Utente
Salve.
Parto dicendo che sono fidanzata da due anni con una persona stupenda con i suoi pregi e i suoi mille difetti, litigi come tutte le coppie, carattere permaloso, arrogante e ogni volta che c è da discutere è un continuo alzare la voce.
Sorvolando tutti gli aspetti negativi mi trovo di fronte ad una scelta.
Mi sto per laureare e da ragazza ambiziosa di 24 anni quale sono, vorrei cercare un lavoro che mi soddisfi.
Il mio ragazzo che fa il personal Trainer, ha paura dei cambiamenti, guarda tutto in modo negativo, e di fronte alle nuove situazione gli Viene l’ansia.
Mi ha palesemente detto che se io dovessi trovare lavoro fuori lui non mi seguirebbe mai, è un suo limite, non lascerebbe mai il suo lavoro (anche se è un lavoro NON stabile) per cambiare tutto, preferisce chiudere un rapporto AnZiche illudermi dicendomi la fatidica frase: ti seguirei in capo al mondo.
Io dal mio lato non voglio escludere nessuna possibilità lavorativa, voglio migliorarmi e far sempre di più, e vorrei una persona che mi spronasse e aiutasse dandomi tutto l’appoggio, e che magari ci pensasse alla possibilità di trasferirsi con me e dover costruire la nostra vita insieme...così mi sento limitata... ho paura di dovermi accontentare, di rifiutare proposte o occasioni fuori, solo per paura che lui non accetti, mi sento di sprecare gli anni passati a studiare e tutti i sacrifici fatti, per una persona che pur non avendo un lavoro stabile non sarebbe in grado di darmi il suo appoggio o quantomeno pensarci.
Non so cosa fare... se star con lui mi comporterebbe privarmi di un mio ipotetico futuro, forse la scelta giusta sarebbe lasciarci perché abbiamo due modi di intendere la vita diversamente, altrimenti non lo so.
Mi date un consiglio?

[#1]  
Dr.ssa Anna Potenza

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Gentile utente,
gli psicologi non danno consigli, che del resto sono una pratica pericolosa da parte di chiunque, ma aiutano a guardare diversi lati di una realtà, anche quella interiore, dei sentimenti, che troppo spesso per abitudine o per adattarsi ai cliché si preferisce ignorare.
Dunque abbiamo da una parte una ragazza che si sta laureando e vuole mettersi alla prova, spiccando il volo verso nuovi traguardi della vita; dall'altra un ragazzo che pur essendo altrettanto giovane, questo impulso, questa curiosità, questo coraggio non li possiede; nemmeno per amore della ragazza.
Non so se sia laureato, ma ha un lavoro incerto e non fa nulla per migliorarlo; davanti a situazioni nuove cade in preda ad un'ansia che non vuole curare ma assecondare; tra l'altro, pur dicendo che è aggrappato alla routine, non può cambiare lavoro e ambiente, però alla sua ragazza può rinunciare.
Andiamo avanti. All'inizio della sua email scrive di lui: "persona stupenda con i suoi pregi e i suoi mille difetti, litigi come tutte le coppie, carattere permaloso, arrogante e ogni volta che c'è da discutere è un continuo alzare la voce. Sorvolando tutti gli aspetti negativi mi trovo di fronte ad una scelta".
Mi pare che di aspetti negativi ce ne siano troppi. Se ora lui alza la voce con arroganza ogni volta che inizia una discussione, domani, da sposati, cosa farà?
E vogliamo fare un passo indietro, alla sua email precedente? Lì esternava quello che è il difetto assoluto, che fa di una coppia una non-coppia.
A questo punto le faccio tre domande: 1) se avesse una figlia, sarebbe questa la situazione sentimentale che le vorrebbe augurare?
2) E' per caso il suo primo amore, oppure ha il miele, quest'uomo, per renderla così attaccata a lui e dimentica di sé stessa?
3) Come si vede nel futuro, di qui a cinque anni e poi a dieci: pensa che la routine migliorerà la situazione, condita dalle sue rinunce, quando la novità del fidanzamento con l'entusiasmo e la volontà di conquista che in genere accompagna questa prima fase, non ha prodotto nulla?
Rifletta e ci faccia sapere.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#2] dopo  
Utente
Grazie mille .
Ho sempre pensato a tutto ciò che lei mi ha detto , ma mi son sempre sentita in colpa’ , e ogni volta stavo nuovamente con lui perché mi facevo abbagliare dal suo farmi sentire amata , dalle mille cose che ha fatto per me .. e accantonavo ogni suo difetto o luna storta. Ho il brutto difetto di colpevolizzarmi non capendo perché .
Tutti questi interrogativi che mi ha posto son tutti veri , so benissimo che non fa per me , io troppo dinamica , lui troppo statico , dice di aver obiettivi ma non fa nulla per cambiare la sua posizione , non riesce neanche a dirmi : valutiamo . Mi chiude le porte perché le sue angosce ed ansie sono più grandi di me. Ha rinunciato anni fa ad un lavoro fisso fuori regione perché andava contro la sua indole , e stessa cosa farà con me .
Per cui la decisione giusta é quella di proseguire per la mia strada per evitare di non vedermi fra 5 anni triste e inappagata sotto tutti i punti di vista che lei ha citato .
La ringrazio di cuore

[#3]  
Dr.ssa Anna Potenza

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Cara utente,
prima non ho voluto aggiungere una cosa, per non influenzarla, ma adesso gliela scrivo.
Spesso crediamo che assecondando i difetti delle persone facciamo il loro bene, anche se si crogiolano nelle cattive abitudini che mutilano la loro vita. Facciamo come il medico che per non sentire i lamenti del paziente non gli medica la piaga e lo lascia morire di setticemia.
Senza dilungarmi sui motivi, spesso egoistici, per cui facciamo questo, le dico: se lei arriverà a lasciare questo ragazzo, dimostrerà di volergli bene esternando con serenità TUTTE le cose che hanno reso difficile stare insieme. Gli ricordi anche le cose belle, ma lo aiuti soprattutto a riprendere il suo cammino sapendo che cosa deve correggere.
Due cose infatti dovrebbero lasciarci le esperienze concluse: i ricordi belli, e la consapevolezza di ciò che non è opportuno ripetere.
In bocca al lupo, intanto per la laurea.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it