più la mia alimentazione si riduce a un bicchiere d’acqua o te caldo con qualche galletta di riso. E non capisco il perché. Una parte di me, razionalmente mi spiega che dovrei mangiare, perché è la cosa fondamentale per tenere il mio corpo in vita. Ma l’altra parte di me ha talmente paura di prendere peso, che cerca di diminuire ogni giorno le porzioni. Il mio intento era solo di essere magra, ma qualcosa nella mia mente mi porta completamente a pensare altro.

[#3]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

Lei chiede ".. un consiglio o un parere anche su come fissarmi di meno o fermarmi.." nella problematica enunciata dal titolo:
"Paura di ingrassare".

Ma noi siamo dei clinici, degli Psicoterapeuti con esperienza,
e dunque talvolta intuiamo ben *oltre* la percezione che le persone hanno di sè.

Per questo motivo riteniamo che per le problematiche che Lei enuncia,
oppure che noi vi intravediamo in controluce,
- come per altre presenti qui nei consulti, del resto -
non esistano "consigli" che risolvono, e nemmeno scorciatoie;
altrimenti Lei avrebbe trovato la soluzione con quelle alcune recenti sedute assieme alla Psicologa (Psicoterapeuta?).

Rifletta unicamente su queste due frasi molto significative che, tra l'altro, Lei ci ha scritto:

1- "Riesco a sentire come il mio corpo richiede più calorie e comincia a soffrire, facendomi indebolire e provare vari dolori, per non parlare delle malattie. Però, non so perché, questa cosa mi porta soddisfazione. Magari non è normale ciò che dico, ma è proprio ciò che provo."

2- "... Una parte di me, razionalmente mi spiega che dovrei mangiare, perché è la cosa fondamentale per tenere il mio corpo in vita. Ma l’altra parte di me ha talmente paura di prendere peso, che cerca di diminuire ogni giorno le porzioni."

Le chiedo SE crede veramente che con qualche spiegazione sulle Sue "fissazioni" e qualche buon consiglio online potrebbe risolvere queste profonde ambivalenze? Quelle ambivalenze che La portano a perdere ben 5 chili in un mese arrivando a pesare Kg. 45 per m. 1,67?

La mission del sito e del Blog è di fornire *orientamenti* sulle corrette vie da intraprendere rispetto al problema presentatoci.
L'orientamento che riteniamo corretto per il Suo caso è già stato fornito in #1.
Starà a Lei prenderlo in considerazione o meno; e in ogni caso rivolgendosi di persona agli Specialisti.
Da parte nostra nessuna insistenza, sta a Lei decidere cosa fare della Sua vita.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
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