Insicurezza e orgoglio, come affrontarli?

Buongiorno,
Sono una ragazza di 35 anni.

Un anno e mezzo fa, ho perso il mio compagno, dopo 15 anni di convivenza (mi è morto tra le braccia).
Ho ricevuto l aiuto di uno psicologo che ha mi aiutato a trovare un nuovo equilibrio; ho ricevuto amore incondizionato da parte dei miei genitori (per loro era un figlio) e dei miei amici (vicini a me giorno e notte per mesi).
Dopo 4 mesi decido di ricominciare.
Conosco un ragazzo, e provo a vedere se può nascere qualcosa di buono.
Non è stato facile ma volevo ricostruire la mia vita.
Avendo a disposizione pochi caratteri, non posso scrivere tutto ciò che ho provato e sentito.
il problema, ora, non è questo ma un altro.


Il ragazzo con cui ho iniziato a vedermi era perfetto: amorevole, comprensivo, affettuoso e tutto ciò che si può desiderare.
Lui si è innamorato subito.
Ci siamo frequentati per un anno ma durante questo periodo tutto stava rotolando verso il baratro, fino all altro ieri quando mi ha lasciata.


Il problema, secondo me e secondo le persone che lo conoscono, è questo:purtroppo non ha avuto una guida genitoriale (madre sempre al lavoro che non aveva tempo per star dietro a ciò che faceva, padre scapestrato che li ha lasciati soli quando lui aveva 15 anni); questo ragazzo ha preso come guida il fratello, orgoglioso, duro e con il bisogno di non cedere a gentilezze per non sentirsi debole.
Ovviamente, il ragazzo con cui stavo ha acquisito questo modo di essere.
Penso di averlo destabilizzato:essendo insicuro, sentirsi ripetere sempre che c'erano problemi e chiedendo spesso di parlarne lo ha messo in discussione.
Durante le litigate, lui stava spesso zitto, diceva solo che ciò che dicevo non era vero.
Mi ha lasciata perche, pur amandomi e considerandomi la persona migliore che conosca, si sente frustrato e destabilizzato.
Io vorrei che lui cominciasse a crescere, a riflettere sulle sue azione e sulle sue parole.
Stando con me, ha perso la sua posizione di "io sono giusto, ho sempre fatto tutto bene", l ho portato a mettersi in discussione e questo l'ha disorientato.
È uscito da quella campana protettiva che si è costruito negli anni.
Indipendentemente dal mio desiderio di tornare con lui (sono molto innamorata), vorrei che lui cominciasse a riflettere e ragionare su ciò che è.
L orgoglio uccide qualsiasi cosa, soprattutto l amore.
Ora mi ha chiesto tempo, mi ha detto che mi ama e che gli manco ma che vuole restare un po' da solo, facendo ciò che lo fa star bene (vuole tornare in quella campana).
Lascerò passare qualche settimana, poi lo contatterò per un caffè.
Vorrei parlargli per farlo riflettere, vorrei aiutarlo e vorrei che sapesse che sono al suo fianco (non per forza come compagna).
Quali parole migliori in questa occasione?
come posso impostare un discorso, che sia delicato, e che lo porti a non chiudersi ma che, invece, lo convinca a riflettere su di sé?
vorrei capisse che prendere sicurezza di sé, non vuol dire cercare un posto che continui a tenerti nel vortice della tua finta sicurezza.
Sapreste aiutarmi?
Grazie infinite
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Dr.ssa Valeria Mazzilli Psicologo 286 13
Gentile utente,
lei deve essere la sua fidanzata, la persona che gli sta accanto, la persona amica e complice con cui, eventualmente, pianificare progetti di vita futuri.
Lei non è sua madre o la sua psicologa, non è lei che deve imporgli di crescere in un modo che per lei sia giusto, non è lei che deve farlo riflettere e scegliere le parole adatte da dire. Lui non è un bambino, né tantomeno una persona che le ha chiesto aiuto mi sembra.

Ognuno sceglie la vita che vuole vivere e vive la vita che può e gli sembra giusta. E' molto bello seguire il trend e dire di dover uscire dalla propria comfort zone, ma la verità è che non è facile e per farlo ci vuole coraggio e soprattutto bisogna desiderarlo. Cosa non scontata e non da poco.
Il coraggio non ce lo offrono in dono gli altri, lo troviamo dentro di noi decidendo di affrontare l'instabilità e le proprie paure.
In questo caso il ragazzo le ha chiesto tempo, ha scelto la solitudine, mica poco! Per certe cose ci vuole tempo, i cambiamenti richiedono tempo e anche tanta solitudine, che vuol dire prendersi tempo per sé anche alla presenza di un altra persona.
E lei è in grado di tollerare questa attesa rispettando quello che lui le chiede?

Spero di averle dato qualche spunto su cui riflettere
Resto a disposizione se ne avesse ancora bisogno
Cordialmente

Dr.ssa Valeria Mazzilli
Psicologa Clinica
Via San Giacomo, 15 Napoli
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