Utente
Buongiorno a tutti, premetto che sono già in cura da una terapista presso la ASL della mia città (da un anno), ma poiché la vedo una volta circa ogni due settimane o un mese vorrei potermi sfogare un po' di più e cercare nuovi punti di vista per la mia situazione.


Da parecchi anni ormai, soffro di reflusso gastro esofageo, per un difetto congenito ad una valvola che essendo più larga del normale lascia passare facilmente gli acidi gastrici.
Negli ultimi tempi sto passando un periodo di forte stress legato al fatto che sto terminando l'università e ci sono in previsione moltissimi (possibili) cambiamenti ai quali non riesco a smettere di pensare, il che che mi porta non solo ad avere i sintomi più forti, ma a portare continuamente l'attenzione su come io stia fisicamente in quel momento, quasi come per non pensare a quello che dovrò affrontare dopo.
So che ho parecchie emozioni negative all'interno che vorrei sfogare, ma non ci riesco sempre poiché molto spesso il tutto si manifesta solo sotto forma di pensiero, tuttavia so che avrei bisogno di scoppiare in un pianto liberatorio e lasciar andare tante tensioni.


Ho fatto una gastroscopia di recente e so per certo che non ci sono problemi funzionali gravi, dunque credo di essere io ad alimentare questa situazione.
Mi chiedo, è possibile che il continuo rimuginio (che mi porta anche a svegliarmi in stato d'ansia o a ritrovarmi a volte con lo sguardo perso nel vuoto) mi stia incrementando i sintomi?


In passato sapevo di averlo, però forse stando più sereno sentivo molto meno anche i sintomi anche quando mangiavo in modo sregolato.


Vi saluto e vi ringrazio per la vostra attenzione

[#1]  
Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile Utente,

Lei chiede: "Mi chiedo, è possibile che il continuo rimuginio (che mi porta anche a svegliarmi in stato d'ansia o a ritrovarmi a volte con lo sguardo perso nel vuoto) mi stia incrementando i sintomi?"

Sì, è senz'altro così.

In una psicoterapia specifica per il rimuginio, il primo step è proprio quello di apprendere che il pensiero intrusivo è involontario, per quanto spiacevole, ma il rimuginio è volontario e del tutto controllabile.

Questa è la chiave del cambiamento, anche se non è semplice da attuare, soprattutto all'inizio.

Lei riceve delle prescrizioni in terapia?

Cordiali saluti,
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#2] dopo  
Utente
Salve, la ringrazio per la risposta, cosa intende per prescrizioni? Se parla di psicofarmaci no, in passato comunque li ho presi per un altro momento critico della mia vita ed è stata un'esperienza negativa (per quanto riguarda gli effetti collaterali)

Se invece parlava di farmaci per lo stomaco ho da poco finito una cura, ma i sintomi si stanno iniziando a ripresentare.

Ogni tanto mi capita di praticare meditazione per ritornare al momento presente, però ecco questo è un periodo molto particolare della mia vita e mi sembra non bastare, perché mi sento sempre molto annoiato.. E questa noia mi porta a pensare passivamente ai miei problemi

[#3]  
Dr.ssa Angela Pileci

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Intendo prescrizioni comportamentali specifiche per imparare a gestire e superare i pensieri intrusivi e non rimuginare più.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#4] dopo  
Utente
Mi è stato detto di cercare di concentrarmi sul dato di realtà, quindi semplicemente pensare che non serve a niente rimuginare.. Però in questo periodo mi riesce comunque molto difficile, perché sono spesso in stato di all'erta e questi pensieri mi creano preoccupazione, pur essendo consapevole che sono cose che si riferiscono ad un futuro e non al presente