Utente
Salve a tutti,
vorrei sottoporre a voi la mia problematica che ormai posso tranquillamente dire dura da 3/4 anni.

Ho 29 anni e sono sposato mia moglie di 27 anni.

Dal 2014 abbiamo deciso di partire per la Toscana per un'opportunità lavorativa e siamo stati lì 2 anni.
Poi sempre per motivi lavorativi ci siamo spostati a Roma per altri 2 anni.

Dal 2019 siamo tornati in Sicilia, nostra terra d'origine, per stare più vicino ai genitori.

Durante questi 6 anni io ho sempre lavorato mentre mia moglie non ha mai trovato lavoro.

Il mio rapporto con mia moglie è sempre stato molto tranquillo, totale fiducia e tanto amore.

Nel 2014 quando ci siamo spostati in Toscana, quando avevamo delle discussioni/litigi, io andavo a letto anche senza aver fatto pace e lei molte volte spingeva per fare pace ma io non volevo perché troppo arrabbiato e andavamo a letto con lei che piangeva ed io arrabbiato.
Questa cosa è successa molte volte durante il primo anno.

Da quando però ci siamo trasferiti a Roma, ho notato un cambiamento in lei.

Litigavamo, e a lei non interessava più far pace e mi ritrovavo io quello che spingeva per tornare in serenità.

Lei mi spiegò che aveva sofferto tanto in Toscana perché io la lasciavo piangere che adesso mi amava, ma non le interessava più far pace, ed ovviamente poteva stare 3/4 giorni senza parlarmi e senza darmi attenzioni.

Io le promisi di cambiare se fosse tornata quella di prima, ma le tante promesse ed i veri cambiamenti miei a nulla sono serviti.

Insomma dal 2017 mentre vivevamo a Roma, io tornavo a casa e la trovavo spesso a letto e mi faceva discorsi che era infelice e voleva tornare in Sicilia, perché si sentiva depressa con una forte voglia di farsi del male fisico.

L'estate del 2017 le ho fatto la proposta di matrimonio e fino a maggio 2018 (data del matrimonio) le cose sono andate avanti, non benissimo, perché io sentivo sempre di più che stavo perdendo un ruolo nella coppia; chiedevo sempre scusa, piangevo ed a lei fregava sempre meno, insomma i ruoli si erano totalmente invertiti.
Andiamo avanti così fino al 2019, quando ci trasferiamo in Sicilia.
Io ero molto speranzoso in un suo cambiamento e ritorno a come si comportava prima con me, perché come le ho detto molte volte, con me che ero cambiato e lei come era prima, saremmo stati benissimo.

Niente, la situazione è peggiorata.
Causa anche i miei nuovi orari di lavoro (torno sempre alle 21/21.30), rimaneva spesso sola a casa fino a tardi.

A Marzo 2019, causa una nostra litigata durante la pausa pranzo, non ci parliamo per tutto il giorno tramite cellulare e tramite messaggi.
Torno a casa e la trovo a letto, con tutte le luci della casa spente (cosa che è successa anche altre volte).

Insomma faccio da mangiare per me e appena mi metto sul divano lei viene da me urlandomi tante cose e facendomi vedere che si era fatta del male apposta (aveva dei tagli sul braccio fatti con un coltello).

Seconda parte nei commenti perché non rientra

[#1]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

so che riuscirà a inserire la seconda parte del consulto solo se risponderemo a questo presente.
Ecco fatto.

Da quanto Lei racconta, sembrerebbe che Sua moglie abbia urgente bisogno di aiuto.
Non sappiamo se il crollo psicologico della ragazza avvenuto in Toscana di cui Lei ci parla
riguardi la coppia oppure la propria vita.
MA le sue parole:
".. la trovo a letto, con tutte le luci della casa spente (cosa che è successa anche altre volte)...",
".. si era fatta del male apposta (aveva dei tagli sul braccio fatti con un coltello).."
non permettono di attendere oltre,
pur se online non è possibile emettere diagnosi.

Una visita psichiatrica e una consulenza presso una Psicologa/o che sia anche Psicoterapeuta
sono le prime cose da fare.

Ritiene che potrete prendere in considerazione tale nostro orientamento?
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

[#2] dopo  
Utente
Grazie mille Dottoressa. Ha capito.
Qui di seguito la seconda parte fino ad oggi.

