Utente
Salve!
Cercherò di essere il più chiaro possibile nell'esprimere il problema che vivo da anni e che mi sta portando a vivere male rischiando anche spesso quella che penso sia una vera e propria depressione.

Ho 25 anni e i primi vent'anni della mia vita sono stati pieni di drammi e difficoltà.
Nonostante ciò, ho trovato il modo di andare avanti con particolare coraggio.
L'unico ostacolo insormontabile rimane quello relazionale.
Oltre ad innamorarmi troppo facilmente soffro di dipendenza affettiva e paura dell'abbandono.
Dico ciò perché quest'anno iniziai un percorso di psicoterapia che dovetti abbandonare per motivi economici.
Per offrire un quadro più preciso sono cresciuto senza mio padre e per quanto riguarda mia madre sono stato allontanato da lei quando avevo 2 anni e successivamente abbandonato per varie circostanze a 12 e a 16 anni di nuovo.
Da allora in poi ho vissuto da solo.
Comunque vi lascio immaginare quanto siano state virtuose le mie relazioni passate.

A 16 anni mi fidanzai con una ragazza e già credevo fosse la donna della mia vita.
Mi lasciò dopo solo un mese perché ero eccessivamente preso.
Ho sofferto molto.
La delusione mi spinse a cambiare e nascondere i miei sentimenti da lì in poi.
Successivamente a 19 anni ho conosciuto un'altra ragazza già impegnata con la quale ho avuto una relazione ambigua che oscillava tra l'essere 'amici con benefici' e 'amanti'.
Anche in questo caso mi innamorai in pochissimo tempo, ma, come dicevo prima, nascosi i miei sentimenti, finché dopo un anno scoppiai.
Ho sofferto per 3 lunghi anni la perdita di questa persona che rifiutò di impegnarsi con me.

Due anni fa conobbi la mia ultima fidanzata.
Siamo stati insieme per circa un anno e mezzo.
In questo caso non mi innamorai, ma entrai nella relazione comunque per riempire in qualche modo la mia solitudine (mi sono trasferito sempre per lavoro e non ho amici o parenti nei miei dintorni).
La nostra relazione era tutt'altro che sana e me ne rendevo conto, ma non ci rinunciai.
Quando lei mi lasciò è stata durissima.
Un anno di sofferenza atroce.

L'avevo superata da poco quando conobbi un'altra persona.
Anch'essa, ahimè, impegnata, che mi fece credere che provava qualcosa per me.
Mi sono innamorato in pochissimo tempo, ma lei è andata in confusione e alla fine ha deciso di rimanere lui.
Poi la cosa è andata avanti nutrendomi di speranze per rendermi conto solo ora che lei è solo in cerca di attenzioni, ma non funzionerà mai.
Nonostante ciò mi sento ancora innamorato e non riesco a smettere di fantasticare future possibilità.

Oltre alle difficoltà relazionali che devo sicuramente affrontare con un terapeuta, ma ora non posso, sono qui per avere chiarimenti sulla mia autostima.

Mi sento di oscillare continuamente da una buona autostima quando non sono innamorato (mi sento attraente, intelligente, elegante, gentile, sveglio) a una bassissima quando mi innamoro (mi sento meno attraente, goffo, non all'altezza).

Come posso stabilizzare la mia autostima?

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Dr.ssa Fabiana Turco

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Salve,
Dopo la sua descrizione credo lei abbia molto chiara la situazione e le sue difficoltà ma, purtroppo, non c'è una cosa unica, e valida per tutti, da fare per poter diventare più sicuro si se stessi. Bisognerebbe intraprendere un percorso con un terapeuta per poter conoscersi meglio e cercare di cambiare la propria visione di sé stessi e il proprio approccio verso le relazioni
Dr.ssa fabiana turco