Utente
Sono amante di un uomo sposato con figli da 3 anni.
Ultimamente sono acciecata dalla gelosia e dalla rabbia.

Dopo aver mancato fiducia nei miei confronti ripetutamente, non riesco più ad accettare che lui abbia rapporti sessuali con la moglie.

I primi tempi era una cosa che non mi toccava, la vedevo lontana, anch e perché lui mi descriveva il suo rapporto meccanico, dove lei sembrava una morta, e non soddisfacente, tanto da guardarsi in giro e tradirla.

Ultimamente invece, facendo io qualche domanda, la questione la vedo più vicina, e vedendola più vicina mi sta tormentando e io di conseguenza tormentando lui.

Mi ha confermato che succede raramente, che quando succede è passiva e non soddisfacente, ma che comuqnue a lui non fa schifo e che è ancora eccitato da lei.

Questo mi ha annebbiato il cervello, ho incubi notturni, pensieri notturni e repentini di lui che fa sesso con lei... sono arrivata a chiedergli di evitare almeno di farlo la stessa settimana che sa di vedere me, perché questo mi fa male e mi fa vedere il problema più vicino.

All inizio sì è risentito, poi ha detto che se voglio me lo dice se succede, ma che io giustamente poi devo accettare la cosa, così dicendomi che probabilmente a giorni potrebbe succedere sono nuovamente impazzita, ho iniziato a dire che allora non è una cosa così insoddisfacente visto che non ne può fare a meno, tanto da non anticapare nel vedere me o non evitare visto che sa quanto sto turbata da questa cosa ora e che a breve dovremmo vederci.
Così nuovamente quando mi ha detto di farlo andare in ansia con il mio comportamento ho cercato con tutta me stessa di ridimensionare e di dire ok non voglio sapere più niente di lei... ma ora lui fa quello freddo, e io con la mia reazione dalla ragione sono passata al torto.

Cosa fare?
Mentire a me stessa per fare stare tranquillo lui e non perderlo e soffrire come un cane, oppure??

Come faccio a vivere il rapporto nostro senza mettermi a confronto con sua moglie e sentirmi umiliata ogni volta?
Cerco la sincerità ma una volta che esce fuori mi sento perennemente umiliata

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Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

vita difficile quella dell'amante ...

Se nei primi periodi, forse presa dall'innamoramento, Lei credeva nelle parole di lui che parlava della sessualità con la moglie come di un "..rapporto meccanico, dove lei sembrava una morta, e non soddisfacente..",
nel prosieguo della relazione extra-coniugale emerge l'incongruenza:
se la moglie non gode ed è passiva,
perchè ci sono rapporti sessuali tra loro?
chi è che li sollecita?
forse lui stesso che - per riferito da Lei - ".. non ne può fare a meno.."?
e in tal caso perchè non ne può fare a meno?
per sesso?
per marcare il territorio matrimoniale come una sua proprietà?
perchè una sola donna non gli può bastare?
che altro?

Come vede, sono più le domande che le risposte, da parte nostra.

D'altra parte, se lui ha scelto di continuare a rimanere con la moglie,
sceglie pure - a letto - di comportarsi da marito talvolta.
Anche - ipotizzo - per nascondere l'esistenza dell'amante ...

Quando Lei sarà stanca di questa situazione,
che solitamente non prevede sbocchi positivi a vantaggio dell'amante, soprattutto dopo tre anni quando l'amante è divenuta quasi una moglie parallela,
Lei prenderà le Sue decisioni.
Ci sarebbe infatti da chiedersi com una ragazza di poco più di trent'anni anni permanga in una tale situazione senza futuro, incastrata.
Al riguardo potrebbe effettuare alcuni colloqui presso una/o Psicologa/o che si occupa di tematiche affettivo-sessuali. Forse con un aiuto specialistico la lucidità di analisi e di decisioni ne guadagnerebbe.
Cari auguri.

Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
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