Utente
Salve, ho 19 anni e sono una ragazza molto particolare.
Amo il mondo dei manga, anime, capelli colorati (ora sono rosa, ad esempio), la musica, il mondo orientale, giappone, k-pop, coreani... Insomma, apparentemente sembro una persona molto felice o, comunque, che vive la sua vita in tranquillità.

In realtà non è così.
Premetto che a 14 anni il mio ex ragazzo abusò sessualmente di me e per i successivi 4 mesi dall’accaduto.
In quel periodo persi totalmente me stessa, non mi riconobbi più... non che ora io mi sia ritrovata, anzi... mi faccio sempre più pena.
Mi rifugio in un mondo che apparentemente sembra sia rosa e fiori, ma è fatto solo di spine e dolore.
Sono stata per 4 anni, quindi fino ai 18, autolesionista, ho avuto attacchi di ansia, panico, ho tentato il suicidio per 4 volte e non ne ho mai parlato con nessuno.
Sì, mi sono auto aiutata, anche se con notevole difficoltà e molto tempo.

In quei quattro anni ho avuto altri ragazzi, ma non ho avuto rapporti con nessuno per paura, vergogna, odio verso il mio corpo... uno schifo, insomma.

Ora sono fidanzata da 1 anno e 6 mesi, abbiamo rapporti solo una volta al mese in quanto si è trasferito per lavoro, ma tutto sommato non è questo il problema.

Vorrei capire perché, solo sotto effetto di alcol o altre sostanze, io sia in grado di concedermi, mentre quando sono sobria sono molto rigida e non riesco a godere di quel piacere di cui tutti parlano.

Precisando però che anche da brilla io non riesca a raggiungere il così tanto famigerato Orgasmo che accompagna il mio ragazzo, ma che appena sente la mia presenza fugge in Siberia.

Perché tutto ciò?
Ho provato da sola per vedere se fosse un problema fisso, ma sola riesco, durante un rapporto no.
Premetto anche che lui non è stato il primo ragazzo con il quale io abbia praticato del sesso, ma nessuno di loro è in grado di regalarmi un orgasmo.

Ma ammetto che amo provocare, dargli piacere e godere dell’atto, ma il punto cruciale è questa mia anorgasmia, se così possiamo definire questo problema.

Avete dei consigli?
Qualcosa che io possa fare per smetterla di fingere dato che mi fa sentire tremendamente in colpa e provare sempre meno interesse per il sesso?


Vi prego... non ce la faccio più, mi sento inutile, una stupida che neanche questo è in grado di fare... e non sono stressata, quindi non posso neanche dare la colpa allo stress.

Tutte le mie amiche parlano di quanto sia bello, delle sensazioni, delle emozioni, del feeling, dell’intimità... mentre io parlo solo di stronzate.


Aiutatemi, vi prego.

[#1]  
Dr.ssa Valeria Mazzilli

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Gentile Starbenxx,
mi colpisce molto con quanta leggerezza ci parla del suo trauma, del suo dolore e della sua sofferenza, sembra quasi passare in secondo piano nascosto da immagini giocose del mondo degli anime e dei manga, da note allegre della musica pop coreana e dal suo mostrarsi colorata, come i suoi capelli rosa.
Credo che sia stata molto coraggiosa e anche molto molto brava se è riuscita da sola ad aiutarsi e ad evitare che ben 4 tentati suicidi andassero a buon fine. Si porta dentro una sofferenza enorme e un segreto troppo grande e se adesso ci scrive qui, credo che è arrivato il momento di farsi ascoltare e aiutare da un esperto.
Un abuso sessuale reiterato per mesi a soli 14 anni non è un evento che può essere sottovalutato. Quelli che Lei descrive sono gli effetti di questo trauma sul suo corpo e sulla sua sessualità.
I suoi genitori sono al corrente dell'abuso subito?
Non si senta né inutile, né stupida e non si colpevolizzi, ha fatto tutto quello che le era possibile per aiutarsi, è stata davvero brava, ma la ferita è troppo profonda e non basta fare da soli, si lasci aiutare se vuole star bene, spero davvero che Lei lo faccia.
Le consiglio di contattare uno psicoterapeuta, ci sono centri convenzionati nel pubblico se pensa che possa essere troppo costoso per Lei. Ne parli anche con i suoi genitori se lo ritiene opportuno, ha bisogno di essere sostenuta

Resto a disposizione se ne avesse ancora bisogno e ci faccia sapere

Cordialmente
Dr.ssa Valeria Mazzilli
Psicologa Clinica
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[#2] dopo  
Utente
La ringrazio molto per le dolci parole, è stata davvero gentile.
Questa mia leggerezza è dovuta al fatto che non si può vivere del passato e l’ho capito solo recentemente.
Prima relazionarmi o parlare di me era una cosa più unica che rara, non che io attualmente sia particolarmente estroversa, comunque tendo a nascondermi dietro un sorriso o una facciata che non mi rispecchia.
Ricordo solo che una persona se ne accorse e mi disse: Perché i tuoi occhi piangono? ed io non stavo piangendo in quel momento.
Da lì ho capito che non potevo fare altrimenti e dovevo farmi forza.
Io riesco a parlare di me solo tramite la scrittura, non per altro amo leggere e scrivere libri o storie felici per poter compensare (ciò che spero) la mia.
I miei genitori non ne sono a conoscenza, come ho già detto in quei 4 mesi dall’accaduto mi sono auto colpevolizzata, avevo allontanato tutti, non avevo più nessuno se non lui. Quindi per paura dei pregiudizi e di sentirmi dire di aver sbagliato, mi stetti zitta. Inizialmente era una sensazione, un pensiero fisso non ancora del tutto focalizzato (potevo ancora essere -salvata-), ma quando ebbi la forza di lasciarlo, neanche il coraggio, si impiantò nel mio cervello come una sanguisuga che continua a succhiare e a prosciugarmi.
Come si dice? La speranza mai si perde.
Io l’ho persa, ma so che un filo ne è rimasto, altrimenti non sarei più qui e prima che sparisca, vorrei tentare un’ultima volta.

[#3]  
Dr.ssa Valeria Mazzilli

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Si aggrappi a questo filo, provi ad affidarsi e prenoti un colloquio con una psicoterapeuta. Lo faccia adesso seguendo questa spinta che l'ha mossa. Lo faccia per Lei, si voglia bene e abbia cura di sé, non si lasci prosciugare ulteriormente dal dolore e dai sensi di colpa, l'hanno logorata per troppo tempo.
Per adesso la speranza è solo un filo, come dice Lei, ma spero che riesca poi a guardarla come una corda solida e resistente alla quale aggrapparsi. E' possibile star bene, Lei può farlo, e deve darsi la possibilità di poter essere felice.

Non aspetti ancora, mi raccomando e se ha ancora bisogno ci scriva pure.

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Dr.ssa Valeria Mazzilli
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