Utente
Salve;
Un anno fa dopo la vincita di una borsa di dottorato, ho preso la decisione di andare a vivere da sola in una casa di proprietà.
La casa andava ristrutturata quindi ci è voluto un anno ma alla fine è arrivato il momento.
Sono sempre stata entusiasta di questo grande cambiamento, la voglia di crescere, essere indipendente, di creare una mia routine, arredare casa, avere il mio spazio personale.
Così nella settimana, per un mese, ho lavorato e nel weekend mi spostavo le cose da casa dei miei alla mia.
Sempre felice, sempre a mille.
Ieri, dopo un mese di trasloco, di porta pacchi, svuota pacchi, con il completamento di 3/4 della casa (manca ancora il salone, che ora è pieno di attrezzi da lavoro e scale), mi sono fatta il letto e ho deciso di andare a vivere lì.
E' andato tutto bene fin quando non è stato il momento di andare a dormire.
Non ho preso sonno subito, e la cosa mi ha portato ansia, sempre crescente, per finire in una esplosione di ansia che mi ha portato a scappare a casa dei miei all'una di notte in pigiama.
(casa dei miei dista 10 minuti in macchina).
Questa cosa, mi ha generato un senso di fallimento e frustrazione ma soprattutto delusione nei miei confronti.
Mi sento una delusione per me, per i miei genitori che hanno rinunciato ad affittare casa per me, per mio padre che mi ha fatto i lavori (e si è subito le mie lamentele continue perchè casa sembrava mai pronta), per mia madre perchè mi lamentavo in continuazione che volevo andare.
Ecco ora sto veramente giu.

Premetto che ho fatto si che il trasloco per me fosse una gara con me stessa.
Due anni fa ho sofferto di ansia ed attacchi di panico e leggera depressione, e sto attualmente in cura con lo Zoloft e in terapia.
Sto bene, sono rinata da quel periodo, vivo una vita normalissima e avevo ripiegato in questo evento importante il trionfo sulla mia ansia, ma questo non ha portato che invece abbattermi.

Ora ho deciso che mi prenderò i miei tempi, che andrò a casa non buttandomi dentro anche quando è ancora invasa da attrezzi, ma per step, piano piano, oggi ci sono andata a sistemare delle cose e a rifare il letto, domani a cena, dopodomani doccia e film, fino a quando non sarà pronta e andrò a dormire con mia sorella, e poi arrivare a stare sola.

Secondo voi il mio approccio va bene?
Secondo voi è normale aver avuto una tale emozione ed eccitazione e dopo l'ansia della prima notte aver paura di non farcela?
Di voler rimanere nelle braccia di mamma e papà rispetto a che volare via dal nido?
(ho 27 anni)

[#1]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

Veri conmplimenti per aver fatto il passo.
Con fatica, con qualche down, ma in ogni caso con la decisione di andare a vivere da sola.

Che dire degli steps che Lei ha previsto e descritto come segue?
"oggi ci sono andata a sistemare delle cose e a rifare il letto,
domani a cena,
dopodomani doccia e film,
fino a quando non sarà pronta e andrò a dormire con mia sorella,
e poi arrivare a stare sola."
Sì, purchè siano a distanza breve l'uno dall'altro (1-2 giorni), altrimenti Lei dà tempo alla Sue difese di riorganizzarsi, andando alle calende greche senza riuscire mai a fare il passo definitivo.

Eppure, nonostante questa preventivata gradualità, non si illuda che la prima notte da sola sarà sicuramente tranquilla.
Il vuoto (della casa, del cuore) lo sentirà e lo soffrirà. D'altra parte la *capacità di essere soli* (Winnicott) è una conquista sofferta, non un frutto spontaneo.

La psicoterapia prosegue?
Direi di no, considerato che scrive a noi anzichè parlarne con la Sua Psicoterapeuta ...
E i farmaci?

Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
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[#2] dopo  
Utente
Grazie per la risposta.
La psicoterapia la continuo ed ho scritto al mio terapeuta, ci vediamo martedì, non volevo subito aprire il discorso, conoscendo lui la mia storia, sa cosa c’è dietro questo passo. Gli ho scritto per dirgli che non è andata bene e mi ha detto che ne parliamo martedì e di stare tranquilla. Le medicine anche, le prendo sempre 75mg. Per quanto riguarda gli step, li farò si ravvicinati, ora sono già qui a cenare, domani riverrò qui, venendo da una famiglia di 5 persone, il silenzio ed il vuoto, come dice lei, si sente, ma non mi mette ansia. L’ansia mi si sviluppa, almeno a quanto ho potuto constatare ieri, quando sono nel letto, quando non mi addormento subito. Che sono lì e penso eccoci qua, arriva l’ansia.
Ho scritto qui perché avevo bisogno di sapere se il mio non passare subito la notte successiva qua poteva inficiare qualcosa, e soprattutto perché volevo rassicurazioni immediate. Nel senso che so che è una manifestazione ansiosa anche scrivere qui, ne sono consapevole e so anche che il trasloco può portare a molta ansia e preoccupazione, quindi speravo di avere quelle paroline magiche che mi potessero aiutare a pensare che il mio episodio ansioso notturno è di fatto una cosa abbastanza comune quando ci si trasferisce e non un problema della mia ansia. So che questo posso solo capirlo io scavando dentro di me, ma avevo bisogno di rassicurazioni

[#3]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

Lei sa (forse) quanto facciamo attenzione noi qui, Terapeuti con esperienza, a non distribuire quelle "paroline magiche" che non fanno altro che nutrire l'ansia.
Proprio quelle paroline magiche che con tanta abbondanza distribuiscono con notevole successo personale certi councelors, coaches, e quant'altro, in professioni non regolamentate dalla legge e talvolta fantasiose.

Quindi spero che da noi NON Le siano giunte quelle "rassicurazioni immediate" che Lei desiderava, ma che non Le giovano.

Se ci riesce eviti di introdurre un terzo, un quarto, un quinto, nel rapporto di coppia Psicoterapeuta-paziente. Mi riferisco a noi, interlocutori Psy, che non dovremmo proprio entrare nella Vostra relazione a due, come di fatto avviene se Lei ci interpella.

Lei è una ragazza intelligente e quindi comprenderà certamente quello che intendo dire.
Ne parli anche con il Suo Psicoterapeuta, però. E' importante.

Dott. Brunialti
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