Utente
Salve, sono una ragazza di 24 anni.
Non sono mai stata particolarmente socievole, anche da bambina tendevo spesso ad isolarmi ma nel momento in cui ho iniziato la scuola sono riuscita sempre a farmi delle amiche, anche strette.
Nel passaggio dalle elementari alle medie, ho vissuto una difficile situazione familiare con la scoperta del tradimento di mia madre da parte di mio padre e il quasi divorzio dei miei genitori, seguito dal trasferimento in una zona della mia città che non mi piaceva e che trovavo brutta e trasandata.
Posso quasi dire con certezza che i miei problemi sono iniziati in quel periodo.
Ho cominciato a cercare di avere rapporti sempre piu superficiali con le persone per non entrare troppo in confidenza e non arrivare al punto da dover invitare persone a casa mia.
Volevo che nessuno mi conoscesse a fondo, non volevo aprirmi e non volevo che nessuno mi chiedesse cose personali.
Sta di fatto che le persone hanno quindi iniziato ad evitarmi.
In classe ero quella che non veniva mai scelta come compagna di banco o come vicina di autobus.
A fatica, sono riuscita a farmi un piccolo gruppo di amiche, con cui rimanevo però ad un livello tutto sommato superficiale, e con queste amiche ho interrotto i rapporti a malincuore, terminato il liceo, perché loro hanno smesso di parlarmi.
All'università con molta fatica sono riuscita a conoscere due persone con cui sono tutt'ora in contatto e a cui voglio bene e nel frattempo ho trovato un ragazzo meraviglioso con cui sto da anni.
Ho poi cambiato università ed è come se i miei problemi fossero ricominciati.
Non ho legato in particolare con nessuno e soprattutto soffro incredibilmente a vedere gli altri che escono insieme ed io non vengo mai invitata.
Ho provato a fare un'esperienza all'estero per sciogliermi e fare amicizia ma è stato un completo disastro, non mi trovavo bene con nessuno e sembrava che nessuno mi volesse nel suo gruppo.

Mi rendo conto che a volte do la colpa a chi mi esclude ma il problema sono io che non riesco a sciogliermi o forse ho un atteggiamento che risulta antipatico e questa situazione mi fa soffrire terribilmente perché vorrei solo avere una normale vita relazionale ma, non appena lego con qualcuno, tendo allontanarmi.
Volevo sapere se forse un consulto con qualcuno potesse aiutarmi da questo punto di vista.

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Dr.ssa Alessia Bianco

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NICHELINO (TO)

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Buongiorno, la situazione che descrive fa trasparire una forte sofferenza che si porta dietro da anni. Un consulto psicologico puo darle supporto ad acquisire consapevolezza dei meccanismi di "fuga" che si attivano inconsciamente in Lei, in modo che possa alla fine arrivare a razionalizzarli e controllarli. Credo che la tematica principale su cui si dovrebbe concentrare è il concetto di fiducia.
Saluti
Dr.ssa Bianco Alessia, psicologa