Utente
Salve a tutti, vi spiego la mia storia: 4 anni fa, stanco della mia vita giù nel mio paesino, stanco della solita gente, stanco di stare in casa coi miei e volenteroso di voler cambiare vita ed imparare a diventare autonomo, sono partito per Roma a studiare in università.
All'inizio tutto ok, in preda all'entusiasmo ero partito carico fino a quando, di fronte alle prime difficoltà/responsabilità date dall'università e dal tirocinio sono caduto in una depressione ansiosa che mi ha condotto a lasciare gli studi per un paio di mesi ma, grazie all'aiuto farmacologico e a tanta forza di volontà, sono ritornato a Roma e sono riuscito a laurearmi con ottimi voti e ad iniziare a lavorare per un anno, nonostante gli alti e bassi dovuti all'ansia.


A distanza di 4 anni però, un mese fa, vengo chiamato a lavorare giù da me in un periodo (coincidenza?) in cui ero disoccupato.
Allora decido di accettare, di accettare nonostante non fossi totalmente convinto della scelta che stavo andando a fare, nonostante questa scelta non mi dava tanta motivazione.


Il problema nasce ora: ritorno a casa, trovo un clima lavorativo pessimo, ritorno a stare in casa coi miei e mi si scatena di nuovo uno stato in cui mi sento perso, mi sento di non appartenere a questo luogo, vorrei solo dormire, ho difficoltà a fare qualunque cosa, penso e ripenso a Roma come luogo in cui tornare per stare bene, non so cosa fare durante la giornata, ho continuamente ansia e zero entusiasmo, la gente con cui ho a che fare mi fa venire la nausea e sono anche arrivato a mettere in discussione il lavoro che faccio.
Insomma, una vera e propria crisi esistenziale!

Così decido di rivolgermi ad uno psichiatra/psicoterapeuta che mi consiglia di assumere un farmaco (daparox) per aiutarmi e, da domani, dovremmo anche iniziare in concomitanza una psicoterapia cognitivo-comportamentale.


Secondo voi, come mai mi ritrovo in questa situazione?
Continuo a chiedermelo continuamente senza riuscire a trovare una risposta.

[#1]  
Dr. Gianfranco Fabiano

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Gentile utente
Credo che i perché in questo caso non siano molto produttivi, ma credo che se con il suo terapeuta possiate lavorare sul come uscire da questo situazione che la opprime.
Cordialmente
Dr. Gianfranco Fabiano
Specializzando in Psicoterapia Breve strategica
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[#2]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Da un giorno all’altro la sua richiesta cambia ed omette anche una serie di terapie e variazioni che sono state già fatte.


Direi che la prima cosa è di non mentire a se stessi perché poi si raccontano bugie agli atri per convincerli che la propria condizione è legata ad eventi considerati importanti.

La psicoterapia ha indicazione se sono state valutate le condizioni di eleggibilità.


Dr. F. S. Ruggiero


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