Insomma faccio da mangiare per me e appena mi metto sul divano lei viene da me urlandomi tante cose e facendomi vedere che si era fatta del male apposta (aveva dei tagli sul braccio fatti con un coltello).
In quel momento sono morto. Ho pensato che tutta la mia vita fosse un fallimento.
Comunque ho chiamato mia suocera e siamo riusciti a farla calmare.
Dopo 1 settimana eravamo da uno psicanalista.
Ha fatto delle visite coadiuvate da farmaci fino a Settembre 2019, quando dopo un ulteriore litigata, dove io ormai chiedevo sempre scusa e lei mi aggrediva sempre, anche fisicamente, abbiamo deciso di cambiare medico.
Siamo andati da un altro psicanalista ed insieme faceva visite da uno psicologo.
Insomma fino ad oggi le cose sono migliorate ma davvero di poco, perché ormai la vedo molto distratta, non abbiamo rapporti, questo è anche da dire ed ormai il ruolo mio in casa non esiste più perché appena c'è qualcosa che non va ed alza la voce, se non chiedo scusa, devasta mezza casa, perché è diventata molto aggressiva.
Ho provato a parlare con lo psicanalista ma lui ha consigliato un incontro insieme, cosa impossibile perché quando abbiamo avuto un incontro insieme al primo psicanalista, appena siamo usciti mi ha aggredito verbalmente dicendo che io avevo detto solo bugie.
Dai miei suoceri non ho supporto, perché mi dicono sempre che ormai me la sono sposata e non c'è altro da fare.
E molto spesso è aggressiva anche con loro.
Quello che ora mi spaventa è anche la sua aggressività non controllata.
Io non so davvero più cosa fare.
Ho pensato anche alla separazione per qualche periodo, ma se la lascio mi ha più volte detto che si ammazza...e dopo quello che ha fatto 1 anno fa ho paura.
Prende Efexor 75mg 1 compressa al giorno, obispax 1 compressa al giorno e molto raramente Xanax 5/10 gocce.
Ho cercato di essere molto sintetico.
Aiutatemi!

[#3]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

percepisco confusione su come Lei ci parla degli Specialisti che seguono Sua moglie.
Provo a mettere ordine, indispensabile per capirci e per potere quindi ulteriormente rispondere alla Sua richiesta.

1. Psichiatra.
Medico. Ipotizzo sia stato lui a prescrivere i farmaci e ad effettuare le necessarie visite periodiche di monitoraggio.

2. Psicologo anche psicoterapeuta.
Psicologo abilitato a CURARE, attraverso un percorso di psicoterapia.
Vari sono gli indirizzi e orientamenti a cui si ispirano gli Psicoterapeuti;
se uno segue l'orientamento psicoanalitico viene denominato "psicanalista" (ma magari NON è psicoterapeuta e dunque NON può curare).
Per verificare clicchi su https://areariservata.psy.it/cgi-bin/areariservata/albo_nazionale.cgi e inserisca il nominativo; cliccando poi in basso a destra su *cerca* si apre la seconda pagina, lì troverà i dettagli.
Aggiungo ancora: talvolta occorre una psicoterapia individuale, talaltra è indispensabile la partecipazione della coppia, costantemente o in alcune fasi del percorso.
Le sedute di psicoterapia in corso devono essere regolari e non "al bisogno".

. . . . . . . . . . .

Se vorrete seguire una cura seria integrata
- psicoterapia e cura farmacologica -
occorre essere entrambi costanti e impegnati, come potrà leggere qui:
https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/6285-depressione-psicoterapia-efficace-farmaci-periodo.html .

Attualmente potrebbe essere di fondamentale importanza fare ordine nel percorso di cura:
occorre una diagnosi
e una indicazione terapeutica che preveda obiettivi verificabili,
sia da parte dello Psichiatra che dello Psicoterapeuta, ciascuno per il proprio ambito.


Auspico di essere risultata chiara, eventualmente tranquillamente invii una replicha; ci siamo.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
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[#4] dopo  
Utente
Ha ragione Dottoressa e chiedo scusa per la confusione ma è difficile anche per me.
Il primo specialista era uno Psicoterapeuta, il quale le dava anche una cura con medicinali.
Gli altri due specialisti erano Psicologo e Psicoterapeuta.
Il discorso della cura però purtroppo è stato interrotto a causa del COVID ed ancora non è ripreso.
In base alla cura che le è stata data però (ed ultimamente confermata anche telefonicamente) la vedo più distratta...ed in alcuni casi quando litighiamo molto aggressiva con quello che le sta attorno.
Io non so davvero cosa fare. Credo che magari un allontanamento potesse farle capire qualcosa, ma lei non vuole.

[#5]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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L'allontanamento può in qualche caso avere un senso se c'è un obiettivo condiviso e si trattasse di una crisi di coppia.
E se invece fosse una difficoltà *personale* di Sua moglie (ipotizzo),
nella quale Lei anzichè *esserci* si defila?
Per questo occorre una diagnosi.

Non trascuri di tener conto delle precisazioni forniteLe in #3 riguardanti le COMPETENZE dei vari specialisti!
Ad es.: lo Psicoterapeuta (di cui Lei ci parla) NON dà farmaci, non è di sua competenza, a meno che non sia anche medico.

Cercate un bravo Psichiatra (medico) con esperienza
e una brava Psicologa Psicoterapeuta con esperienza;
verificatene i titoli nei rispettivi Albi Professionali (medico in https://portale.fnomceo.it/cerca-prof/ , psicologo già detto).

Il Covid, se si mettono in atto tutte le opportune precauzioni come da normativa, non è un impedimento assoluto (noi abbiamo continuato a tenere aperto il Centro anche durante il lockdown di primavera, modificando naturalmente il setting e con mascherina e sanificazione: nessun contagio).

Evitate di far trascorrere tempo inutilmente,
i disturbi psichici cronicizzano.

La invito a rileggere con attenzione le risposte e i materiali linkati per avere idee chiare. Scrivere qui serve proprio a ciò.

Saluti cari.
Dott. Brunialti
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