Utente
Gentilissimi Dottori buonasera,
Sono qui a sperare in una vostra delucidazione sulla mia situazione.

Ho stretto un rapporto molto particolare con un mio collega.
Fondamentalmente, credo siamo molto attratti entrambi.

Il tutto sfocia in effusioni e baci appassionati da 3 mesi, dove nessuno dei due si tira indietro.
Tutto questo accade al lavoro perché, tasto dolentissimo, siamo entrambi fidanzati.

Io, storia regolare da quasi 5 anni, pacifica, lui invece ha una storia molto travagliata sia personale che con la sua attuale fidanzata.
Si erano lasciati per cause importanti dopo 2 anni e si sono rimessi insieme da qualche mese.
Lei non la conosco se non di vista, ma da ciò che dice lui, lo controlla in ogni cosa che fa e so che la cosa non gli va a genio, sebbene apprezzi che lei gli stia molto vicina.
Non parla mai di essere innamorato o altro.

Fin da quando ci siamo accorti di questo trasporto, eravamo stati chiari affinché non fosse nulla di sentimentale, senza coinvolgimenti.
Lui più volte dice che non vuole incasinare le cose di entrambi.
A me sta benissimo così.

Giorno dopo giorno però, a livello di amicizia io mi affeziono decisamente.
Mi piace sentirlo e son contenta di vederlo.
Lui invece comincia ad essere incostante, non si fa sentire per giorni quando potrebbe tranquillamente, eppure quando siamo al lavoro non perde occasioni per coccolarmi e baciarmi e dirmi quanto gli interesso.
Gli domando il perché di questo comportamento e lui glissa sempre, mi dice di essere una persona di poche parole e che le cose le preferisce dal vivo.
Propone spesso di vedermi fuori, però quando poi c’è l’occasione temporeggia, e non succede nulla.

Succede che sulle spalle gli cade una cosa piuttosto pesante (ha dovuto affrontare una multa penale) e lì lui crolla.
Mi scrive che ha bisogno di me, che vorrebbe che io fossi li con lui e mi spiega che probabilmente questo suo temporeggiare è perché io lo mando in ansia perché gli piaccio.
A questo punto, gli ribadisco se vuole ancora mantenere questo rapporto di divertimento o se vuole lasciarsi andare.
Mi risponde che non dobbiamo farci coinvolgere, però se ci troviamo bene su vari lati boh, chi lo sa.

Io comincio a vacillare perché lui inizia a piacermi decisamente e mi trovo a mettere in discussione l’amore che provo per il mio fidanzato e la nostra vita insieme.

Fintanto che, da un giorno all’altro, telefonicamente sparisce.
Se io gli scrivo, è presente.
Risponde e sembra tutto ok (anche se chiude quasi sempre lui le conversazioni, e a me sembra sempre che gli sia di peso scrivere).
Se io non lo cerco, non si fa più sentire.
Al lavoro però, di persona, continua a cercarmi tra baci ed effusioni che inizia sempre lui e spesso mi dice che mi pensa (ma non lo dimostra).

A volte lo vedo fuori dal lavoro con la fidanzata prima di entrare, e tra loro c’è qualche pallido bacio ma nulla più.
Con me invece è passionale e lo vedo proprio che c’è trasporto. Però non è minimamente coerente con quello che è quando non siamo insieme. Molte volte dice ti scrivo o dopo ci sentiamo e invece sparisce, pertanto io arrivo alla conclusione che di me gliene freghi poco.

Io sto cominciando a star male per questi silenzi e comportamenti e vorrei chiudere tutto, perché sto mettendo in discussione molte cose (per ora, ovviamente solo nella mia testa) e perché onestamente, trovo il suo interesse una gran recita e mi sento terribilmente presa in giro. Inoltre, ho la netta sensazione che lui non senta solo me, ma senta altre, sebbene lui nega e dice che ha solo me .
In questi giorni, è in ferie. E io non intendo scrivergli. Al suo ritorno, pensavo di dirgli tutto quello che pensavo in faccia e chiudere tutta la questione, sebbene mi faccia male.
Secondo voi, sbaglio?
Grazie di cuore

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Dr.ssa Anna Potenza

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Gentile utente,
da tutto quello che ci racconta sembra di poter ravvisare nel suo collega un opportunismo molto semplice: prende quello che gli piace dovunque lo trovi, ma non si disturba a complicarsi la vita.
Tutta la sua lettera è punteggiata, del resto, di questa consapevolezza.
Se intende parlargli e chiudere, lo faccia con serenità e senza "regalare" a quest'uomo anche le sue emozioni negative, dopo avergli regalato tanti piacevoli interludi per spezzare la monotonia del lavoro.
Per parte sua, valuti piuttosto se il suo rapporto di sempre non presenti qualche segno di stanchezza o qualche debolezza di fondo.
Su questo le conviene esercitare la sua cura, non su altro.
Auguri.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it