Utente
Salve.
Ho scritto giorni fa perché io e il mio ragazzo avevamo litigato.
Ci eravamo lasciati (per la millesima volta) e poi come sempre riusciamo non so come a fare pace.

Ora un’altra discussione: non vuole che vada in palestra da sola! insieme a qualcun'altro ok.
Motivo?
potrebbe accadermi qualcosa (mi aggrediscono?) , e i ragazzi ci provano di più in palestra soprattutto se sono sola (quindi si per lui fa differenza un supermercato, un negozio o qualunque altro posto come luogo per essere importunata dai ragazzi) il che comunque è vero magari ci provano di più in palestra, ma ho voluto sottolineare il fatto che se c’è fiducia non c’è questo problema.

Lui mi ha detto che una brava ragazza non va in palestra sola, la vedrebbe di cattivo occhio.
Gli ho risposto che ovviamente dipende dall'atteggiamento con cui una ci va, se si vuole fare guardare e che comunque mi conosce sono una brava ragazza... non andrei ad esempio alle 19 che so che ci sono piu ragazzi ma alle 16 che so che è quasi vuota.


Mi ha detto che ha fiducia in me ma che non concorda.
Gli ho risposto sei insicuro, possessivo e geloso! Che se continua cosi mi allontano anziche avvicinarmi, che ottiene esattamente l'effetto contrario a quello che vuole lui.

come risposta mi dice che non vuole una futura moglie che contraddice il marito... che voglio sempre avere ragione e non ascolto mai quello che dice.
che non mi sta vietando di non andare in palestra, sono libera... ma che nel caso pero mi lascerebbe.
Che anzi mi sta dicendo solo di andarci in compagnia di qualcuno...

Non so più come fare.
Penso che non siamo compatibili... forse sono io che non gli ispiro fiducia.
Dipende da me?
O forse sono come dice lui una ragazza che vuole solo avere ragione quando le conviene?

Mi sento letteralmente impazzire.

Questo amore mi sta dando più motivi per piangere che per ridere.
Ho provato in tutti i modi a risolvere qualsiasi divergenza... a venirci incontro.
Ho pensato più volte... le lacrime finiranno, l’amore resta e supereremo qualsiasi problema a causa di differenze caratteriali... ma più vado avanti più non sembra cambiare ne lui ne la situazione.
Anzi... sono diventata più ansiosa, più insicura, mi vengono attacchi di panico e di ansia.
Ho sofferto di depressione in passato, mi sa che è tornata...
Aiuto non so più che fare

[#1]  
Dr.ssa Anna Potenza

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Gentile utente,
forse lei crede di prenderci in giro, ma sta prendendo in giro sé stessa.
Ci scrive più volte di un uomo che la offende e la opprime, del quale ci ha detto che è studente di Psicologia, ma se è così, usa quel poco di psicologia che conosce per manipolarla.
Dopo l'ultima volta -pochi giorni fa- sembrava decisa ad affidarsi ad uno specialista. Lei sa che alle ASL e al Consultorio Giovani può trovare supporto gratuito.
Più va avanti così, meno riuscirà ad uscire dalla trappola in cui si è cacciata. E' arrivata perfino a scrivere: "Ho pensato più volte... le lacrime finiranno, l’amore resta".
Davvero?
Lei non sembra stupida, quindi si svegli e si guardi intorno.
Di coppie infelici ce n'è a bizzeffe. Le sembra davvero che quello che finisce siano le lacrime?
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#2] dopo  
Utente
È difficile lasciare una persona a cui sei legata. So che sono dipendente e che è un amore malato. Non riesco a farlo perché ho paura delle conseguenze.. ho paura di restare sola, di rivivere l’abbandono di mio padre, di non farcela, di perdere qualcosa di importante. Ho tante paure.
So razionalmente che non mi sta dando felicità e non mi sta nemmeno rispettando.
Ascolto le sue scuse.. facciamo pace e lascio correre e nella mia testa penso la prossima, ok la prossima mi faccio valere e in caso ci lasciamo’
Non voglio prendere in giro nessuno. Sto prendendo in giro me stessa e lo so benissimo, troppe discussioni che mi fanno capire che non va bene per me. Ma non riesco a fare il passo decisivo. Mi sento inchiodata.

Capisco che il dire le lacrime finiscono e l’amore resta è solo un modo per auto convincermi che posso resistere e che andrà meglio e cambierà.
So Che non cambierà ..
sono andata in tre psicologi diversi e non mi hanno saputa aiutare come volevo. Ritenterò se devo..

[#3]  
Dr.ssa Anna Potenza

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Gentile utente,
la sua frase conclusiva dice molto: "sono andata in tre psicologi diversi e non mi hanno saputa aiutare come volevo. Ritenterò se devo.."
Premetto che gli psicologi non aiutano "come il paziente vuole".
Dare sempre ragione al cliente, rinforzando la sua dipendenza, fa parte delle manovre manipolatorie di quelle fantasiose categorie di "maestri di vita" e simili che si sono guardate bene dallo studiare e dal prendere un'abilitazione di Stato prima di esercitare la professione di psicologo.
Dalle cose che lei riferisce: "ho paura di restare sola, di rivivere l’abbandono di mio padre" risulta chiaro che un trattamento psicoterapico non l'ha mai nemmeno cominciato, altrimenti non avrebbe ancora queste paure.
Avrebbe paura, invece, intendendo con questo termine non un'emozione incontrollabile, ma il giusto senso di allerta che ci segnala un pericolo, della condizione di dipendenza che la espone costantemente all'abbandono.
Ogni atto vessatorio del suo ragazzo nei suoi confronti, infatti, è una dichiarazione di non-amore, una ferita che la relega nella non esistenza, un doloroso, quotidiano abbandono.
Ma lei riguardo alla psicoterapia dice: "Ritenterò se devo".
Certamente, NON deve.
Niente e nessuno ci obbliga ad essere sani, a curarci, a guarire.
Lei può avere l'appendicite, il cancro, il covid, e lasciarsi invalidare o morire senza cure, purché sia, come dice la legge, "in grado di intendere e di volere".
Ecco perché andare da uno psicologo, o scrivere a noi, ma non volersi curare, è una presa in giro a sé stessa: lei vuole resistere, e crede che qualcuno la costringa, per poter agire come il bambino che fa le cose di nascosto.
Lei resiste credendo di resistere a noi o di far dispetto al suo papà andato via.
Ma non vede da sola che questi suoi bersagli sono irraggiungibili, e l'unico danneggiato, in tutta questa storia, è lei stessa?
Aggiungo che scegliendo partner che colludono con la sua nevrosi, ossia persone che a loro volta cercano una relazione malata, lei danneggia anche loro.
Se lei si curasse, nessuno esclude che il suo stesso partner potrebbe riflettere, curarsi a sua volta, guarire.
Ci pensi.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it