Utente
Buongiorno, ho 32 anni e a 27 anni ho scelto di voltare pagina tramite lo studio universitario.
Dopo aver conseguito la magistrale a Londra sono rimasto in quest'ultima università per iniziare un dottorato perché nonostante le difficoltà iniziali relative al cambio di sistema universitario mi sono trovato molto bene all'università, mi aveva appassionato la prospettiva accademica e conosciuto un prof.
con cui mi sono trovato molto bene e al quale ho proposto il mio progetto di ricerca.

Sfortunatamente il mio stato d'animo è peggiorato prima di quanto pensassi e la mia autostima ha iniziato gradualmente a scendere subito dopo aver fallito a ottenere il "distinction" (quella che in Italia è più meno la cosiddetta "lode") per via di una tesi sofferta e supervisionata proprio dal prof.
scelto per il dottorato (sono stato accettato nel corso di dottorato prima di consegnare la tesi di magistrale), e le incombenti scadenze di questo primo trimestre non hanno fatto che rimettere in dubbio la considerazione che ho di me stesso sulle possibilità di portare avanti questo impegno.
Ho cercato di rimediare migliorando il mio stile di vita cercando di seguire orari di sonno regolari, mangiando più sano e facendo esercizio fisico, ma non riesco proprio a trovare una costanza in ciò e mando in vacca questo impegno di vivere in modo più regolare, e ciò si ripercuote anche sul mio dottorato sapendo che la costanza è un elemento fondamentale per portare avanti quest'impegno.

Mi sento in un limbo dove in cuor mio so di avere le capacità per andare avanti e che tale capacità non si rispecchia nel mio ultimo voto di laurea unito alle opportunità che possa offrirmi questo dottorato, ma un'altra parte di me sta spingendo per mollare tutto in barba a tutta la soddisfazione per essere entrato.
Inutile dire che anche la pandemia attualmente in corso non aiuta sia per le prospettive lavorative in caso mandassi tutto in malora (e tra l'altro ha già influenzato i miei programmi, visto che prima di un eventuale dottorato avevo puntato a trascorrere un anno in Giappone per conseguire una doppia laurea collegata con quella di Londra e migliorare la lingua), sia per trovare maggior conforto tramite gli affetti personali.
Sono stufo di sentirmi così e vorrei trovare un equilibrio che mi consente di vivere al meglio quest'esperienza e che non mi abbatta nei momenti di difficoltà.

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Dr. Gianfranco Fabiano

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Gentile utente
Leggendo la sua storia. Credo che debba prendersi un momento, per poter riflettere dove la pancia e la testa la vorrebbero portare. Dato che a volte è questo il tema. Credo che in generale poter rivolgere la sua indecisione e il suo stato d'animo ad un professionista (psicologo o psicoterapeuta veda se nel suo ateneo le possano offrire tale servizio), possa esserle utile a comprendere meglio cosa vorrà fare della sua vita e poterla (nel possibile) pianificare come lei desidera.
Spero di esserle stato utile
Cordialmente
Dr. Gianfranco Fabiano
Specializzando in Psicoterapia Breve strategica
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