Utente
Buongiorno,
Vi scrivo per chiedervi un consiglio in merito alla situazione che sto vivendo con mia sorella minore.

Abbiamo rispettivamente 27 e 24 anni, quando eravamo piccole eravamo molto più unite anche se lei non mi ha mai vista come un punto di riferimento ma il mio obiettivo è sempre stato quello di proteggerla e cercare di farla soffrire il meno possibile.

Abbiamo avuto una vita molto dura, per vent'anni abbiamo dovuto convivere con un padre violento con nostra madre, quando eravamo alle elementari lei ha avuto il cancro e dopo dieci anni di lotta contro la malattia è morta.
Da quel momento io ho iniziato ad uscire con i miei amici (prima non lo facevo mai perché avevo paura di lasciare mia mamma sola con mio papà e non volevo che mia sorella dovesse assistere alle scene di violenza da sola).


Della casa ci occupiamo solo noi perché nostro padre non sa/vuole fare niente, qualche anno fa mi sono fidanzata e per la prima volta ho trovato qualcosa di bello per cui vivere, però da quel momento le cose con mia sorella sono peggiorate.
Lei si è ritrovata a passare più tempo a casa da sola e ad occuparsi di tutto, nonostante io sia a casa durante la settimana e stia con il mio fidanzato solo nel weekend a lei non va bene perché dice che sono i giorni in cui soffre di più (ora nostro papà non è violento ma beve).
Piange sempre anche di nascosto, è molto nervosa, non si può mai avere una discussione normale, non si apre con me, le sue amiche mi scrivono che sta male (e di stare più in casa ma davvero io dal lunedì al venerdì mattina sono sempre a casa) , spesso la senso borbottare "cerca di finire l'università (studia medicina) il prima possibile così poi finalmente puoi andare via".
Mi dice che a me non me ne frega niente di nessuno e penso solo alla mia felicità.
Io lo so come si sente perché fino a due anni fa stavo come lei, piangevo sempre e mi sentivo mancare l'aria nel stare dentro a quella casa per questo uscivo spesso con i miei amici.
Poi finalmente ho conosciuto il mio fidanzato che mi ha fatto capire che nella vita ci sono cose anche cose belle.
Se io stessi a casa qualche weekend significherebbe dover stare chiusa lì per 11 giorni perché in settimana, per motivi di lavoro, non posso vedere il mio ragazzo... A me dispiace solo vedere mia sorella soffrire così tanto, vorrei che lei fosse felice e che non mi incolpasse di tutta la sua sofferenza.
Le ho consigliato di andare da uno psicologo, di uscire di più ecc ma non vuole.
Mi risponde sempre "non rompere, non sono come te".
Solo che sono tanto preoccupata per il suo stato psicologico... Ieri abbiamo litigato perché l ho avvisata all'ultimo che non tornavo a casa, lei non aveva preparato niente per cena per mio papà e ormai era da una sua amica... Io le rispondevo che non era un problema perché sicuramente non sarebbe morto di fame, poteva aprire il frigo e mangiare quello che c'era.

Mi dispiace farla soffrire così tanto, vorrei solo che fosse felice...
Vi ringrazio per l'attenzione.

[#1]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

prima che Lei avesse il fidanzato
Voi due sorelle formavate una coppia,
vi sostenevate e aiutavate nel corso di tanti anni pieni di difficoltà.

Ora Lei sta trovando la propria strada nella vita, anche affettivamente.
Sua sorella si sente abbandonata e tradita, senza più punti di riferimento.
E' comprensibile la sensazione di smarrimento
e anche di risentimento nei Suoi confronti.

Detto questo, veniamo a Lei.
E' "normale" soffrire vedendo la propria sorella che soffre,
anche sentirsi in colpa;
ma al tempo stesso non è possibile rinunciare a sè e al proprio progetto di vita.
Siamo di fronte ad un conflitto di interessi, e non è semplice individuare il filo su cui l'equilibrista camminerà.
Starle vicino, ascoltarla, appoggiarla nel corso della settimana, .. ma già Lei lo sta facendo. Il fine settimana invece è riservato a Lei e alla Sua nuova coppia.

Riguardo allo Psicologo (che sia però anche Psicoterapeuta),
concordo,
ma in coppia Voi due sorelle. Il punto sembrerebbe essere infatti la Vostra ex-coppia.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
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[#2] dopo  
Utente
Gent.ssima Dott. Brunialti,

La ringrazio per la sua celere risposta e per il suo consiglio.
Farò come dice lei.

Le sue parole sono state di grande conforto perché i sensi di colpa non mi fanno vivere tranquillamente, anche quando non sono a casa il mio pensiero va sempre a mia sorella. Sia la mia relazione, il mio lavoro e i miei studi ne risentono.
Però l'importante per me al momento è che mia sorella inizi a stare bene e la smetta di soffrire.

Grazie mille per l'attenzione.
Distinti saluti.

[#3]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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"...Però l'importante per me al momento è che mia sorella inizi a stare bene e la smetta di soffrire..."

Questo non è in Suo potere. Vorremmo lo fosse, vorremmo poter togiiere i dolori alle persone che amiamo, ma non è (e non sarà) possibile.
E' possibile unicamente amarle e far loro percepire il nostro amore, anche se non sempre viene còlto

Quello che Lei può fare, lo può fare per sè,
mi riferisco al vivere nel "qui e ora":
quando è nella casa genitoriale, è presente lì, è di aiuto a Sua sorella;
ma quando è con il Suo ragazzo deve essere presente *lì*, nella Sua coppia.
Avere la mente altrove occupa e disperde un sacco di energie, buttate inutilmente.

Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
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