Utente
Salve,

sono un ragazzo di 24 anni che sta terminando la laurea magistrale in matematica.


Son stato sempre molto bravo a scuola e i risultati e il miglioramento nello studio e nella conoscenza son sempre stati centrali nella mia vita.
Non sono un genio ma ho sempre cercato di migliorarmi nel mio metodo di studio e nel modo in cui affrontavo le materie e gli esami, ottenendo buone soddisfazione.
Mi son sempre impegnato molto e quando c'era da dare 10 davo 100 approfondendo e studiando per conto mio, cercando di stare nei tempi e anzi quando si poteva dare un esame prima lo davo.


Matematica mi è sempre piaciuta e ho avuto sempre interesse in questa materia.
Dovevo laurearmi ad ottobre ma ho deciso di rimandare a dicembre e purtroppo mi sa che rimanderò a marzo (che sarà la data definitiva in quanto mi manca un esame e la tesi è a buon punto), ho subito da circa maggio un forte rallentamento.
A volte faccio fatica a riconoscermi, il ragazzo che studiava in modo appassionato con costanza e dedizione adesso ha rallentato proprio nel momento in cui bisognava dare il massimo.


Soprattutto nei mesi da giugno ad agosto son stato molto male, non riuscivo più a studiare e a concentrarmi, in particolare nella settimana di ferragosto avevo difficoltà a dormire, un mal di testa allucinante, a volte mi ricordo che dovevo concentrarmi sul mare, sulle foglie o sul vento altrimenti sembrava la mia testa scoppiasse.


Adesso va meglio, e son ritornato quasi come prima.


Che cos'è successo in questi mesi direte voi?


Beh diciamo che in quei mesi verso maggio giugno, a seguito di un rifiuto da parte di una ragazza che avevo conosciuto all'università, è come se mi si fosse aperto un nuovo mondo, un cambio di prospettiva brusco, terribile a tratti, ho ignorato da sempre la mia vita sentimentale e anche un po' sociale seppur abbia amici e sia ben voluto da tutti.


Diciamo che i primi segnali di questo interesse sopito credo possano essere rintracciati già verso il terzo quarto anno di università in cui mi appassionai moltissimo alla palestra, seppur credo a posteriore questo interesse nascondesse altri obiettivi che la semplice attività fisica.


Son giovane lo so e ho ancora tempo per approfondire questo tema che da lungo ho ignorato e in cui voglio migliorarmi (perchè anche in quella tematica si possono fare grandi miglioramenti) ma il pensiero è spesso ricorrente e la mia qualità di studio seppur migliorata rispetto l'estate è comunque inferiore rispetto a prima, ho poca attenzione soprattutto verso le scadenze tempi, è un po' come se non me ne fregasse più niente di tutto quello che ho fatto finora.


Per di più la fine della laurea si accompagna con alcune scelte difficili (lavoro o ricerca) e, nel mio caso, anche se continuare l'importante attività di famiglia che cesserebbe se continuassi con la ricerca, dato che sono figlio unico.


Ho paura di fallire nella vita diciamo.


Che consigli dareste per affrontare questa mia situazione?

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Dr.ssa Rosalba Anfosso Boscolo

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Ciao gentile utente,
ho letto con attenzione ciò che hai scritto e il pensiero è andato su "accipicchia che bravo, un giovane che non si accontenta, che ha passione e voglia di superare le difficoltà"!
Bravissimo ma... non ti stai chiedendo troppo? Aspirare sempre al massimo è praticamente impossibile, non siamo macchine programmate (e anche quelle hanno cedimenti) ma persone che vivono le emozioni e i limiti di cui siamo fatti!
Concediti qualche pausa, prenditi il tempo per vivere gli amori e gli interessi che verranno, arriveranno nuove risorse ma intanto goditi il tuo tempo!
In quanto alle scelte tra lavoro della famiglia e le aspirazioni non avrei dubbi: le TUE aspirazioni!
Possibile che i guadagni non ti renderanno giustizia ma sarai certamente più gratificato. Fare un lavoro "obbligato" non è un bel vivere. La vita è lunga e va vissuta al meglio delle nostre capacità.
Non chiedere troppo a te stesso, non sei infallibile, nessuno lo è
In bocca al lupo!!!
Dr.ssa ROSALBA  ANFOSSO BOSCOLO