Utente
Salve, ho 32 anni e sono una ragazza di aspetto gradevole con un peso nella norma.
Purtroppo però non sono molto soddisfatta del mio fisico, vorrei avere una silhouette più snella anche se le persone intorno a me non credono sia necessario.
Questa cosa mi porta a controllare i miei pasti, cerco di non eccedere e di fare attività fisica costante, più che di perdere peso diciamo che mi preoccupo quantomeno di non ingrassare.

Sono una persona estremamente sensibile e il mio compagno sa che sono insicura relativamente al mio aspetto fisico.
Purtroppo però ultimamente ha un atteggiamento che mi fa soffrire: premetto che attualmente lavoriamo entrambi da casa e quindi stiamo a contatto costante e ch lui è una persona molto magra, che alterna momenti di digiuno a pasti notturni anche consistenti mentre io mi sforzo di mantenere una certa regolarità.

Insomma, da quando siamo a casa tutto il giorno commenta ogni pasto o spuntino che faccio chiedendomi come faccia ad avere fame (magari sono le otto di sera e vorrei cenare dopo aver pranzato alle tredici).
Mi ripete sempre che mangio " troppo presto" o che non sono mai sazia.

Addirittura a volte mi accusa di mangiare per nervosismo.
Queste osservazioni mi feriscono molto perché presto attenzione a quello che mangio, non ho preso peso ultimamente e continuo a muovermi nonostante il lockdown.

Un giorno gli ho spiegato che questo suo atteggiamento mi ferisce e crea in me molta insicurezza ma lui anziché rassicurarmi mi ha "aggredita" verbalmente, dicendomi che lo dice bonariamente, che sono una persona debole e che le persone ad avere problemi di sovrappeso sono altre.
Dopo questo episodio le battute sono continuate ed io ho iniziato a saltare i pasti o quantomeno a mangiare dai miei genitori perché mi sento profondamente in difficoltà a mangiare davanti a lui, mi sembra che mi guardi con occhio critico e disapprovazione.

Vorrei un parere perché non capisco se il problema è totalmente mio, se ho un rapporto col cibo da monitorare e risolvere, questa cosa di sentirmi costretta a mangiare fuori casa mi crea notevole disagio.

Vi ringrazio per l'attenzione.

[#1]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

e se fosse che il problema col cibo ce l'ha lui?

Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
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[#2] dopo  
Utente
Sì, penso che abbia dei problemi di alimentazione, mangia ad orari insoliti, a volte moltissimo, a volte salta i pasti.
Non capisco questa sorta di cattiveria nei miei confronti, quasi a farmi sentire una persona che si abbuffa di cibo, con disordini alimentari.
Come ho già spiegato questo atteggiamento mi ha portato realmente ad avere problemi col cibo...come posso affrontare la situazione?
Ho sviluppato l'incapacità di mangiare in sua presenza, vorrei riuscire a tornare a fare una vita normale, risolvendo " a monte" il problema.

[#3]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

le problematiche del comportamento alimentare sono complesse e coivolgono l'intera persona in tutti gli aspetti, come potrà leggere qui:
https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/6999-anoressia-bulimia-binge-eating-come-sconfiggere-i-dca.html .
Forse entrambi ne soffrite. Dico "forse", perchè solo e unicamente una diagnosi multidisciplinare di persona può fornirVi dati certi.

Però nel Vostro caso c'è da aggiungere un problema di potere;
ciò avviene nella coppia quando un certo comportamento dell'altro viene utilizzato *contro* di lui/lei, anzichè per aiutarlo/a.
Ovviamente ciò segnala uno stato di malessere della relazione,
di cui però Lei non ci parla se non per gli aspetti legati al cibo.

"Risolvere a monte il problema", ci chiede?
Ma quale è il problema, mi chiedo?
Il cibo o la relazione?

Dott.Brunialti
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